Categoria: moda bambini

John Lewis sceglie il gender neutral per l’abbigliamento bambini

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John Lewis sceglie il gender neutral per l’abbigliamento bambini

È notizia di qualche ora fa: John Lewis, uno dei più grandi magazzini britannici, ha deciso di eliminare dall’abbigliamento per bambini e ragazzi fino a 14 anni la distinzione tra capi per maschi e capi per femmine. Le uniche etichette presenti sui capi riporteranno la scritta «Boys&Girls» oppure «Girls&Boys» (del resto le taglie e le forme dei capi per bambini sono uguali fino alla pubertà).

La scelta è nata anche dalle petizioni presentate da Let Clothes be Clothes, un gruppo di genitori inglesi che si battono affinché vengano eliminate le discriminazioni e le differenze di genere a partire dall’infanzia. Il loro manifesto? “Every child deserves the same opportunities in life, but unless we stop treating girls and boys differently that simply isn’t going to happen.” (cit.)

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In giro per il Vecchio Continente con Noukie’s

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In giro per il Vecchio Continente con Noukie’s

La moda è un viaggio tra colori e sensazioni, tra tessuti e tradizioni. La moda è viaggio, è scoperta di ciò che si ama, di ciò che non si conosce e ri-scoperta di quello che sembrava perduto o superato. Amo la moda e amo i viaggi in fondo per la medesima ragione, la passione per le storie.

In occasione dello scorso Pitti Bimbo 84 Noukie’s, il brand belga di abbigliamento, accessori per bambini e puericultura leggera, mi e ci ha raccontato la storia di Nouky, Paco e Lola, protagonisti di nuove incredibili avventure. Per il prossimo Autunno-Inverno 2017 luogo di viaggio e di esplorazione sarà il Vecchio Continente con le sue tradizioni e la sua storia, con i suoi grandi ed inaspettati contrasti.

Noukie's Noukie's

Pronti a partire con me e Noukie’s? I bebè affronteranno il rigido inverno coccolati da atmosfere parigine grazie alla collezione Cocon fatta da tutine in jersey e completi in tricot (100% cotone) e declinata in grigio, rosa e azzurro ma anche nelle nuove tonalità rosa macaron, il verde acqua e il beige cammello.

Noukie's

Una linea che ho particolarmente apprezzato è quella ispirata al profondo Nord con richiami ai Fiordi Norvegesi ed al luminoso Mare del Nord. Le righe in stile marinaro si accompagnano al color corallo, al senape, agli intramontabili jeans delavé; per le bimbe pois verde acqua e rosa effetto cipria.

Noukie's Noukie's

Per bambini più strong e per chi, come me ama paesaggi urbani e moderni skyliner ecco due grandi città del Vecchio Continente profondamente differenti, quasi agli antipodi: Dublino e Lisbona. Chic ed intellettuale la prima, spumeggiante e maestosa la seconda. Tra i capi must have le gonne con i cuori e le coloratissime felpe.

E la mia Milano? Quando si parla di moda e di viaggi, Milano non può di certo mancare!Look eleganti e cool perfetti per i giorni di festa: trench e bretelle per i bambini e capi color oro per le piccole. Il tutto accompagnato dai nuovissimi accessori,  fasce, cerchietti, braccialetti, pochette, borse, collane e piccoli fermagli.

Noukie's Noukie's

Noukie's

Altra novità in casa Noukie’s per il prossimo Autunno-Inverno sono le scarpe: il brand inaugura la prima linea di scarpine morbide per neonati, modello babbuccia in pelle di capra.

E alla fine del viaggio cosa c’è di più confortante di un caldo pigiamino per ritrovare il calore di casa? La linea notte è uno dei punti di forza di Noukie’s, i pigiami del brand aiutano la nanna dei bambini con tanti (non) piccoli accorgimenti e con l’aiuto dei mitici doudou (sul sito disponibile il provvidenziale servizio trova doudou). Novità della collezione notte il richiamo allo stile scandinavo con colori quali il verde acqua, il giallo senape ed il blu ed i ricami che brillano al buio.

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Buon viaggio cari Nouky, Paco e Lola!

 

 

Madri che sono anche fragili

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Madri che sono anche fragili

Sono fragili le mamme e hanno bisogno che di questa fragilità si parli più spesso.

Troppo, ultimamente, si sottolinea la forza di una donna diventata madre, la capacità di far tutto con grinta ed energia, il suo essere naturalmente multitasking, l’acquisizione di nuove capacità quali l’empatia, la sensibilità, l’efficienza e l’efficacia sul lavoro, la focalizzazione, l’eliminazione del superfluo. E, al contempo, “va di moda” lo sbandierare l’imperfezione a tutti i costi, sono una mamma fallibile e me ne vanto. Sono giovane e bella, metropolitana, lavoratrice istruita e viaggiatrice, tutto quello che mia madre ha desiderato per me l’ho ottenuto, ho una vita da manuale e, da copione, devo praticare la lamentela per l’ennesimo virus influenzale dei miei figli, per la millesima notte insonne o per il pubblico capriccio dei bambini.

Eppure non sono imperfetta perché arrivo tardi alla riunione con le maestre, perché non ho voglia di leggere la storia per la sesta volta di seguito, perché non cucino cibi bio ma propongo ai miei figli quelli surgelati. Lo sono perché sono anche fragile e non voglio più vergognarmi di dirlo.

È vero: la maternità insegna molto ma tanto toglie. Apre voragini, alimenta insicurezze. Si ha più paura della morte, della propria alla quale si pensa spesso e di quella dei nostri figli della quale non riusciamo a parlare perché non esistono parole per un abisso del genere.

La maternità è la scoperta dei propri limiti e come tale andrebbe vissuta e manifestata.
Siamo vittime di una nuova dittatura post femminista creata e alimentata dalle donne, dalle nonne, dalle altre madri. Abbiamo preso tutto il meglio o tutto il peggio a seconda di come si guardi l’esperienza della genitorialità. Il parto se non è naturale e senza epidurale non è un vero parto, l’educazione se non è montessoriana o steineriana non è vera formazione, i giochi se non sono in legno naturale atossico non sono giocattoli appropriati.

E noi? Subito pronte a rimetterci in campo e a ributtarci nella mischia forti delle nuove competenze acquisite, belle come e più di prima perché noi non siamo mica come le nostre madri che non hanno allattato, che hanno scelto il cesareo, che hanno indossato camicia da notte e vestaglia per giorni interi accogliendo a stretto riposo parenti e amici in visita al bebè.

Abbiamo ricevuto tutto dagli scorsi decenni e tutto ci viene chiesto indietro con gli interessi.

Si nasce figlie e si ha la vita intera per esercitarsi ad esserlo, si diventa madri ad un certo punto e il tempo per imparare non c’è già più: quel piccolo esserino che abbiamo donato al mondo richiede tutto e subito.

Si vive il senso di colpa del pentimento e del voler tornare indietro, quello della preferenza per uno o per l’altro figlio, il rimpianto per ciò che è stato e la pena profonda per chi mamma non può diventarlo.

Vivono di notte le madri e di notte riordinano i pensieri mettendo uno dietro l’altro i tasselli delle loro giornate mai abbastanza produttive, quasi mai rispondenti alle aspettative, le proprie prima di tutto.

Si diventa fragili perché improvvisamente si comprendono i propri genitori e la tenerezza mista a malinconia che si prova quando tutto diventa chiaro è un sentimento che squarcia dentro.

Si diventa fragili perché arriva il momento in cui alla domanda “cosa c’è che ti rende davvero speciale?” si risponde con un naturale automatismo “i miei figli naturalmente!”

È talmente meraviglioso diventare mamma che si ha paura di non meritare così tanta felicità. È la seconda possibilità che la vita ci regala e sprecarla sarebbe inaccettabile.

 

Nessuno di noi nel mondo è insostituibile tranne una mamma per il proprio bambino: la responsabilità di esserlo rende nude e, a volte, impotenti.

Ci sarebbe bisogno di tempo per diventare madri ma di tempo non ce n’è. E allora basterebbe solo meno severità, verso se stesse e verso le altre madri come noi.

Giacche invernali per bambini: quali scegliere?

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Giacche invernali per bambini: quali scegliere?

Alcuni capi non mancano mai nel mio shopping durante i saldi: felpe con cappuccio, maglie, t-shirts e, per la stagione fredda, giacche, cappotti, giubbotti per me ed i bambini.

I piumini ed i giubbotti per i più piccoli devono essere caldi e resistenti, versatili (in modo da poter essere combinati con diversi look) e facili da indossare.

Giacche comode e sportive, piumini, bomber colorati, parka: come e cosa scegliere durante i saldi invernali?

Anche quest’anno noi affrontiamo il gelo con iDO, il marchio kidswear di Miniconf azienda leader, da oltre 40 anni, nel settore dell’abbigliamento per bambini.

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Silvia Martino Photography

I giubbotti da bambino possono (e devono per quanto mi riguarda) essere riutilizzati da fratellone a fratellino ed è per questo che qualità e comodità sono due tra le caratteristiche più importanti. Il blu è tra i colori che preferisco sia per bimbi che per bimbe e lo trovo particolarmente adatto sia nel quotidiano che per le occasioni speciali.

iDO è la linea di abbigliamento pensata per i bambini più vivaci, perfetta dunque per i miei figli (!!!) soprattutto per Edino che, quest’anno, ha avuto un’ampia scelta in fatto di giacche e giubbotti. Per lui il giubbotto impermeabile e caldissimo blu con dettagli in contrasto arancio fluo adatto alle giornate più fredde e un piumino più leggero sui toni del grigio da indossare fino all’inizio della primavera: particolare perché double-face, da un lato tartan dall’altro monocolore con scritte.

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Giacche iDO
Silvia Martino Photography
Giacche iDO
Silvia Martino Photography
Giacche iDO
Silvia Martino Photography

Per Niccolò il bomber iDO stile university, fashion ed alla moda con tutta la qualità che contraddistingue i capi Miniconf.

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Silvia Martino Photography

E Bianca Zoe? Per lei un capo must assoluto di questo inverno, il parka beige con fiocco e grande cuore in paillettes. A completare il look un abito in felpa bordeaux con gonna tutù da indossare con leggings a fiori.

Giacche iDO
Silvia Martino Photography
Giacche iDO
Silvia Martino Photography
Giacche iDO
Silvia Martino Photography

Giacche iDO

Un ultimo consiglio: Scegliete una taglia in più e fate scorta di capi spalla per i piccoli da usare anche durante la prossima stagione: il parka e lo stile college saranno ancora protagonisti della moda per bambini!

Giacche iDO
Silvia Martino Photography