Family life

La giornata tipo di noi mamme

Post in collaborazione con Acutil Donna Life

Sveglia alle cinque. Spegni la sveglia, risuona la sveglia, spegni la sveglia, riparte la sveglia, dai la cera, togli la cera, dai un calcio al lettino di Bianca Zoe, provi a capire dove ti trovi (in quale letto – perché io al mattino spesso e volentieri non sono più nel mio letto ma in quello di uno dei miei figli ma chi diamine se lo ricorda?).

La mia giornata inizia al buio e in apnea; i miei bambini hanno un sonno leggero più leggero dei mille rotoli di morbidezza, al minimo rumore si svegliano, si alzano e si attivano come l’inquietante giullare che spuntava dai carillon negli anni 80’. Anche se sono le 5 del mattino loro parlano, deambulano, pongono quesiti esistenziali della massima difficoltà.

Non uso la macchinetta per fare il caffè (troppo rumorosa) ma la moka preparata rigorosamente il giorno prima. Non faccio pipì, non indosso le ciabatte (il ciabattare è il nemico numero 1 delle mamme).

Dalle 5 alle 7 leggo, scrivo, cucino vegetali per la cena (giuro che una mattina Niccolò è stato svegliato dal zig dell’accensione del gas – perché pensate abbia scelto l’induzione per la casa nuova?), pratico sport (a volte fuori casa, altre volte in casa). Ottimizzo una cifra. L’altra mattina mi stavo allenando quando taaac, si svegliano i due fratelli e allora vuoi non preparare il latte saltellando a ginocchia belle alte? Vuoi non sciacquare le tazze facendo due affondi? Il breakfast fitness a casa mia è una realtà.

Dalle 7 alle 7:30 scatta la mezz’ora beauty. Poi di corsa al lavoro: 8 ore o più di incastri, equilibrismi, meeting, telefonate, corse da un capo all’altro della città sperando sempre che non arrivi la fatidica telefonata dalla scuola annunciatrice di malanni dei figli. “Temo le maestre anche quando portano doni” (cit.).

Io e Marito abbiamo fatto un accordo, dividendoci la gestione dei bambini per fasce orarie: la mattina è tutta sua, io invece ho vinto la sera… Il papà  li veste (ma i vestiti li preparo io con cura la sera prima – quando ero io a vestirli dimenticavo di metter loro le mutande …), li rimprovera, li lava, li rimprovera, raccoglie l’occorrente da portare a scuola: l’autorizzazione per la gita, la fototessera per la cassetta dei disegni, fazzoletti a pacchi, sale grosso, farina gialla senza glutine e colori atossici no colore. Puntualmente dimentichiamo il pacco multiplo di colla.

Alle 17 scatta la corsa contro il tempo, mi fiondo in macchina per affrontare nell’ordine: supermercato, panettiere, riunione scolastica, pediatra proprio nei giorni in cui il mondo sembrerebbe sorriderti e invece no, posta per il ritiro raccomandata (ripetiamo insieme: le raccomandate NON sono il male assoluto), cartoleria per l’acquisto del cartoncino color ruggine misto mattone da portare a scuola il giorno dopo (si veda sopra ore 7:30 am), appuntamentino di riscaldamento presso negozio di mobili per l’ennesimo preventivo per la nuova casa.

Beh, per fortuna le verdure le ho cucinate al mattino! Beh, per fortuna la cucina non si è incendiata a seguito della carbonizzazione delle carote.

Dopo la cena scatta la corsa alla branda: doccia per tutti, capelli per tutti (e, in famiglia siamo tutti capelloni), predisposizione assetto casa per la giornata successiva.  So che sembrerà assurdo, ma la gestione di tre figli, lavoro e una casa non mi mandano in sbattimento quanto la scelta dell’outfit per l’indomani…Già vestirsi al mattino è faticoso, farlo con doti di preveggenza su clima e simili la sera è devastante. Se, quando vado al lavoro sembro l’assistente daltonico di Vivienne Westwood un motivo ci sarà.

Beh, una giornata come quella di tante mamme come me; una giornata che,al di là dell’ironia, mi riserva anche momenti di tranquillità, tempo che mi sono ritagliata a piccoli passi lavorando su me stessa e sulle dinamiche della mia famiglia: come?

Ecco alcuni consigli:

Chiedere aiuto: “Ciao, sono Olga e non sono più multitasking da 5 giorni, 8 ore e 67 secondi”. Come dite? I secondi sono solo 60? Delegare e fare squadra. Il primo team è la famiglia.

Dedicare del tempo a qualcosa che amiamo: la dispensa di dolci e biscotti ad esempio. La solitudine, per dire. Il silenzio.

Condividere il proprio carico mentale con chi ci sta accanto e non intendo semplicemente chiedere al compagno di occuparsi materialmente di alcune attività, significa dimenticarsi di una parte delle incombenze perché a quelle ci pensa il papà dei nostri figli, come è giusto che sia (e questo naturalmente si traduce nella rinuncia da parte nostra ad avere il controllo su tutto).

Non siamo infallibili, non siamo insostituibili, non siamo invincibili; possiamo crollare (a volte, forse, dobbiamo crollare).

Ammetto di pensarci da un po’, soprattutto alla questione del carico mentale dal quale mi sento “investita” (sì, metaforicamente come durante un incidente automobilistico). Ne ho parlato con altre donne e mamme qualche mese fa ad un evento organizzato a Milano per il lancio del nuovo integratore alimentare Acutil Donna. Occasione nella quale la business life Coach Carina Fisicaro ci ha dato ottimi consigli, ma soprattutto spunti per riflettere su come affrontiamo le nostre vite, inevitabilmente multitasking.

Eccone alcuni:

 – Amare noi prima degli altri, essere donne è il necessario presupposto per poter vivere a pieno tutti i ruoli della nostra vita (mamma, moglie, lavoratrice, figlia, amica etc)

– Le opportunità non capitano per caso, siamo noi a crearle anche e soprattutto da una sconfitta

– Il multitasking è pericoloso; nella mia esperienza mi ha fatta sentire onnipotente e poi all’improvviso mi ha fatto cadere giù, priva di forze, svuotata dal sovraccarico di impegni.

– Imparare a gestire lo stress, come? Pensando positivo e approcciandosi all’evento stressante con il giusto atteggiamento mentale

– La nostra mente è critica, anche se ci impegniamo al massimo per noi non sarà mai abbastanza. Un circolo vizioso da sciogliere non credendo a tutto quello che la nostra mente ci dice

– I nostri pensieri (soprattutto negativi) sono solo pensieri e non rappresentano la realtà.

Lasciare andare, questo da oggi sarà il mio mantra.

Io non posso far tutto!

Vi invito a leggere e seguire la pagina Facebook Acutil Donna Life dove troverete divertenti spunti per affrontare con maggiore leggerezza la giornata tipo di noi donne e mamme (ma non solo!).

 

 

32 anni, vivo a Milano con tre bambini, un Marito ed un grande armadio. Alterno vestiti a libri, parole scritte a quelle parlate.

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