maternità

baby fashion Family life

“La maternità mi ha distrutta” ah si?

Leggo stamattina i giornali che detto così fa molto regista impegnato ma in questo momento in pausa dal set. Ricomincio: leggo qua e là sul telefono i titoli di qualche quotidiano online mentre allatto Bianca Zoe verso le 7 del mattino. E cosa trovo? Le eclatanti dichiarazioni di Giovanna Mezzogiorno che per me sarà sempre Cazzoooooo Giuliaaaaaaaaaaaa sulla maternità rilasciate a Vanity Fair. “La maternità mi ha distrutta” titolano i giornali quasi a voler sottolineare implicitamente l’eccezionalità di queste parole. Oh finalmente un personaggio pubblico talmente coraggioso da rompere un tabù millenario, leggo nel sottotesto della notizia, oh sai la novità? penso.

La maternità è una gioia, ma che fatica. Con due gemelli poi è ancora un’altra storia. Dopo il parto non ero in grado di rimettermi subito a lavorare, lo ammetto: la gravidanza mi ha distrutta, ho impiegato tre anni per riprendermi”  (cit. Giovanna Mezzogiorno su “Vanity Fair”).

Embè? Bella scoperta!

Sul serio ci stupiamo ancora di quanto la maternità possa essere stancante e meravigliosa? Devastante ed impattante? Davvero fa ancora notizia una mamma che esprime una sacrosanta verità? (e sia chiaro, Giovà con due gemelli ha tutta la mia stima, ci credo che tu ci abbia impiegato tre anni a riprenderti, io non mi sono ancora ripresa da Niccolò).

Inizio quindi a riflettere, cosa che peraltro ho fatto ultimamente anche grazie ad una interessante discussione con un’altra mamma e grazie alle parole di un uomo senza figli che qualche giorno fa mi ha detto: “Avere un figlio per una donna immagino sia qualcosa di sconvolgente, il prima ed il dopo, noi uomini non lo capiremo mai fino in fondo”. “Hai ragione, è una roba ENORME che fa una paura ENORME e che comporta una responsabilità ENORME e che ti causa un ENORME mal di testa e un’ENORME gioia alternati ad ENORME fatica ed ENORME esaltazione. L’unica cosa nella vita che è davvero per sempre, altro che trilogy, illusa di una ventenne. Ho già detto ENORME?”

La maternità è una missione, la prima donna nello spazio e la madre-santa votata al figlio, né più né meno. Un dono, un privilegio, una beatificazione. Un’abdicazione all’essere donna e qualsiasi altra cosa si voglia essere nella propria vita. Questo è quello che ci hanno insegnato, questo sono state le nostre madri, almeno la mia. Non le ho mai chiesto “mamma dimmi che anche tu hai pensato almeno una volta ma chi me lo ha fatto fare” ma vorrei tanto che mi rispondesse “avoglia!”. E così mi sono detta che forse le nostre mamme non erano autorizzate a farlo concentrate sulla loro missione salvifica che era quella delle loro madri. E adesso che sono nonne mai che si legga nel loro sguardo oh mamma che palle questo tesoro di nipotino. Perchè noi lo siamo? Siamo peggiori? Non credo. Le mille connessioni in cui siamo immerse ci consentono di confrontarci e supportarci, ci mostrano stanchezza condivisa. Abbiamo ufficialmente il lasciapassare per essere un po’ mamme non ne posso più.  E poi c’è anche una certa moda: i social e i blog hanno sdoganato la mamma imperfetta e noi ci sguazziamo felici e contente.

Immagino le nostre madri parlare con un’amica a bassa voce sedute al tavolo in cucina, sussurrare la loro stanchezza e la loro voglia di prendersi del tempo per cazzeggiare (detto in altri termini magari). Nascondere un sentimento che sono certa abbiano provato e che oggi noi possiamo esternare evviva. E che dovremmo esprimere ancora ed ancora per abbattere il muro della mamma santa subito.

Personalmente ho pensato chi me lo ha fatto fare ancor prima di diventare mamma, una settimana prima del parto di Niccolò ho avuto qualche avvisaglia di contrazioni, poca roba ma era un sabato sera di inizio estate e io avevo 26 anni e tutte le mie amiche erano in giro per locali, io, panzona a contorcermi per il dolore.

Tornare indietro non si poteva e non si può, rifarei tutto così come l’ho fatto ma prendermi il lusso di pensare che sì, la maternità mi ha cambiata e devastata e sconvolta fisicamente e mentalmente.

La maternità DEVE far paura, come i sogni, quelli enormi, quelli veri che sono tali solo se ci spaventano un po’.

32 anni, vivo a Milano con tre bambini, un Marito ed un grande armadio. Alterno vestiti a libri, parole scritte a quelle parlate.

Lascia un commento

Commenti (7)

  1. Stasera SONO STANCA pure io. Ho supplicato invano Ale di prendere una pizza, non avevo le forze mentali di cucinare, lavare, sminuzzare, pulire etc etc.
    Ora sono davanti al lavandino con i rimasugli della misera pasta al pesto da processare e…niente, ho letto questo post e mi sento meglio.
    Vado a lavare va.

    1. Non la conosco ma una cosa gliela vorrei dire, se lei non ha voglia di cucinare (con tutto quello che implica) ha il DIRITTO di non farlo e di PRETENDERE di non farlo. Sono un uomo ma non trovo strano/un attentato alla mia maschia virilità (pensiero del maschio medio italiano senza distinzione di regione e/o ragione sociale) il lavare, stirare, cucinare o occuparmi della casa in generale 😯 anzi mi diverto pure a farlo.

  2. la maternità ha il suo fascino …. ma è devastante ……
    dopo ogni pancia ho semrpe detto …mai più!!!!!!!
    e poi misento un po Dory a soffrire di amnesia e il desiderio di un pargolo mi travolge.

    però la stanchezza a votle il senso di inadeguatezza o lapaura sono dominante ..e ora anchese è la sesta …. sono stanca ( doverei essere abituata ..) ma non ci si abitua mai ……

    sono stanca e la maternità èbellissima ma è anche pesante ..a tratti come le code!!!!!
    veronica