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Insegnare ad amare si può?

L’educazione ai sentimenti è quanto di più difficile noi genitori dobbiamo insegnare ai nostri figli. Dobbiamo perché si, è un nostro dovere, per farne persone realmente felici, persone che possano rendere felici gli altri, adulti “per bene”.

Esprimere i propri sentimenti, mettersi sempre in gioco, capire lo stato d’animo di chi ci sta accanto, non vergognarsi di paure e debolezze, aiutare e farsi aiutare.

Vorrei che loro imparassero a dire grazie, ad augurare buon lavoro al panettiere, alla cassiera del supermercato, alla postina, alle maestre, al giardiniere, alla pediatra.

Vorrei che godessero della meraviglia unica di un gesto inaspettato ma che imparassero che per riceverlo è necessario aver dato, così, senza aspettarsi nulla in cambio. Che i sentimenti tornano sempre, magari dopo parecchio tempo ma tornano. Che l’amore non è un sentimento che capita per caso, è piuttosto un lavoro di cuore, di testa e di anima, che richiede sforzi, impegno ed attenzione e una fatica che alla fine verrà sempre ripagata nel bene e nel male.

Che amare significa essere giusti, praticare la correttezza e la gentilezza, fermarsi un attimo in più, capire, attendere, pesare gesti e parole, misurare gli sguardi.
amore
Vorrei insegnare loro che l’amore cambia perché siamo noi i primi a cambiare e fermarsi alla prima difficoltà significa aspettarsi che la vita rimanga sempre la stessa e perdersi il meglio: l’imprevisto, la difficoltà, il salto nel vuoto. Apprezzare ciò che si ha come solida base per sognare ogni giorno di più. Perché i sogni più grandi sono quelli fatti di piccole cose importanti per nutrire il cuore e strappare un sorriso.
Vorrei farne adulti migliori di me, in verità lo sono già perché frutto dell’amore tra me e il loro papà che ho scelto come la persona che mi rende ogni giorno migliore.
Vorrei farne adulti dal cuore grande.  Un grande cuore si riconosce dai piccoli gesti.
La campagna #unGrandeCuore vede, già dallo scorso maggio, Carrefour a fianco della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus che opera da tanti anni tramite azioni di volontariato e di sensibilizzazione sui diritti dei bambini.
Il progetto “Un grande cuore si riconosce dai piccoli gesti” coinvolge i clienti Carrefour per la realizzazione di 15 “sogni” per un contributo totale di 75 mila Euro.
Una festa di compleanno da principessa, una giornata in un parco divertimenti, altalene e giostrine, un posto in cui giocare, imparare a dipingere, vedere delle montagne alte alte… stare con mamma e papà (un sogno già diventato realtà per 8 bambini accolti in una Casa Famiglia di Terracina che avranno finalmente uno spazio dedicato esclusivamente agli incontri con i propri genitori).
Sono questi alcuni dei sogni dei piccoli ospiti di strutture di accoglienza e case famiglia aiutate dal progetto (tutte queste comunità beneficeranno, inoltre, dell’acquisto di un pulmino per trasportare i bimbi in diverse occasioni).
Cose che i miei figli danno per scontate ma che per tanti bimbi come loro non lo sono affatto. Cose che i miei figli forse non immaginano nemmeno possano mancare perché per un bimbo giocare, correre e scoprire il mondo è come respirare, un gesto automatico, naturale.
amore
Come è possibile donare i propri cuori? Accedendo al sito dedicato Un grande cuore i clienti possono scegliere un progetto preferito cui donare i “cuori” accumulati durante la spesa e tramite l’acquisto di prodotti a marchio Carrefour (1 cuore per 5 Euro di spesa). I cuori donati saranno raddoppiati da Carrefour e una volta raggiunto il numero di cuori necessari Carrefour realizzerà assieme alla Fondazione Rava i sogni dei piccoli delle case famiglia.
Dare e aiutare senza aspettarsi nulla in cambio ma solo per la gioia che si sprigiona nel farlo. Condividere felicità e moltiplicarla, è questo che vorrei che i miei figli imparassero, non domani, ora.
 

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