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“É da femmina, è da maschio” adesso basta!

“É da femmina, è da maschio!” 

Quante volte abbiamo sentito o pronunciato queste frasi?

Due episodi recentemente mi hanno fatto riflettere sugli stereotipi di genere applicati all’abbigliamento per bambini. Qualche giorno fa ho postato su Instagram una foto di Nic e Edo durante una domenica in famiglia a pranzo fuori; indossavano entrambi dei leggings. Una lettrice ha commentato scrivendo “poveri bambini, tuo marito indosserebbe queste cose?”.

Marito, 35 anni, non indossa dei leggings, ha un look decisamente più classico e convenzionale ma se volesse indossare leggings, una parrucca verde o un paio di occhiali fluo io non avrei nulla in contrario.

Un paio di giorni fa all’entrata della scuola materna: Edo con leggings aderenti comodissimi e morbidissimi, perfetti per correre e giocare. Due bambini più grandi (e per grandi intendo 5 anni) parlottano tra loro indicandolo e ridacchiando “Guarda si è vestito da femmina!”. Non ho risposto nulla, non posso permettermi di riprendere i figli degli altri ma il mio sguardo è stato, beh, eloquente (Edo era distratto e non ha sentito nulla). La stessa mattina anche Niccolò, in casa appena prima di uscire, aveva provato a dire la stessa cosa. Dico provato perchè non credo di rimproverare in modo così duro i miei figli come quando prendono in giro l’altro o gli altri dicendo “è da femmina, è da maschio!”. Non ci sono colori da femmina o da maschio, non ci sono vestiti, mestieri, cartoni o giocattoli da femmina o da maschio. Non ci sono tagli di capelli da femmina o da maschio. Ci sono i gusti personali, le preferenze, le attitudini, ci sono le scelte di ognuno di noi e vanno rispettate sempre.

Niccolò, a 3 anni, si era affezionato così tanto ad un suo compagno di classe da chiamarlo spesso e volentieri “il mio fidanzato”. Conosciamo a memoria tutti gli episodi di “Principessa Sofia” un cartone che racconta una storia, una favola (esistono per caso favole da femmina e favole da maschi?), Edoardo ha chiesto ai nonni una bici fucsia con un seggiolino per la bambola (ed i nonni hanno scelto una bellissima bici fucsia e viola con dei fiori con un tenero Cicciobello da trasportare). Per me questo significa normalità. I miei figli amano macchine e moto non perché qualcuno abbia insistito affinché giocassero con giochi da maschio ma perché sono stati loro a chiederli. Hanno ereditato alcune Barbie dalla zia e i Master dal loro papà. Non credo si possano definire “poveri bambini” perché la loro mamma sceglie di vestirli con pantaloni più aderenti di ciò che viene considerato socialmente accettabile (non voglio farne una discriminazione geografica ma coincidenza vuole che questi capi di abbigliamento provengano tutti dal Nord Europa laddove la parità tra uomo e donna ha radici così profonde e radicate che trova anche spazio nell’abbigliamento per i piccoli).

La moda è un fatto secondario? Non credo proprio; è come ci presentiamo, cosa mostriamo di noi ad un primo impatto visivo; se mio figlio ama il rosa perché, come dice lui, è un colore per tutti dato che tutti noi abbiamo la pelle rosa (maschi e femmine), dovrà essere libero di indossarlo senza scatenare commenti e risatine (e ricordiamoci che i bambini sono lo specchio degli adulti che frequentano).

Bianca Zoe indossa spessissimo il blu, il grigio, il nero e altrettanto spesso chiamata “bel bambino!”; qualche settimana fa ho faticato a trovare un paio di bavaglini nuovi perché mi sono rifiutata di scegliere quelli con scritte quali “la principessa di mamma e papà” (è davvero questo l’unico ruolo che una bambina piccola si trova ad interpretare per una certa parte della sua vita?).

Spero che arrivi il giorno in cui i miei figli possano indossare dei leggings che, ripeto, sono comodi e morbidi e adatti a bimbi magrissimi come loro molto più di una classica tuta, senza rischiare di essere additati da loro coetanei che vengono ancora educati agli stereotipi di genere.

32 anni, vivo a Milano con tre bambini, un Marito ed un grande armadio. Alterno vestiti a libri, parole scritte a quelle parlate.

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Commenti (41)

  1. Applausi!!! Evviva!!! Grazie Olga!!!
    Come non sopporto quando amiche dicono “ma questa povera bimba non ha una bambola, solo mostricciattoli?” alla vista del dinosauro che si è scelta gridando “euuh” e abbracciandolo sullo scaffale, oppure “brava guarda lo smalto, ti dobbiamo educare fin da subito”. Impossibile fare shopping in molti negozi, o total look rosa porcello o niente, baaaasta, sono stufa, quanto siamo indietro???

  2. Credo che sia la prima volta in cui ti “leggo” davvero incazzata…
    E ne hai tutte le ragioni.
    E’ un peccato che i bambini debbano subire questo per colpa di tutta quella massa di imbecilli adulti che popolano il cortile delle scuole all’ora di entrata o di uscita…
    Io lo dico sempre, ho molta fiducia nella scuola, ed è nell’istruzione che ripongo le mie speranza per un futuro migliore. Credo che abbia un ruolo fondamentale nella vita dei bambini, io stessa sono stata educata bene dai miei genitori, ma è stata la scuola ad insegnarmi l’uguaglianza, la parità dei sessi, la possibilità dell’amore omosessuale… E sono io ogni giorno, che lotto per educare anche i miei genitori, e lo faccio sin da quando ero piccola.
    Purtroppo conosco (e frequento 😕 ) un sacco di gente ottusa e retrograda, e vedo che i bambini ahimé seguono la stessa strada dei genitori, se non correttamente educati a scuola.
    Di conseguenza io credo che parlarne con le maestre dei tuoi figli sia il primo passo da fare. Loro possono insegnare. Possono portare l’argomento a livello di un bambino sottoforma di gioco, di favola o fiaba, e possono davvero fare la differenza perché gli insegnamenti ricevuti in tenera età fruttano molto.

    Spero tanto di diventare una mamma come te, un giorno.

    Maira

    1. Maira, hai ragione, sai che non ci avevo pensato, mi sono arrabbiata e basta ma farlo presente alle maestre è un ottimo consiglio perchè non vorrei che magari la cosa possa succedere nuovamente magari in classe; devo dire che comunque loro sono molto brave in questo, in classe hanno l’angolo emulazione dove tutti i bimbi cucinano, stirano e accudiscono le bambole e a turno fanno i camerieri servendo durante il pranzo gli altri bimbi, insomma i giochi non sono assolutamente differenziati per fortuna!Grazie per le tue parole 🙂

      1. Olga leggo solo ora il tuo commento… Che dire, apprezzo molto il lavoro che fanno le maestre dei tuoi bambini, è davvero fondamentale insegnare la parità sin dalla prima infanzia attraverso giochi e divertimento. Chissà se un giorno funzionerà così anche “giù” 😕

  3. Al 90%sono d’accordo con te, non ci sono giocattoli da femmina o da maschio e nemmeno i colori. Però io che faccio molta attenzione a non fare nessuna discriminazione di genere non me la sentirei di mettere una gonna ai miei figli o le ballerine con gli strass a meno che non me lo chiedessero loro con convinzione. Non vorrei mettere a disagio i miei figli in alcun modo, se invece fossero loro a chiedermi qualcosa di inconsueto probabilmente li accontenterei senza battere ciglio.Onestamente capisco lo sfogo legittimo ma i leggins ai miei figli non li metterei a meno che non fossero loro a chiedermeli.

    1. gonne e strass in realtà nemmeno io (solo una volta sbagliando ho acquistato per edo una salopette con fiocchetto e mi sono presa i rimproveri di Marito ahaha), per il resto i leggings li uso più per un fatto di comodità…Edo ha una passione per il colore fucsia e ogni tanto lo accontento!

  4. Con me sfondi una porta aperta…su questo argomento sono molto molto agguerrita. Se avessi una femmina penso che la vestirei come te, in assoluta libertà, probabilmente vedresti i miei nani in lilla e lei in nero.
    Io sono stata attratta dal tuo blog proprio perchè ho visto una mamma che vestiva i suoi figli in modo diverso, originale, e proprio fuori da quelli che per me erano stereotipi. Mi dicevano sempre eh insomma col maschietto non c’è gusto a fare shopping…bè intanto non è vero, mi sono messa a cercare e ho trovato la voglia di fare shopping per loro , esistono altri colori (ho scoperto limo basics!!) vestono coi leggins e sono bellissimi e comodissimi!! E no non è vero come mi dicevano tutte quando ero incinta del primo che i maschi sono condannati a tutone blu scuro, marrone, verdone e al massimo rosso.
    Poi… la gente sbaglia sempre il sesso 😀 che tu abbia un cartello con scritto ‘bambina’ sbaglieranno comunque!! Ma è così importante essere maschi o femmine? Il bello dei bambini è la libertà, la fantasia…giocare con quel che ti pare…lo facevo anche io da bambina, con mio fratello si giocava sia a palla che con le barbie che con le costruzioni…avevamo anche una tuta blu uguale…e io non avevo sempre gonne e collanine… e mi sembra che oggi e in particolare nel nostro paese ci sia una vera ossessione per la differenziazione tra maschio e femmina. Io cerco di andare contro corrente, di crescerli in modo aperto e libero, ma domani mi preoccupa che dei bambini possano deriderli o peggio, picchiarli, perchè secondo loro ‘poco maschili’. All’asilo una mattina siamo stati ospiti a turno, un genitore alla volta, per vivere un po’ la giornata tipo in classe coi bambini… e a me è capitato un giorno in cui i bambini hanno cominciato a scambiarsi le scarpine e alla fine c’erano maschi e femmine che giocavano a indossare le scarpine col tacco delle principesse, rosa, lilla e azzurre con piume e paillettes. Qualche genitore avrebbe potuto avere un infarto 😀 ma per fortuna è capitata a me la mattinata travestimenti eh eh. Se noi non gli inculchiamo i pregiudizi di genere, loro cresceranno sicuramente migliori, e rispetteranno le differenze… è una cosa così importante! E passa anche attraverso la moda o cose che sembrano frivole…i colori, i giocattoli…
    A volte mi sembra che i maschi siano limitati, nel senso che le femmine hanno più cose ma anche la libertà di indossare pantaloni e gonne, e invece il maschio no. Però poi se guardi effettivamente noi donne siamo condannate ad essere tutte principesse di mamma e papà, le cocchine, tutte carine e perfettine..come se non avessimo cervello.. ci inculcano fin da piccole a essere delle donnine. La moda mi piace, il make up e le cose belle pure, sono contro la sciatteria, ma questa ossessione di crescere delle piccole principessine o …non mi viene il termine…mi spaventa un po’. E d’altra parte ho paura che un maschio semplicemente un po’ più curato o più calmo, venga additato e deriso e isolato. Ho già dovuto lottare in casa col cognato troglodita della filosofia ‘i maschi si picchiano’ e ‘solo macchinine perchè è da uomo’….

      1. No no ho letto con grande interesse le tue parole; aggiungo che da piccolo mio fratello aveva un cicciobello che era il suo gioco preferito e stiamo parlando dell’inizio anni 80′ in Sicilia, ecco la mentalità non era esattamente evoluta ma per i miei era normale che un bimbo potesse giocare con qualunque gioco desiderasse…adesso è un adulto “normale”, sano e con una compagna (in risposta a chi dice che così si va contro natrura)

    1. condivido tutte le tue parole e sono come te, anch’io amo la moda e l’essere femminile per carità ma è qualcosa che ho acquisito da sola con l’età (mia mamma mi faceva indossare i vestiti da maschio di mio fratello più grande); certo, il nostro ruolo è difficile perchè per quanto mi riguarda quando succedono queste cose mi sento molto in colpa, penso che magari avendo un diverso atteggiamento loro potrebbero avere meno problemi no? Però poi penso che l’educazione passa anche per piccoli inevitabili traumi…

      1. Pensa che a mia mamma avevano detto che ero maschio e aveva il corredo blu, quindi io ho fatto il primo anno vestita di blu. Anche io sono degli anni 80, e mi ricordo che non eravamo così principessine..eravamo molto più libere, magari il giorno della festa sì, fiocchi e gonnelline, ma la normalità era che eravamo tutti bambini, ci sporcavamo, correvamo, e stavamo in tuta. E blu, così si vede meno la patacca che non passa 😀
        Penso anche io che questi piccoli traumi facciano parte del crescere… noi genitori che li lasciamo liberi di giocare come desiderano, i maschi con le bambole e le femmine con le macchinine, facciamo bene, ne sono convinta. Penso che ormai siano d’accordo anche psicologi etc che non si devia nessuno , tutt’altro! Sono piuttosto gli altri, quelli rigidi, che magari arrivano anche a punire o umiliare un maschietto che magari gioca con una bambola…quelli sì che purtroppo finiscono col fare danni seri.. La cosa difficile è dargli quella sicurezza (che già è difficile averla noi) di affrontare una derisione o peggio. Penso che una volta mi hanno derisa per un pantalone definito da discotecara (cosa fosse poi boh), io ho risposto ‘embè? sono i discotecari che si vestono come me’. Ma a quella sicurezza e strafottenza che ho manifestato a 16 anni, ci sono arrivata passando per piccoli traumi come dici bene tu, e oggi sono la mamma alternativa che li veste coi leggins. Che legge il blog di un’altra super mamma alternativa 😉

  5. Grandissima Olga!!!!!
    Anche noi per la nostra Zoe Aria abbiamo sempre scelto colori neutri, sia il rosa che l’azzurro, sia le barbie che i camion giocattolo.. ed è un grandissimo piacere vederla scegliere liberamente. Pe ri vestiti ama cmq il viola e il rosa, per i piatti e le bavaglie sceglie cose di spiderman e per giocare ama la cucina tanto quanto il trattore che prende la terra in giardino. FREEDOM.
    D’altronde è figlia di due mamma e noi genitori omosessuali, forse, siamo più sensibili all’argomento.
    Io quando ero piccola non volevo mai indossare gonne, amavo le tute e la comodità, mi dicevano sempre che ero un maschiaccio.
    Gioco a calcio e mi piace lo sport in generale ma mi sento donna e mi sono sempre sentita al 100% donna.
    Non esistono cose da maschio o da femmina, esistiamo noi, persone con dei gusti.
    I tuoi figli sono molto fortunati.
    Simona

    1. Ciao Simona, grazie per le tue parole e BRAVE, da quello che dici siete due mamme fantastiche per la piccola Zoe Aria (bellisimo nome 😉 quello che volevo comunque dire (ma ho l’impressione che le mie parole siano state fraintese da tanti) è che il fatto di giocare con un camion per una bambina non corrisponde necessariamente ad una omosessualità e viceversa (e per carità non ci vedrei davvero niente di male). Io ho giocato con giocattoli da maschio e sono eterosessuale; quanto ai miei bimbi auguro loro solo di essere felici qualunque persona loro vorranno amare 🙂

  6. Parlo da trentenne tomboy fin da quando ero una marmocchia. Per mia fortuna, i miei genitori non mi hanno mai costretta ad indossare gonne o cose rosa o a comprare bambole e cose del genere, mi hanno sempre permesso di essere me stessa (come anche con mia sorella). Il risultato è stato che ho giocato sia con Barbie che con Action Man, sia con la Nouvelle Cuisine (che mia sorella ha rotto e l’ho usata come “fortino” per i vari Spider-man, Action Man… XD) che con le Micro Machine ecc… non nego di aver giocato più che altro con giocattoli “maschili”, ma per loro andava bene. Il mio colore preferito è sempre stato il blu e disprezzo il rosa e tutte le sue sfumature (ma questo è successo solo in età più adulta). Gli unici “problemi” che riscontravo era con gli altri bambini (ho sempre giocato con i maschi e i maschi mi giravano intorno perché ero diversa dalle “altre femmine”) e con i vari “ma tu sei un maschio o una femmina?” oppure scambiandomi direttamente per un maschio mentre io rispondevo “sono una femmina!”. Tutto questo per dire che per me era normale comportarmi così, mentre gli altri bambini nella loro innocenza non la vedevano così.

    Adesso in età adulta mi rendo conto che non è cambiato niente, se non che la situazione è peggiorata. Mi capita a volte di entrare nei negozi di giocattoli per cercare un regalo per i figli degli amici (io non ho figliato) e inorridisco: vedo PARETI intere di giocattoli rosa e dal lato opposto giocattoli di qualsiasi altro colore che ovviamente è “roba da maschio”. Mi ribolle il sangue nelle vene dalla rabbia. Un giorno ero in negozio e vedo la roba della Nerf (pistole giocattolo con proiettili di gomma piuma): da un lato di colore blu, verde ecc… con un ragazzino sulla confezione, accanto di colore viola, rosa ecc… per poco non ho vomitato. Ma c’era così tanto bisogno di farlo anche più “appetibile” per le femmine per farle sentire “meno in colpa” a comprare un gioco “da maschio”?!

    Un altro esempio che mi viene in mente: una sera andavo a casa della mia migliore amica che ha un figlio maschio di 4 anni e una femmina di 2. Quella sera avevo una maglietta di Captain America. La mia amica l’ha fatto notare al figlio (gli piacciono i supereroi) e lui mi ha detto “ma è da maschio”. Vi giuro, mi si sono rizzati tutti i peli del corpo. La mia amica cerca di non dire “questo è da maschio, questo è da femmina”, ma ci pensano gli altri: all’asilo, i parenti e cose del genere. Una volta la zia della mia amica ha regalato un mini mocio rosa alla figlia di quest’utlima. Per fortuna ci gioca anche il fratello, ma io alla mia amica ho detto “sai dove gliel’avrei ficcato se l’avessero regalato a me o a mia figlia?”. Poi, la mia amica è il mio opposto: ama il rosa e sfumature, mentre disprezza il blu. Quando è nato il figlio ha preso principalmente roba verde, mentre per la figlia lasciamo stare che è meglio…

    In conclusione, penso che molto spesso hanno colpa le case produttrici e altrettanta ne abbiano i genitori che inculcano certi preconcetti. Io dal canto mio cerco sempre di regalare a questi bambini roba neutra e con colori neutri, ma non è così facile purtroppo. Quando sono nati questi due bambini, sono andata al negozio sotto casa mia a prendere dei regali e mi ci è voluto un pezzo per trovare qualcosa di neutro: al bambino presi una coperta verde, alla bambina un accappatoio rosso. Alle commesse ho dovuto specificare che erano un maschio e una femmina, ma ho dovuto anche specificare di non voler prendere cose azzurre o rosa! Era pieno!

    1. Hai ragione!Io compro anche del rosa per Bianca Zoe (mi piace a volte metterle dei vestitini con il tutù ad esempio) ma principalmente scelgo altri colori, si tratta di gusti ecco. Anche io indosso pochissimo il rosa. Quanto ai maschietti hanno avuto la cucina, il mocio e l’aspirapolvere ahaha (in modo che imparino da subito a dare una mano in casa ma devo dire che su questo hanno l’esempio di un papà perfettamente intercambiabile con la sottoscritta).

  7. Non sono d’accordo. Una cosa è la donna, un’altra l’uomo. Ci sono giochi da bambini e giochi da bambine. Ci sono vestiti da uomo e vestiti da donna. Se un uomo vuole vestirsi da donna, padrone di farlo, ma deve essere consapevole di rendersi ridicolo. I capelli lunghi sono prerogative delle donne, non degli uomini. Se un uomo si mette lo smalto sulle unghie o il fard non è un uomo… è un femminiello. Mi taccerai di essere omofobo… può essere, anzi, direi di sì, ma ricorda che siamo stati creati uomo e donna perché siamo diversi e complementari. Non siamo uguali.

  8. Mai l’imposizione dell’esistenzain qualsiasi direzione di scelta. Personalmente fin da ragazzina ho sempre trovato poco fantasiosa la scelta tra azzurri e rosa, anche solo per un aspetto -non a caso- creativo… :))

  9. Ho appena letto tutti i commenti al post… Sono inorridita…
    Posso dire solo una cosa…

    Poveri ex bambini, istruiti a dovere (e con successo) per diventare imbecilli…

  10. Salve,
    Nel momento in cui parla di creazione mette in campo la religione e io la seguo..non mi sembra che ci fosse una foglia di fico da maschio e una da femmina e sebbene tanti riferimenti nella bibbia siano sessisti…non mi pare che siano stati indicati alberi o frutti da maschio e da femmina.. e se ci si attacca all’idea della procreazione dovremmo dare o forse togliere l’identità sessuale a tutti coloro che sono sterili? Io credo che se di creazione si vuol parlare siamo stati creati
    Esseri umani…il colore degli abiti…la lunghezza dei capelli…i giochi.. il lessico…gli sport..il lavoro..vengono tutti da strutture sociali che cambiano con la latitudine e la longitudine…con il periodo storico e con tante e tante variabili…per cui farle assurgere a verità mi sembra quanto meno riduttivo.
    L’omofobia…quella no..quella non ha a che vedere con le variabili…Io la associo alla paura della solitudine di chi si omologa per non restare solo…solo l’oggetto di tale paura cambia con il tempo e la collocazione spaziale…ci sono state le streghe..le persone di colore…gli ebrei..ora gli omosessuali…ah dimenticavo i comunisti…

    1. Condivido pienamente le sue parole, si tratta solo di un fatto culturale, ciò che è socialmente accettabile cambia e si modifica con il tempo ed è per questo che io spero in una evoluzione progressiva; il problema è che dovremmo essere noi genitori a far vedere ai nostri figli il mondo in una ottica diversa…
      Quanto alla paura del diverso è un fattore aggregante per una società e temo che questo meccanismo non si modificherà mai…

  11. I miei figli vestono fuxia e rosa confetto da sempre. Da piccoli x una questione pratica. la maglietta fuxia la vedi da lontano e non li ho mai persi.
    Il maggiore ha 12 anni e il piu’ piccolo 8. Il maggiore quando era all’asilo mi disse, mamma la mia amica mi ha detto che rosa e’ da bambine. Bene, gli ho detto io, se piace alle bambine e se hai la maglietta rosa piacerai anche tu a loro! Stesso dialogo x il secondogenito.
    Ora sono loro a scegliere come vestirsi e il maggiore ha una maglietta fuxia a cui non riesce a rinunciare anche se striminzita, il piu’ piccolo usa le calze rosa e ha camice a quadretti bianchi e rosa. Adesso a scuola non sono piu’ gli unici, il fuxia e’ diventato trendy anche perche’ viene indossato dagli sportivi in occasione della campagna di sensibilizzazione del cancro al seno. In poche parole adesso e’ una moda.. (vivo negli USA). Vedrai che fra un po’ non ci faranno piu’ caso neanche li’ da te. Comunque continua cosi’ che vai bene!!!

  12. Hai tutta la mia ammirazione e il mio sostegno. Leggere di persone come te, mi rinfranca spiritualmente e intellettualmente. Per scelta ho deciso di non avere figli ma se li avessi avuti, li avrei cresciuti nel rispetto dell’identità che ognuno su questa terra è libero di avere. Identità che finisce con la “a” ma non è da femmina… (meglio specificare per quelle persone che ci tengono a incasellare ogni cosa!). Non solo tu Olga, ma tutte voi che postando le vostre esperienze nel crescere “Persone” dovete essere orgogliose del privilegio che offrite all’umanità (“a”!). State dando speranza al futuro! Per tutti quei poverini che fanno distinzioni tra “cose da maschio” e “cose da femmina”, che usano ancora la parola “femminiello” o “culattone” solo un pensiero….
    Che miseria! Che tristezza pensare che possano riprodursi…

  13. Ciao Olga,
    Ti ho conosciuta tramite il Vanity Fair e mi ha incuriosita molto il tuo articolo.
    Io ho due bimbe.
    Il tuo discorso non fa una piega è giusto insegnare ai nostri figli che se piace loro una qualsiasi cosa definita “da femmina” o “da maschio” possano averla in assoluta libertà e senza essere giudicati.
    Mia figlia la grande un giorno in autogrill ha preso le macchinine ed era felicissima.
    Però i leggins non credo siano comodi per dei maschietti; non so non sarebbe meglio mettere loro dei pantaloni di tuta larghi?
    Io stessa delle volte odio questi leggins così stretti.
    Poi ovviamente ognuno di noi è libero di crescere vestire ed educare i propri figli come meglio credE.
    Comunque volevo dirti che sei molto brava continua così 🙂

    1. Ciao Giuditta, grazie per le tue parole e grazie per essere arrivata qua a leggermi 🙂 In realtà io ho iniziato ad usare i leggings per loro perchè sono molto molto magri e ho sempre avuto difficoltà a trovare dei pantaloni da tuta che non fossero troppo larghi. I modelli che usiamo non sono strettissimi come quelli da donna per intenderci ma comunque comodi per giocare 🙂

  14. Oh mio Dio!!! Dove siamo arrivati! So che per voi sembrerà strano,ma la realtà è la seguente: ” Ci sono giochi e colori adatti ai bambini e giochi adatti alle bambine,ho 25 anni non ho ancora avuto la fortuna di diventare padre ma nè io nè la mia ragazza ci sogneremo mai di far indossare leggins o robe simili ad un maschietto.

  15. Concordo brava!la mia personale battaglia in questi giirni è al.contrario possibile che le bambine non abbiano.ditityo a jeans che non siano super aderenti??????

  16. i bambini maschi che vestono di rosa sono maschi e liberi come quelli che vestono di blu. Ognuno deve giocare con ciò che vuole. Se il bambino vuole la Barbie è ok, se vuole le macchinine è ok, idem la bambina, l’identità do genere non dipende da queste cose.