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Il mio piccolo melanoma sul mio non piccolo sedere

Lo scorso mese di febbraio ho iniziato ad allenarmi con l’aiuto di Andrea, un personal trainer, con l’obiettivo di stare bene, certo, ma, chi vogliamo prendere in giro, con lo scopo primario di avere un “sedere di marmo” (da sempre il mio cruccio, la genetica lato materno non mi è di supporto). Espressione (in versione politicamente corretta) che io e Simone abbiamo utilizzato durante tutto l’inverno per fare ironia sulla mia nuova fissa per l’attività e la forma fisica. “Allora Olga, come va l’operazione sedere di marmo? Fammi dare una controllatina!”. Marito nel corso dei mesi è apparso molto soddisfatto dei miei risultati (e, in ogni caso, non gli avrei consentito dire il contrario!). Anche con Andrea ho fatto parecchia ironia su questo aspetto e lui, per tutta risposta, mi ha fatto profondamente odiare squat e affini.

A maggio, dopo parecchie insistenze da parte di Simone, sono andata a fare un controllo dei nei dalla dermatologa. In famiglia abbiamo sempre fatto la mappatura dei nei regolarmente, una volta all’anno. Io, tra una gravidanza e l’altra, avevo saltato gli ultimi due anni. Simone l’ipocondriaco da gennaio mi diceva di vedere sul mio sedere un neo strano, da controllare. Tra una verifica e l’altra sui progressi dell’allenamento ha visto qualcosa che lì non avrebbe dovuto esserci.

La dermatologa ha confermato la diagnosi di mio marito l’ingegnere mancato medico  😆  “é un neo brutto ma non bruttissimo, sul referto scrivo sospetto melanoma ma non si preoccupi, togliamolo e analizziamolo”. “Quanto tempo ho per toglierlo?” “Lo faccia entro due mesi”.

Diciamo che i tempi ristretti hanno fatto accendere in me un campanello d’allarme, in passato ho tolto una decina di nei ma sempre con indicazioni meno stringenti da parte del medico di turno.

Il 20 giugno, un paio d’ore dopo essere rientrata da un viaggio di lavoro e appena prima di partire per il Pitti Bimbo ho fatto l’intervento di rimozione. Una stupidaggine davvero, zero fastidi, zero dolore. “Dottore mi scusi posso fare attività fisica?” “Sarebbe meglio di no!” Secondo voi ho ubbidito?

Dopo qualche giorno siamo partiti per la Puglia, ho tolto i punti due giorni prima per partire serenamente, lo so, sono una paziente che non augurerei a nessun medico.

Mentre ero al mare mi ha telefonato l’assistente del chirurgo dicendomi che il mio esame istologico era pronto e che il medico avrebbe desiderato parlare con me per spiegarmi (per ragioni di privacy non ha potuto dirmi niente di più). Simone l’ipocondriaco ha digiunato per due giorni proponendomi di partire immediatamente per Milano, io ho finto indifferenza e ho razionalizzato come è mia abitudine. Negli anni ho maturato la convinzione di certo errata che bisogna sempre cavarsela da soli, che è debole chi manifesta debolezze e chi si lagna cercando la commiserazione altrui (ma questa è un’altra faccenda). Il neo era piccolo, ce lo avevo da poco (nelle foto della scorsa estate non si era ancora modificato), siamo intervenuti in tempo, ne ero certa! Ne ho approfittato per mangiare più carboidrati di quanto io non faccia normalmente: echecavolo se ho un melanoma voglio comunque riempirmi di panzerotti!

Rientrati in città un giorno prima del previsto ci siamo presentati dal chirurgo senza aver fissato un appuntamento. Il neo era un melanoma, il miglior melanoma che mi potesse capitare, un melanoma fortunato, in situ di I livello (cioè un tumore confinato solo all’epidermide) che,  quel 20 giugno è stato totalmente rimosso. Dopo qualche giorno ho incontrato uno specialista dello IEO (Istituto Europeo di Oncologia) che mi ha rassicurata confermando la diagnosi del primo medico. Nessun bisogno di preoccuparsi. I prossimi passi? A settembre dovranno riaprire la ferita (la cd. radicalizzazione) per asportare, come prevede il protocollo sul trattamento di questi melanomi, una quantità maggiore di tessuto e analizzarlo con un nuovo esame istologico (che di certo sarà negativo). A fine agosto farò una ecografia all’addome e una ai linfonodi inguinali e al cavo popliteo. Ogni 3 mesi per il prossimo anno dovrò rivedere il medico per un controllo dei nei (le recidive sono più frequenti proprio per i primi 12 mesi). Una volta all’anno ripeterò queste ecografie.

Nai fatti sarò iper controllata suscitando l’invidia del Marito (che dopo un paio di giorni dalla diagnosi è corso a fare una nuova mappatura dei nei millattando una lontana familiarità!).

Ma veniamo agli aspetti più interessanti della vicenda: l’intervento che farò a settembre mi lascerà una sorta di cavità sul sedere che potrebbe riaggiustarsi più o meno da sola (in base a come risponderanno i miei tessuti, personalmente non ho molta fiducia nel tessuto del mio sedere visti i precedenti). Nel caso in cui questo non accada potrò intervenire con l’aiuto di un chirurgo plastico e del suo amico filler, me lo ha prescritto il medico però!

Marito ci tiene che vi dica come si tratti della seconda volta in cui mi ha salvato la vita: la prima tanti anni fa quando mi soffocai con un pezzo di pesca (ingorda!) e mi praticò la manovra di Heimlich, “Ciao mi chiamo Simone e salvo la vita di mia moglie” (cit.).

Se a luglio sono stata un po’ assente da blog e social la ragione è questa, ho avuto alcune incombenze burocratiche (chi ha un melanoma viene considerato affetto da una patologia cronica che in quanto tale va segnalata alla ASL di competenza per esenzioni nel ticket e nei farmaci – anche se io, per la verità, ho fatto tutto in regime di solvenza perchè i tempi della sanità pubblica sono purtroppo ancora troppo lunghi e questo mi indigna come non mai). E ho voluto prendermi alcuni giorni di vacanza vera, dopo mesi di fatiche per avere un sedere di marmo me lo merito o no?

Questo post ha un unico obiettivo (nessun mi dispiace o simili): promuovere la prevenzione dei tumori della pelle, basta davvero poco, un semplice controllo annuale dal proprio dermatologo di fiducia e un’occhiata al nostro corpo per accorgersi di eventuali cambiamenti dei nei preesistenti. Per anni, da ragazza, (nonostante io rappresenti il prototipo della persona a rischio – pelle e capelli chiari, lentiggini e numerosi nei congeniti) mi sono ustionata al sole, per anni non ho usato la protezione solare, per anni ho fatto lampade quando mi vedevo pallida e bruttina (ma in effetti non le faccio più da anni). Il sole non andrebbe mai preso dalle 11/12 am alle 16 pm: io di certo non mi esporrò mai più a quegli orari nè farò esporre i miei bambini. I raggi UV rappresentano il maggiore fattore di rischio per il melanoma, siete proprio certi di voler correre questo rischio?

Sono molto molto fortunata e, devo dire che ogni tanto un po’ di ipocondria non guasta!

L’operazione sedere di marmo è stata solo rimandata a tempi migliori 🙂

Qui il link alla pagina della Fondazione Umberto Veronesi dedicata al melanoma.

 

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