mercoledì 23 aprile 2014

From Sicily to London #3: take it easy, ma non troppo!

Mercoledi' per me significa due cose: yoga e Gloria con la sua rubrica!
(A proposito ricordatevi di andare a sbirciare il suo blog Dimmi che scarpe porti e ti diro' "Meglio SCALZO"!)
ECCOLA:

Qualche giorno fa, tornando a casa in metro, mi sono imbattuta in una coppia di fratellini scalmanati. Fin qui nulla di strano. Si sa che i bambini sono vivaci. Li amiamo anche per questo.
I due bambini correvano nel vagone del treno alla velocitá di Usain Bolt pestando ripetutamente i piedi degli sventurati compagni di viaggio. Il tutto senza scarpe, come si può notare dalla testimonianza fotografica che allego.
Beata gioventù, quanta energia... (Se vi prendo vi faccio neri!)
La scena avveniva ovviamente alla presenza dei genitori troppo intenti a controllare le notifiche su fb per preoccuparsi di cosa combinassero le loro adorabili pesti.
Fin qui tutto quasi regolare: figli invasati e genitori distratti, siamo nel 2014. Ok, erano senza scarpe, ma il barefoot running va di moda adesso... Che importa se poi vengono i funghi?

Ma come se non fosse abbastanza, circa a metà del percorso, la bambina ha deciso di rendere un servizio alla comunitá inglese pulendo con la lingua i finestrini della metro.
Il primo pensiero è stato "non sta succedendo davvero!", il secondo "non sono fatti miei" e subito dopo l'istinto ha prevalso e sono intervenuta dicendo "no, baby... It's dirty!"
Già sognavo la gratitudine eterna dei genitori per avere salvato la loro creatura da morte certa per infezione gravissima e fulminante. Vedevo i titoli dei quotidiani: "Giovane e bella ragazza italiana salva bambina inglese e sventa il pericolo di un'epidemia" (ok, ho esagerato con gli aggettivi e quindi? Lasciatemi sognare). 
Mi immaginavo ospite di programmi TV inglesi simili a quelli di Barbara D'Urso, quando la mamma esclama "she is playing..." e mi lancia un'occhiata che neanche Ronaldo a Buffon dopo avergli parato il famoso rigore nel 1998. 
Playing? Ma ti pare che si possa giocare a leccare il finestrino della metro? Sai quante persone li toccano quotidianamente con le mani sporche? Ti sembra anche normale lasciare che i tuoi figli scorazzino senza scarpe nella metropolitana? 
Sconcertata e quasi offesa sono tornata alla lettura del mio Glamour (si, io leggo cose impegnative, mica pizza e fichi!) e ho iniziato a pensare alla reazione della mia mamma se io avessi anche solo osato camminare con i calzini in metro e mettere le mani in bocca dopo avere toccato il finestrino.
Senza esagerare, in sequenza sarebbe accaduto ciò:
i) io sarei stata rimproverata cosí bruscamente che anche i passeggeri si sarebbero messi a piangere e i finestrini si sarebbero frantumati per le urla;
ii) i calzini sarebbero stati buttati e forse i miei piedi amputati;
iii) saremmo scesi alla stazione più vicina e corsi all'ospedale per un ricovero urgente al reparto gravi malattie infettive con la classica promessa "a casa facciamo i conti!"
iv) mi avrebbe riammessa a casa solo dopo un lungo periodo di isolamento.

Bene, forse la mia mamma è un po' apprensiva ed esagerata con l'igiene e la pulizia. Forse i bambini hanno bisogno di rotolarsi nella terra e sviluppare gli anticorpi, ma vi assicuro che in questa città ho visto cose che voi umani non potete immaginare... 




martedì 22 aprile 2014

Bag à manger #2: La prova del libro: la CheeseCake del Re del cioccolato!

Martedì torna Giuliana con la sua borsa+ricetta: io amo questa rubrica anche perchè al fine di valutare seriamente la bontà delle sue creazioni sono proprio costretta ad assaggiarle!Di questa torta (toNta come ha scritto Giuli vittima di un lapsus freudiano) ne ho fatte fuori 3 fette di seguito (alla fine del pranzo di Pasqua)!

(eccola con Bombetti)


Ammettiamolo: tutte noi guardiamo Masterchef, Bake Off, Cucina con Ale, il Re del cioccolato, la Prova del Cuoco, i Menú di Benedetta, Cotto e Mangiato, Cuochi e Fiamme (la lista è davvero innumerevole), siamo followers di Chiara Maci, leggiamo articoli di ristoranti che vantano almeno 2 stelle (naturalmente di Cracco sapremmo tutto anche se il suo ristorante fosse premiato con due nuvolette ed un palloncino), collezioniamo la Cucina Italiana dal 1950 ma alla fine, quando guardiamo l'orologio e sono già le 7 di sera ed il nostro frigorifero è così vuoto che delle volte mi chiedo se non é il caso di sostituirlo con una comoda scarpiera (che di quelle c'é sempre bisogno), allora sappiamo di avere due alternative:
i) chiami il tipo a cui hai dato buca l'altra sera ricordandoti che scusa avevi inventato altrimenti ti toccherà pagare la cena per rimediare;
ii) se non vuoi avere una delusione e rischiare di sentirti dire “No, per stasera non posso, ho già preso un impegno” (che se ti va di culo è perchè c’è la Champions in tv),  allora chiami la pizzeria vicino casa che mal che vada ti diranno che è finito il prosciutto cotto da aggiungere alla pizza.

La verità é che io delle 1764399 ricette che ho in casa, raccolte in altrettanti 13466 libri (che con quello che ho speso mi potevo comprare una borsa) ne ho fatte si e no un centinaio, ma soprattutto non é che una domenica mi sono svegliata ed ho detto "bene oggi apro il libro di .... e faccio ......”, a meno che voi non abbiate una dispensa sempre colma di roba tipo latte condensato, colla di pesce, farina di riso, 250 uova, 100 kg di burro, 20 litri di panna fresca, e tante altre cose, nonchè un sfilza di aiutanti intorno.
No, no signore, bisogna pensarci con almeno cinque giorni di anticipo, verificare cosa si ha in dispensa, andare al supermercato (che magari ti tocca andarci il sabato mattina e già solo per questo ti meriti un premio) disdire una serie di impegni perché ci vorranno all'incirca cinque ore per cucinare, altre due ore per pulire le 1.200 padelle e mestoli che hai usato, almeno tre ore per digerire e se la giornata non si è ancora conclusa vorrai correre in palestra per smaltire un po' della 30.000 calorie che hai ingerito.
Bene! Io ho trascorso il mio sabato pasquale proprio così. Ho pensato: non posso presentarmi a casa di Olga con una comunissima crostata, vorrà dire che preparerò un dolce come Book comanda! (si lo ammetto, oltre a lavorere con lei, andarci a pranzo, uscirci per negozi, fare shopping compulsivo, scriverle email e messaggi, passo pure la Pasqua con lei, Marito - suo Marito- visto che io in questo momento ho interrotto ogni comunicazione con il genere maschile- Bombetti e Trombetti).

Ho preparato una CheeseCake ma credetemi è assolutamente lontana dalle più comuni e tradizionali ricette ed io naturalmente l'ho rivisitata un po'!

Ingredienti per la base:

- 125 g zucchero
- 125 g burro
- un uovo
- 250 g farina
- 75 g cacao amaro in polvere
- un cucchiaino raso di lievito in polvere

Ingredienti per la crema Cheese:

- 300 g ricotta
- 4 uova
-100 g zucchero
- 90 g latte fresco intero
- 30 g farina
- un cucchiaio di maizena
- una stecca di vaniglia
- 40 g panna fresca
- 125 g di gocce di cioccolato
- 2 cucchiai di marmellata di albicocche

Procedimento per la base:

La base della torta in realtà é una pasta frolla al cacao!
Abbiate cura di tirare fuori dal frigo il burro un'ora prima di iniziare la preparazione. Lavorate il burro con lo zucchero, setacciate insieme farina, cacao e lievito; aggiungete all'impasto di burro e zucchero prima l'uovo e poi il composto di farina e cacao. Io vi consiglio di lavorare il tutto con le mani e tenere la farina a portata di mano, potrà capitare che ve ne serva un po' più del necessario! Avvolgete il tutto in una pellicola e mettete in frigo! Io vi suggerisco di prepararla la sera prima, ha bisogno di stare almeno 4 ore in frigo prima di poter essere lavorata!

Procedimento per la crema Cheese:

Iniziamo preparando la crema pasticcera.
Mettete a scaldare il latte con la stecca di vaniglia e a parte lavorate per bene un tuorlo con 20 g di zucchero (mettete da parte l'albume perché poi vi servirà), aggiungete la maizena e stemperate con un cucchiaino di latte caldo. Quando il latte avrà raggiunto il bollore eliminate la stecca di vaniglia e versatevi dentro il composto di tuorlo e farina, fate cuocere senza mai smettere di mescolare per almeno due minuti da quando riprenderà il bollore. Versate in una ciotola, coprite con la pellicola avendo cura che la stessa aderisca alla crema per evitare che si formi una crosticina sulla crema e mettete in frigo per almeno un paio d'ore.
Quando la crema si sarà freddata aggiungetevi la ricotta, la farina, 2 tuorli (anche qui mettete da parte gli  albumi), il burro già fuso e la panna fresca (non montata).
Adesso, possiamo finalmente usare gli albumi che abbiamo messo da parte!
Sinora abbiamo raccolto gli albumi di tre uova, aggiungetene un quarto, e montateli a neve con i restanti 80 g di zucchero! Aggiungete gli albumi montati al composto di ricotta e crema e completate aggiungendo le gocce di cioccolato. Stendete la pasta frolla, rivestite una tortiera abbastanza alta, versatevi dentro la crema Cheese ed infornate a 175° gradi per 35'. Sfornate e lasciate intiepidire bene (un paio d’ore almeno).
La marmellata serve solo per lucidare la torta per cui se proprio non l’avete in casa va bene lo stesso, ormai la torta è già pronta! Se invece volete lucidarla, come insegna il Re del Cioccolato, allora mettete i due cucchiai di marmellata in un pentolino con altrettanti cucchiai di acqua e fate un po' scaldare. Poi passate il composto in un colino per togliere eventuali grumi e quando è freddo spennellatevi la torta.


La CheeseCake del Re del Cioccolato è questa:



Questa invece é mia (la fetta mancante se l'é fatta fuori la cara Mammaholic!):



Questa torta mi ha obbligata ad andare al supermercato tre volte: al primo supermarket non c’era la panna fresca, poi ho dimenticato le uova e per finire pensavo di avere in casa le gocce di cioccolato ma evidentemente in un raptus di follia ed astinenza da dolce mi sono fatta fuori anche quelle.

Alla terza volta ero assolutamente isterica ma giuro che se all'Esselunga avessero messo questi cestini della spesa io ci sarei andata altre mille volte e con bel sorriso stampato in faccia!



La borsa si chiama Caroline e nasce dall'estro dello stilista Rasmus Ringberg, fondatore del brand SAVAS! Uno stilista dalle origini svedesi ma con un amore per l'Italia, la moda e la pelle!
E’ un esempio di stile spiritoso ed irriverente ma è preziosa al tempo stesso e di certo non vi farà passare inosservate. Certo, magari non si presta bene per un giro al supermercato ma credetemi che avrete molti occhi puntati addosso.
La piccola scultura di un cervo in metallo è ciò che caratterizza la sua collezione ed è simbolo della filosofia di questo stilista svedese, rendendo  le sue borse davvero uniche!  Sarà che io amo le tinte unite (se poi il colore è il giallo, davvero non mi trattengo)  ma per me sono davvero bellissime!!!





Shopaholic del martedì #5: Must have e storie di (strani) capelli

Oggi appuntamento con lo shopping del martedì dedicato alle tendenze Primavera-Estate 2014 declinate in formato mignon; io ne ho scelte solo 11, vi risparmio il Comfy heel e le Décolletées stampate a meno che non vi chiamiate Katie Holmes e non abbiate come figlia Suri Cruise.

Che alla fine, aldilà del tacco, a me lei piace un casino e anche la mamma che si ritrova non è affatto malaccio (e la salvo perchè alla fine ha scelto Pacey).



(i tacchi NO, poi cos'è questo riutilizzo del cappotto rosso?)

Tra i suoi migliori look:



(DIVINE, se io mettessi un cappello del genere sembrerei appena uscita da un centro sociale)

(STRA DIVINA: un mix and match che non saprei replicare)

(gambe già più lunghe delle mie)

(sono collant?Leggins?Fuseaux?)

(voglio una divisa così)

(la pelliccia Simonetta, è FINTA: io sulla neve con le ballerine sarei già zoppa)

(Lei. Katie, un cappello e una t shirt presi a caso dall'armadio machefannofica)

(un mini sogno)


(comunque anche lei per andare al parco si fa una crocchia bella alta, io & Katie separate alla nascita)

Vabbè non divaghiamo, passiamo ai Must-have che vi dicevo:


1. Frange -ossessione dell'anno:

(borsa Miss Grant in eco camoscio con frange)

(sneakers Momino in pelle con frange)



2. Pink:



(abito con stelle su kidshop.fr)


(maglia Oobi con ali)

(short Missoni)

(felpa Kenzo)



3. Casacca:


(a righe su Popupshop.net)


(no vabbè parliamone: Dolce & Gabbana)

Marito, questo potrebbe curare la mia nostalgia per la terra natia (tutto Dolce & Gabbana):







4. T-shirt parlante:

(t-shirt Ground Zero Baby Lady Gaga)

(felpa sempre Ground Zero baby David Beckham)


(t-shirt Little Mashers con lavagnetta da personalizzare!)



(t-shirt Name It)

(Happiness per i miei bimbi che, modestamente parlando, sono bellissimi!)

(sempre Happiness)



5. Ultraflat:


(scarpe Pom d'Api)

(ballerine Bloch)

(in gomma Mini Melissa)

(anche per me chenonsisamai Repetto)

(sandali con charms Dsquared)



6. Camicia azzurra:



(camicie in cotone Alice à Paris)

(camicia bimbo a piccoli pois bianchi Mayoral)



7. Pois:

(abito Simonetta)

(pois e mini muffin Camper)

(tuta Kickle)



(sandali Pépé)



8. Abito stampato:



(abito Oilily)


(abito in jersey Philipp Plein Petite)

(abito e culotte Dolce & Gabbana, A-D-O-R-O!)

(abito in popeline di cotone Moschino Baby)



9. Gonna plissè:


(gonna Pinko Up)

(gonna BillieBlush)


10. Pantalone alla caviglia:

(MERAVIGLIA!Ali Oli Kids)


(completi Alice à Paris)



11. Metal: 

(sneakers in ecopelle Adidas by Jeremy Scott)


(sneakers glitter con borchie Miss Grant)

(stivaletti con stelline metal Pom d'Api)



Ah. domani mattina ore 11 appuntamento dalla parrucchiera: ho l'ansia da primo appuntamento (o da primo parto fa lo stesso).
Vi farò sapere.


(anche Suri ha optato per il mio taglio preferito: quello a muzzo)