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Come togliere il pannolino: la mia esperienza con Bianca Zoe

Bianca Zoe ha compiuto due anni lo scorso 10 marzo e da fine maggio – inizio giugno non indossa più il pannolino durante il giorno.

Qual è il momento giusto per iniziare? A quanti anni si toglie il pannolino? Quando e come togliere il pannolino?

Al compimento dei due anni di età i bambini hanno fisiologicamente e generalmente il controllo degli sfinteri e quindi sono, almeno in linea teorica, pronti a togliere il pannolino. Sempre più spesso sento di mamme e papà che decidono di aspettare i 3 anni o comunque l’estate appena precedente all’ingresso alla scuola materna (dove il pannolino non può entrare). Sinceramente io sarei in ansia a far tutto nell’ultima sessione utile (un po’ come all’università) e, oltretutto, mi metto nei panni di un bimbo e penso a quanto possa essere fastidioso indossare per ben tre anni un pannolino.

A Niccolò e Edoardo ho tolto il pannolino in piena estate, durante le nostre vacanze in Sicilia: vuoi mettere la comodità di avere una nonna sempre a disposizione per pulire le pipì dei due nipotini? La pratica “spannolinamento” (parola che mi genera una certa orticaria) è stata, però, con loro, piuttosto lunga. Entrambi avevano poco più di due anni (Niccolò compiuti proprio a luglio), entrambi non avevano ancora ben compreso il meccanismo del centrare il vasino o il buco del water. Ricordo interi pranzi durante i quali mio padre mangiava la sua pastasciutta osservato dai nipoti seduti sul vasino accanto a lui. Per non rovinare l’appetito del nonno quest’anno ho deciso di anticipare l’eliminazione dell’insopportabile pannolino!

La verità è che Bianca Zoe è una bambina piuttosto sveglia ed era già pronta a fare il grande passo senza attendere ulteriormente; è stata proprio la maestra del nido a raccontarmi che lei guardava con parecchio interesse i compagni senza pannolino chiedendo di sedersi sul vasino.

Per qualche giorno abbiamo giocato a “fare l’elenco dei compagni con o senza pannolino” “Franci se l’ha, SCiacomo non se l’ha, Marti se l’ha” e così via.

Poi, un sabato mattina ho sfoderato la pazienza delle grandi occasioni, bevuto 3/4 camomille (scherzo!) e ho mostrato a Bianca Zoe le sue nuovissime mutandine blu a pois con le ruches. La piccola di casa ha recentemente sviluppato una certa passione per la moda (strano): quando mi vede indossare un abito per lei nuovo esclama: “Wooow, beeello!!” E così, alla vista delle mutandine ha manifestato grande entusiasmo.

Secondo step è stato la scelta dello strumento di passaggio dal pannolino al water: vasino o riduttore? Personalmente preferisco di gran lunga il riduttore che non necessita di esser svuotato ogni volta ma BZ credo abbia ancora paura di cadere nel water per cui abbiamo decisamente optato per il vasino a forma di moto con clacson dei fratelloni.

Primi 15 minuti senza pannolino ben 3 pipì: si è bagnata, ha guardato in basso, io ho pulito con grandi sorrisi, Niccolò e Edoardo le hanno animatamente spiegato che la pipì non si fa per terra, Simone ha tirato fuori il suo cavallo di battaglia (usato anche con Edo e Nic) “non è ancora pronta!”, lei, in barba al papà ha capito a grandi linee questa faccenda del non avere più il pannolino.

Togliere il pannolino in una settimana/10 giorni senza traumi

Da quel momento è stato tutto in discesa. Ed è stato semplice soprattutto perchè le maestre del nido mi hanno supportata facendo la maggior parte del lavoro. In classe le hanno tolto il pannolino prima per un paio d’ore, poi per l’intera mattinata ricordandole di andare in bagno ogni 15 minuti circa. Io, a casa, ho avuto un ruolo puttosto marginale e, forse trattandosi della terza figlia, ho vissuto tutto senza stress alcuno, anzi. Non le ho mai ripetuto in modo ossessivo “devi fare pipì?”, non l’ho mai obbligata a sedersi sul vasino, sono stata rilassata e per nulla ansiosa.

Non vi dico l’entusiasmo dell’intera famiglia alla prima pipì fatta nel vasino, grande festa da parte dei fratelli, baci, abbracci e approfondita analisi del liquido prodotto “Poca? Tanta? Di quale esatto colore?” Non servono premi in questo caso ma solo moltissimo supporto e riconoscimento dell’importante passo compiuto.

Dopo tre spannolinamenti quali sono i miei consigli per togliere il pannolino presto e bene?

Innanzitutto invogliare il bambino con delle mutandine nuove, con un vasino colorato o ancora con un libretto a tema da leggere durante le “sedute”. Io sono più per il metodo “classico” (quello di mia madre per intenderci), il tanto discusso metodo dei tre giorni studiato da Julie Fellom mi sembra un tantino “esagerato”: mi ci vedete correre per il parco con il vasino in mano?

A mio parere occorre cominciare a piccoli step, un paio d’ore al giorno per poi aumentare il tempo trascorso senza pannolino giorno dopo giorno e porre molta attenzione ai segnali manifestati dal piccolo. Per una mamma comprendere il disagio del proprio bambino credo sia abbastanza semplice: non forziamolo, se non è pronto (come dice mio marito), rallentiamo i tempi ma non torniamo precipitosamente al pannolino, rischieremmo di confonderlo.

La pipì scappa e scapperà ogni tanto per un certo periodo, a Bianca Zoe capita ancora quando siamo a tavola e lei è distratta dal cibo o dai fratelli. In questo caso nessun rimprovero o punizione ma l’indicazione di fare più attenzione la prossima volta. Per il resto ormai da giorni togliamo il pannolino appena sveglie e lo rimettiamo la sera prima di dormire e la pipì non scappa quasi più (da scuola torna sempre super asciutta!); è sempre e solo lei a ricordarmi di dover andare in bagno – madre snaturata.

Come togliere il pannolino: i trucchetti e le dritte che aiutano mamme e bambini

Vi confesso però una cosa: quando la sera prima della nanna le metto il pannolino capita che lei dica di dover fare la pipì, in quel caso, io e Simone già a letto e distrutti dalla giornata le diciamo in coro: “Nooooo Bianca Zoe falla nel pannolino!”  e lei caparbia come sempre “NOOO, VASINO!”

A proposito di pannolino notturno, sul punto io ho sempre seguito le indicazioni del mio pediatra di fiducia che mi ha spiegato come la pipì di notte derivi da un riflesso assolutamente inconscio. Educare o insegnare a non bagnare il letto non serve, bisogna che il bambino sia fisicamente pronto e questo potremo valutarlo noi mamme dopo aver trovato per almeno 15 giorni consecutivi il pannolino asciutto al risveglio del mattino. A quel punto via al pannolino anche nelle ore notturne.

E la cacca? Beh, nel nostro caso quella è una questione privatissima e piuttosto complessa, Bianca Zoe è molto stitica e vuol farla sempre e solo in un angolino della casa, ci prova la sera appena prima di andare a nanna e io la lascio fare. Il pediatra, anche in questo caso, mi ha confermato che per la cacca non bisogna insistere poichè c’è il rischio che i bimbi si blocchino.

Infine, rispondo alla vostra domanda sull’uso dei pannolini mutandina: io non li ho mai acquistati ritendo che si tratti di una spesa inutile e di un messaggio fuorviante per il bimbo che non potrà in questo modo sperimentare la differenza tra asciutto e bagnato. Le presunte scorciatorie prospettate dai messaggi pubblicitari rischiano di allungare il naturale passaggio dalle mutandine al pannolino.

Pensiamoci mamme, a volte siamo noi a non essere pronte a sostenere e supportare alcune fasi di crescita dei nostri bambini, è normale e non siamo pessime mamme per questo, bisogna ascoltarsi, metabolizzare la loro crescita e sfoderare tutta la positività e la buona volontà che abbiamo (oltre a una buona dose di detersivi e sgrassatori!).

 

 

 

 

 

 

2 comments on “Come togliere il pannolino: la mia esperienza con Bianca Zoe”

  1. Ma infatti io, che al momento ho ZERO voglia di imbarcarmi nell’operazione Spannolinamentos, col cacchio che mi ci metto. Alessio ha 15 gg in meno di BZ, ha già iniziato a fare pìpì nel vasino/water sia a scuola che a casa, ma non la chiama sempre. Per la cacca invece siamo ancora lontani, la chiama solo dopo averla fatta e non mi pare propenso al momento al “mollarla” altrove che non sia il pannolino.
    Attendo di essere in ferie ad Agosto per provare a toglierlo di giorno e regolare almeno la pipì, con tutta la pazienza che mi servirà. Il fratellone ancora non ha messo a punto quella notturna (ha 5 anni e 1/2) e ogni tanto capita ancora qualche incidente giornaliero. E sì che era filato tutto liscio all’inizio. Ma c’è poco da fare, sono unici e con delle variabili imprevedibili. (Le femmine si sa, sono trooooooppo avanti 😀 ).

  2. Io ancora non so come farò con i gemelli, ne’ quando, però con il primo figlio è stato lui a decidere, di punto in bianco, a gennaio (aveva due anni e due mesi): ho cercato di dissuaderlo perché mai mi aveva avvertito di dover fare la pipì o la cacca prima e cambiarlo e pulire e fare asciugare in pieno inverno mi sembrava una follia. Lui però ha un carattere forte e ha semplicemente deciso di piantare capricci assurdi appena provavamo a metterglielo. Pensa che il primo giorno mi hanno prestato al nido delle mutande perché io non ne avevo ed lui aveva deciso quel mattino stesso! Risultato: una settimana intera, al nido e a casa, a farsi pipì e cacca addosso, notte e giorno. Poi, di punto in bianco, fine, sempre nel riduttore a casa e nel casino al nido. Incidenti notturni ce ne sono stati e, a dire il vero, tre o quattro volte all’anno ci sono ancora di notte: è sonnambulo, sogna di andare in bagno e magari va invece a farla sulle scale, nella pattumiera o in corridoio, in un angolo…. Comunque a me le educatrici avevano suggerito il metodo di toglierlo subito del tutto, di giorno, quando deciso, senza più rimetterlo se non la sera. In effetti, ha funzionato (anche per la loro pazienza enorme!).

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