Genitori

Family life

Dell’amore e dell’odio per i nostri genitori. Della vita

Succede ad un certo punto che si inizi a pensare ai propri genitori ed alla propria infanzia. A che persone siano state loro e a che bambini siamo stati noi. Succede a tutti (ad una certa età suppongo…), a me capita soprattutto adesso che Niccolò ha iniziato ad “odiarmi”.

Mi odia perchè spesso sono causa delle sue piccole delusioni, sono responsabile di cambi di programma, sono portatrice di “no” e di “ancora”, sono la mamma cattiva che spariglia i suoi progetti.

Lui è arrabbiato con me come io lo sono stata spessissimo con i miei genitori. Per un vestito o delle scarpe che non amavo indossare, per il corso di nuoto che non volevo frequentare, per l’eccessiva esuberanza di mia madre che mi faceva sentire in imbarazzo davanti agli amici, per il divieto di mio padre a piercing e tatuaggi, per le quintalate di broccoli che ero costretta a mangiare.

Ho smesso di “odiarli” semplicemente, senza che succedesse un evento in particolare ma quando loro hanno smesso, con coscienza o no – questo non lo so – di mostrarsi perfetti e invincibili e imbattibili. Nel momento in cui, a causa della distanza geografica, hanno manifestato le loro fragilità che non si erano permessi di mostrare ai figli nemmeno per eventi ben più gravi e seri di questo. O ancora quando ho tolto gli occhiali dell’infanzia quelli che ti fanno vedere una mamma alta alta e grande grande anche se misura meno di un metro e sessanta.

Quando smetteremo di credere che i nostri genitori siano perfetti pretenderemo forse meno perfezione anche da noi in quanto mamme o papà. E saremo migliori, questo è certo. A cercare la perfezione come genitori, come figli, come amici o amiche, come persone, si lascia indietro la vita.

Certo, capita ancora spesso che io non sopporti mia madre, eccome se capita (al mio papà invece perdonerei ogni cosa, sono dentro al complesso di Elettra con tutte le scarpe) ma non mi aspetto più da lei numeri ad effetto, rimedi miracolosi (credevo che un bicchiere d’acqua preparato da lei potesse farmi passare il mal di testa…), risposte a tutte le mie domande esistenziali.

Quando accetteremo i loro difetti li ameremo un po’ di più perchè non li ameremo più di quell’amore incondizionato e viscerale fatto di riconoscenza, gratitudine, necessità e bisogno ma li sceglieremo per la prima volta nel nostro rapporto, come un adulto sceglie una persona alla quale volere bene.

Ecco, io – da mamma- voglio essere pronta e “lavorare” per questa scelta – quella dei miei figli – senza lasciarmi sopraffare da un “mamma ti odio” detto da un bambino di 6 anni, senza chiedermi più volte al giorno dove io stia sbagliando con lui e da dove venga tutta questa rabbia. Viene da noi, dal nostro rapporto madre-figlio, dall’imparare a riconoscersi, dal superare la delusione dell’imperfezione mettendoci ancora più amore. Voglio parlare con loro dei miei dubbi e dei timori, voglio far vedere qualche insicurezza, farà bene a me, farà bene a loro. 

Perché è vero che i genitori, almeno all’inizio, non si scelgono  ma è altrettanto vero che arriva un momento nella nostra vita in cui i nostri bambini impareranno a conoscerci realmente e tolto il mantello della Super Mamma voglio che pensino che sì, in fondo sono una tipa giusta. Voglio che abbiano certezze, riferimenti e molto amore compreso il mio che faccia loro da rete sulla quale atterrare e dalla quale saltare.

 

Ph. Credits Silvia Martino 

32 anni, vivo a Milano con tre bambini, un Marito ed un grande armadio. Alterno vestiti a libri, parole scritte a quelle parlate.

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Commenti (3)

  1. Bellissimo articolo… Anche io sono portatrice di no, di tanti no ma quando la bimba di 3 anni si oppone a tutto non riesco a non chiedermi dove stia sbagliando. Ecco, dovro’ cominciare a non pensarci piu’ e ad abbracciarla ancora di piu’! Buona giornata
    https://chicchedimamma.com/

  2. Quando invece ti trovi ad accudire una mamma, nei suoi ultimi giorni di vita, ti arrendi a quel miracolo che è la vita. E capisci che “quell’odio” che hai provato verso di lei, verso i suoi no, verso le sue divergenze di opinioni in fondo era giusto, era il modo che avevi per diventare altro da lei. Non rimpiango nemmeno uno di quegli scontri. E quando ci saranno quegli stessi scontri con i miei di figli sono sicura che la rabbia passerà, i musi lunghi e le porte in faccia finiranno. Il cerchio si chiuderà. Rimarrà solo l’Amore.