Mamma lavoratrice vs Mamma casalinga

Io non ho tutte le risposte. Anzi. Scrivo il blog tendenzialmente per trovarle.

Ho sempre avuto un inconscio ingombrante, che prende le decisioni al posto mio. Tipo che se mi piaceva un ragazzo era a causa dell’inconscio che me lo aveva comunicato tramite i sogni. Sogni uno = ti svegli al mattino e ti piace (prima no, non ti piaceva).

Tornando alle risposte. Non le ho perchè forse mi pongo troppe domande. Oggi è il turno della mamma lavoratrice vs mamma casalinga. Bombetti qualche giorno fa mi ha detto che sono una brava mamma però ha aggiunto che non vado mai a prenderlo a scuola. In effetti in un anno sarà successo un paio di volte. Esce alle 16 ed io lavoro a tempo pieno.

Trombetti ha imparato ad andare sul monopattino un pomeriggio al parchetto con i nonni. Io ho ricevuto un video che immortalava l’evento.

Ho letto su una rivista che i figli di mamme lavoratrici sarebbero bambini più infelici degli altri. Io mi sono sempre fatta scudo della considerazione che i miei figli devono crescere con un esempio di donna emancipata ed indipendente, di una mamma che lavora esattamente come il papà. Che si tratta di un dovere morale di noi genitori: restituire alla società futura cittadini diversi, evoluti.

Dialogo all’asilo tra 4enni:

Bambino 1: “Che bello oggi la mia mamma verrà a prendermi a scuola!”

Nic: “La mia mamma non viene mai perché lavora”

Bambino 1: “Mi dispiace per te!”

Nic: “Niente affatto!Non dispiacerti!Io sono contento che lei lavori perchè così posso sviluppare un’idea di donna contemporanea, indipendente dagli uomini, multitasking, mamma, moglie, lavoratrice, portaborse. In questo modo, da adulto, avrò rispetto per le donne della mia vita e le tratterò alla pari. Magari prenderò il congedo parentale quando nasceranno i miei figli”.

Bambino 1: “Scusa, non ti seguo. Quindi tu mi stai dicendo che preferisci non vedere adesso la tua mamma per 10 ore al giorno in nome di un ipotetico rapporto coniugale alla pari che vivrai fra 30 anni?”

Nic: “Certo!Noi siamo una famiglia contemporanea, la mia mamma ha bisogno di realizzarsi, lo dice anche papà!”

Bambino 1: “Quindi tu mi stai dicendo che preferisci che la tua mamma si realizzi sul lavoro piuttosto che giochi con te al pallone al parchetto?”

Nic: “Si…ehm…si…noi combattiamo le discriminazioni di genere, il mio fratellino ha appena ricevuto in regalo un’aspirapolvere”.

Bambino 1: “La mia mamma lavora solo al mattino e io ho molto rispetto per le bimbe, mi piace spolverare e aiuto la mia mamma a farlo, la aiuta anche il mio papà. Io da grande sarò come il mio papà”.

Bambino 2: “Interessante il vostro scambio di vedute, se posso permettermi di intervenire, nelle società davvero evolute, come quelle nordiche, la parità di genere non si “produce” attraverso la scelta del part time per la mamma o il congedo parentale per il papà ma sta alla base del progetto di vita e di famiglia di un uomo e una donna. Non ne è la conseguenza ma l’origine”.

Nic: “Forse hai, avete ragione…forse sarebbe bello passare, ogni tanto, un pomeriggio infrasettimanale con la mia mamma”.

Ok. Si tratta di un dialogo (inventato, sempre colpa dell’inconscio) tra 4enni metà Woody Allen metà Raffaele Morelli. Sto farneticando.

Vorrei solo avere il tempo di far tutto. Perché no?

 

 

14 risposte a Mamma lavoratrice vs Mamma casalinga

  • L’unica volta che sono andata a prendere mio figlio alla materna le reazioni sono state:
    Maestra:” Scusi ma lei chi è?” 😯
    Mio figlio “….eh ma io volevo papà!” 😕

  • Servirebbe solo un po’ di tempo in più, giusto quelle 4/5 ore in cui rilassarsi dopo il lavoro e poter essere al meglio per giocare…
    Vabbè, anche io sono nella stessa condizione, quindi non faccio altro che correre tra mille incombenze, che stress!

  • Sulla famiglia contemporanea e sulla mamma che ha bisogno di realizzarsi sono assolutamente d’accordo. Quello che mi domando è fino a dove si debba arrivare perché si possa dire che ne vale ancora la pena. Fino a quando il prezzo da pagare possa considerarsi equo.
    È questo quello che mi sto chiedendo, ora. E ancora non lo so, fino a dove sia giusto arrivare. Quello che vorrei, come te, è solo il tempo per fare tutto, o quasi.

    • Olga Zappalà

      Esatto, hai proprio colto nel segno. Faccio gli stessi pensieri. Come se volessi a tutti i costi fornire ai miei figli un modello perfetto di famiglia a scapito forse di un pochino di serenità!

  • anche io pagherei per un paio d’ore libere a settimana, mica tanto. in questi giorni mi devo comprare un vestito per la cresima di mio figlio, esco alle 18, prima delle 1840 non sono a casa nè in centro, alle 19 chiudono i negozi. bene. sai come andrà a finire. faccio con quello che ho. d’altra parte ho già preso mezza giornata per andare dal dentista e due ore di permesso per la riunione di classe delle elementari. io soffro soprattutto avere un lavoro che non permette un orario elastico. il 9-18 è ineluttabile e non abbiamo banca delle ore nè recuperi (nè ci pagano gli straordinari anche se li facciamo). non è un lager per carità ci sono posti sicuramente peggiori. ma siamo nel 2015 e mi sento come mia nonna alla filanda. eppure ne è passato di tempo no?

    • Olga Zappalà

      Da questo punto di vista io ho parecchia flessibilità mi sento privilegiata ma non riesco ancora a comprendere come mai non si arrivi ad un lavoro veramente flessibile almeno per le mamme, il telelavoro per me sarebbe un sogno 🙂

  • Tantissime sono le mamme che vorrebbero avere tempo per far tutto! Ma cosa sarebbe mai il tutto? Boh!
    L’importante – e credo anche molto banale come proposta – è valutare per la propria famiglia cosa sia migliore ogni giorno, cambiare quando/solo se ce n’è un percepito bisogno personale.
    Non è detto però che i figli delle mamme lavoratrici fuori casa saranno mariti alla pari o più rispettosi dell’essere femminile come non è affatto detto che i figli delle mamme lavoratrici dentro casa pretenderanno scelte simili dalle loro compagne di vita.

    Dobbiamo abbattere troppi stereotipi noi donne anche quelle che nutriamo sui nostri ruoli dentro o fuori casa, anche quelli sulle casalinghe di oggi che di certo non sono come quelle d’ieri e non saranno come quelle di domani! 😉

  • Anch’io sono una mamma che lavora a tempo pieno, con la perenne sensazione di perdermi qualcosa di importante. Ma allo stesso tempo non posso pensare di non lavorare, sia per questioni economiche (che fanno sì che il lavoro non sia propriamente una ‘scelta’), sia perchè condivido il fatto che potrei essere un esempio e un valore aggiunto. Un po’ bisogna poi pensare anche al futuro, quando non sarà più ‘mamma’ la parola preferita 😉 . E’ vero che l’ideale sarebbe una maggiore flessibilità o il telelavoro, utopia in questo paese che ti vuole incollata alla sedia dell’ufficio!
    Complimenti per il tuo blog, è divertentissimo e interessantissimo!

    • Olga Zappalà

      Grazie mille per i complimenti!Concordo con te, anch’io non potrei permettermi economicamente di non lavorare e se guardo mia mamma che ha scelto di stare a casa con noi mi rendo conto che quando i figli crescono diventa dura!

  • Ma nooooo! Io ho aperto il post cercando risposte! Ahahaha non so, magari avevi avuto un’illuminazione 😀 a parte che il dialogo mi ha fatto morire dalle risate, vorrei scrivere anche io qualcosa in proposito, ma chiedo a chi ha più esperienza: io sono stata per i primi due anni di vita di Pablito mamma a tempo pieno, perché essendo stata silurata all’ottavo mese ho pensato di dedicarmi a lui il primo anno….che poi con cambio casa e trasloco sono diventati due ma vabbé! Ora lavoro da casa, teoricamente mezza giornata. In realtà fino alle 16-17, essendo freelance non ho orari perché non ho contratto degno di questo nome ma lasciamo perdere anche questo….insomma, pensavo che lavorando da casa Paolo non ne avrebbe risentito, invece sembra ci sia rimasto proprio male…è diventato mammone ai limiti della paranoia, mi fa sentire in colpa da morire perché prima giocavamo molto di più insieme e ora viene lì e mi chiede: “vieni qui????” Per fare un esempio…prima avevo molto più tempo per merende più sane del semplice latte e biscotti, preparavo molte più cose…casa era sempre in ordine….però mi mancava la mia vita, ovviamente…mi mancava quella parte di me che non aveva a che fare solo con pannolini e cucina, poi sentivo le mamme super attive con 1000 impegni e mi sentivo inutile. Solo ora mi rendo conto di quanto fossi utile in realtà a tutta la famiglia…insomma, ho ricominciato a lavorare da 7 mesi e mi sento spaccata in due ogni giorno, da un lato vorrei mollare tutto e tornare indietro, dall’altro no…ma a quanto mi sembra di capire è una sensazione che ci accomuna un po’ tutte….ma con il full time come fai??? E io ne ho solo uno!!!

  • Olga Zappalà

    Quelle poche volte che mi è capitato di lavorare da casa è stato un delirio, decisamente si ha più tempo per lavorare facendolo fuori casa!In questo modo ti senti giustamente divisa a metà!però tu stessa dici che ti mancava la tua vita e questo è altrettanto importante: la famiglia è composta dai bimbi ma anche da una mamma-donna e da un papà-uomo. In aggiunta io credo sia fondamentale dare ai bimbi l’esempio di una mamma che lavora: per i maschi perchè abbiano sempre chiaro il concetto di parità e per le femmine per avere un modello femminile forte…

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