La donna che sarai

baby fashion Family life

Alla donna che sarai

Una figlia femmina: quello che avevo sempre desiderato.

“Meglio avere figli maschi, hanno una vita più semplice”. Questo mi sono sentita spesso dire.

Che donna sarai amore mio?

Scegli una strada tortuosa e complicata, apprezza ogni momento del tuo percorso e cambialo ad un certo punto, non temere mai di tornare sui tuoi passi.

Ama molto ma più di tutto e tutti ama te stessa. Impara a chiedere aiuto.

Sii gentile ma poco fiduciosa.

Sono certa che sarai una donna bellissima, non voglio prenderti in giro: l’aspetto fisico potrà aiutarti in futuro tuo malgrado. Cercherai di nasconderti per far vedere ciò che hai dentro. Ma, ti svelo un segreto che ho compreso solo dopo tanti anni di incazzature: puoi essere bella ed intelligente al tempo stesso e se il professore universitario ti sorriderà perché sei carina tu rispondi con un bel sorriso perché per l’esame avrai studiato giorno e notte e la sua faccia sorpresa e stupefatta, ti assicuro, sarà divertentissima.

Non sono d’accordo con tuo papà quando dice che non bisogna esaltare troppo le qualità dei figli, sono fermamente convinta che sia un mio compito quello di farvi sentire non migliori degli altri ma unici.

E, al tempo stesso, non sono d’accordo con lui quando dice che l’università in fondo non gli è servita a molto. Io sono vecchio stampo, ti confesso che la tua mancata laurea sarebbe un (mezzo) dolore come anche una scuola superiore diversa da un liceo ma giuro che urlerò con moderazione se un giorno vorrai abbandonare gli studi. Non sono certa che una laurea possa darti qualcosa in più ma vorrei riparlarne quando l’avrai già presa.

Sono una mamma bacchettona, non amo le donne che si mettono in mostra, non amo le scollature, non amo chi si veste in modo appariscente ma tu sarai molto di più di una t-shirt troppo stretta o di una minigonna troppo corta. E comunque della questione scollatura ne riparliamo!

Spero davvero di poter pronunciare con te (e anche con i tuoi fratelli) le classiche frasi da genitore vecchio stampo: “fino a quando vivrai in questa casa sarò io a decidere!” e “signorina questa casa non è un albergo!”. Sono parole che ogni figlio dovrebbe sentirsi dire. Le considero un diritto filiale.

Frequenta negozi di scarpe e librerie. Ascolta parecchia musica e guarda molti film, essere brillante in ogni discussione sarà un punto a tuo favore. No alle discoteche si alle birrerie. Mi morderò la lingua tutte le volte in cui avrò voglia di “consigliarti” quale lavoro fare da grande: come tutte le mamme ho un sogno per te che è, banalmente, il mio. Imparerò prima o poi a capire che tu sei altro da me anche se non è facile.

Sappi che esiste sempre una seconda possibilità ed anche una terza, una quarta e così via.

Vivi delle storie romantiche ma poi sposa l’uomo meno romantico ma più concreto e divertente che troverai sul tuo cammino. Uno che abbia la capacità di dirti non che sei speciale ma che sei perfetta per lui. Pochissime parole soprattutto se scritte sui social (esisteranno ancora?) e molti fatti.

Da piccola dicevo spesso “peccato non essere nata maschio!” convinta com’ero di perdermi chance e possibilità. Palle. Uomini e donne non sono uguali ma essere donna è una figata.

Se posso darti qualche consiglio decisamente meno “metafisico” degli altri ti dico di non far mai la permanente, estetista fai da te? No grazie!, limita gli abiti gialli e sostieni il tuo sedere con parecchia ginnastica (ti assicuro, da questo punto di vista la genetica non ti è affatto d’aiuto né da parte mia né dal lato paterno), non chiedere mai in dono un estrattore di succhi, facendo due conti – inflazione compresa – con la medesima cifra potrai comprarti un nuovo paio di pantaloni. A questo proposito (pantaloni) ti invito vivamente a comprarli in serie quando troverai (se troverai, io lo sto ancora cercando) il modello perfetto per te. Il cappello è un accessorio sottovalutato, il solitario, al contrario, sopravvalutato.

Divertiti, sperimenta, viaggia, prova, procedi per tentativi, vivi.

 

 

 

32 anni, vivo a Milano con tre bambini, un Marito ed un grande armadio. Alterno vestiti a libri, parole scritte a quelle parlate.

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Commenti (6)

  1. Condivido praticamente tutto, soprattutto la parte sui licei e le università e quella sul marito!
    Io ho due figlie femmine. La prima va già a lezione di danza ed assomiglia molto alla bimba sulla destra della foto; è un po’ ribelle, fuori dagli schemi, anche se intelligentissima. L’altra è tutta un’altra cosa: precisa, ordinata, permalosa, pignolina…e sono nate lo stesso giorno, a due anni di distanza.
    In fondo quello che mi auguro di più per loro è che possano sempre esprimersi in libertà come fanno adesso e sperimentare tutto quello che di bello la vita potrà offrire loro, senza mai dimenticare il rispetto per gli altri. Sono già due donne in miniatura…è bello vederle crescere, ma a volte il tempo passa davvero troppo in fretta!

  2. Io condivido con tuo marito l’idea di non esaltare troppo le qualità dei figli, forse perché le persone più intelligenti che ho conosciuto nella mia vita erano anche molto umili, ma ammetto che sarà difficile ( per me) trovare un buon equilibrio… Per il discorso laurea, la bambina ha nove mesi e io e mio marito siamo entrati convinti che farà l’architetto , ci siamo completamente rimbecilliti??… Non oso immaginare se a 18 anni mi torna a casa e dirà al padre, ingegnere quadrato,che a lei interessa solo fare tatuaggi, altro che qualche urlo del babbo! ( io potrei vedere anche qualche aspetto positivo)

  3. Bellissima lettera!!! E condivido l’impostazione di fondo e la storia della istruzione. Sui cappelli, solitari e scelta del marito concordo pienamente. Però io abbonderei con i vestiti gialli!!!