Tra la filosofia e la pulizia c’è di mezzo un wc

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Tra la filosofia e la pulizia c’è di mezzo un wc

Ieri pomeriggio
-ore 16: io e il Bombetti rientriamo a casa dall’asilo; saliamo in ascensore, lui: “Mamma, è pulito oggi l’ascensore?” (un paio di mesi fa aveva rinvenuto nello stesso un micro-pezzettino di carta della cui origine si era a lungo discusso in famiglia: Lo ha perso un signore?Lo ha perso un bimbo? Bombetti CSI), io: “Mmm controlliamo dai!”; entra, si abbassa, esamina tutto a fondo “Si, pulito!”, “Sei proprio sicuro?Controlla bene!” “Si mamma è pulito, ha pulito Gianna?” (Gianna è la ragazza che ci aiuta in casa), “No, ha pulito la mamma, sai che la mamma pulisce anche gli spazi condominiali comuni?” “Ma mamma daiiiiii” (non ci crede manco lui). E poi naturalmente “Cos’è comuni?”. -.-
-ore 17: Bombetti inizia a saltellare a chiappe strette e si fionda in bagno, si sforza prova e riprova ma di cacca nemmeno l’ombra.
Da lì in poi il dramma: 4 ore d’affanno trascorse al grido di: “Mi fa male il cuuuuuuuloooooo”, “Mi fa male il cuuuuuuuloooooo”,  “Mi fa male il cuuuuuuuloooooo”,  “Mi fa male il cuuuuuuuloooooo”
(ma i bimbi non dicevano culetto o sederino?); la stitichezza è una brutta roba lo so (io in borsa tengo sempre la tisana “regolarità plus” o “giusta regola”, no non scherzo).
                                 
                                                            (borsa ore 8:00 am)
Ma questo grido di dolore mi fa letteralmente scompisciare (mamma cattivona!) assieme alla scena di Edo costretto a tenere la manina del fratellone maggiore seduto sul wc.
Tornato a casa marito inizio ad imitare il povero Niccolò che nel frattempo urlava stringendo il sederino: “Mi fa male in cuuuuloooo!”; ma del resto Bombetti lo sa di avere due genitori dementi.
Cotanto dolore causa probabilmente in lui una ascesi esistenziale tanto che alle ore 20 mi chiede: “Mamma perchè sono piccolo piccolo io?”, mamma modello bravissimamammaapprensivadelsud: “Perchè mangi pochissimo, prova a mangiare di più e vedrai quanto diventerai grande”!
(a quel punto dalla Sicilia è partita la ola di tutto il mio parentado).
-ore 21:15 io e marito ci fingiamo cinefili acculturati ed iniziamo a guardare la Grande Bellezza; ore 21:30: io dormo già, al mio risveglio 20 minuti dopo trovo marito sintonizzato sulla replica della partita Milan-Barcellona finale Coppa dei Campioni 1993-1994. (Si giustifica dicendo che lui è pane e salame, gli piacciono solo Claudio Bisio, Checco Zalone e Fabio de Luigi – cosa che ovviamente aveva omesso in sede di corteggiamento).
La breve visione di qualche scena del film mi causa dopo circa un paio d’ore i seguenti incubi:
– io sono una nota opinionista ospite in un talk show su rai uno condotto da Carolina Crescentini: discutiamo del film La Grande Bellezza e io INDIGNATA affermo che piuttosto l’Oscar avrebbe dovuto vincerlo, nel 20 il film “La Prima cosa bella” di Paolo Virzì (non è stato nemmeno incluso nella cinquina finalista). Noto, con una certa compiacenza, che la Crescentini annuisce con foga.
– subito dopo indosso un abito da sera nero di dubbio gusto (tessuto sintetico che punge) e sto andando da sola al cinema in treno (dopo aver constatato che il mio bucato è stato lanciato non so da chi dal balcone – io non ho il balcone…). Arrivo al cinema, il treno si ferma proprio davanti alla biglietteria (che comodità!), vengo subito abbordata da un ragazzino di 10/11 anni (oh faccio ancora la mia porca figura!), lo snobbo perchèiosonounadonnasposata, provo ad acquistare il biglietto per vedere “Dallas Buyers Club” ma scopro di aver sbagliato cinema (vatti a fidare dei treni!). Mi sento molto triste per essermi ridotta ad andare da sola al cinema di sabato sera (e penso anche che mi toccherà rifare il bucato).
Lo giuro, non guarderò mai più Canale5.
Ah. Per la cronaca il bisogno del piccolo Bombetti è stato espletato alle ore 5 del mattino (con sbadigli annessi&connessi).
Le feste al tempo delle mele versione 2.0

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Le feste al tempo delle mele versione 2.0

Ciao Niccolò, sei invitato alla mia festa di compleanno giorno XXX ad Arese in Viale XXXX n. 15/72 alle ore 16:15, ti aspetto! C. (quasi treeenne).
Ohhhhh amoreeee che beeeelloooo una festaaaa di compleannooooo, che divertimentooo, evvaiiiii!!!
(io quando parlo con i bimbi allungo sempre le vocali per darmi il tono di quella che comunque ci sa fare, una quasi pedagogista per intenderci)
Segue agitazione ed ansia a casa Fantocci (a noi  gli eventi social-mondani di spessore ci piacciono):
1. L’indirizzo del luogo della festa è per me un mistero al pari della nascita dell’universo o della breve permanenza di Alessandra Facchinetti come direttore creativo di Valentino: Viale XXX n. 15/72: 15/72? Eh? 15 o 72? 
Ho passato tre giorni studiando le mappe di Arese pronta a chiamare un taxi per arrivare alla festa come dei gran signori fino a quando marito non mi ha comunicato con una certa supponenza che 15 è il numero civico e 72 il numero della villetta del plan. IL PLAN? Ma stiamo scherzando? “Si, il villaggio, il Mega-condominio!!” ?&%%E£ azzz, ufff, &%$%$”&%&/ “E mi raccomando stai attenta perchè è uno dei villaggi più grandi di Arese, potresti perderti, pare ci sia gente entrata lì negli anni 80′ e mai più uscita!”. Benissimo, del resto il mio senso dell’orientamento è pari a quello di una lumaca cieca e zoppa.
2. Problema estetico-logistico: Bombetti esce dall’asilo alle ore 16:00 in genere con la maglietta macchiata di salsa di pomodoro/passato di verdure, le mani blu/verdi, qualcosa di appicicaticcio tra i capelli e naturalmente la caccola atomica germimunita verde acido nel naso; in un quarto d’ora non ce la si fa mica ad andare a casa per trucco-parrucco-cambio d’abito. Peraltro per tutta la scorsa settimana ho subito la pressione psicologica di mia mamma che al telefono ha ripetuto con foga crescente: “Vestilo bene, mi raccomando, elegante!deve essere il più bello della festa!” Ho optato quindi per la seguente soluzione: maglietta carina già dal mattino e veloce rinfrescatina nel bagno dell’asilo (stranamente però al Bombetti durante la mattinata è spuntato un brufolo sulla fronte che manco un adolescente al suo primo appuntamento).
3. Bambino caricato in macchina, navigatore attivato, regalo preso, arriviamo in prossimità del PLAN: arghhh siamo in anticipo!!Dal sedile posteriore: “mamma cos’è anti-cipo?” “Eh tipo il contrario di ritardo, non possiamo presentarci in anticipo faresti la figura dello sfigato!Senti quest’idea: andiamo un attimino a casa perchè a mamma scappa la pipì!”, “Eh mamma falla addosso (e grassa risata a seguire)!!!”, “Ahahaha amore non posso mica, poi chi mi pulisce? “Perchè ti scappa mamma?” “Lo sai che la mamma è un pò sbadata, ho dimenticato di farla in ufficio!” “Peeecchè??” “Perchè stavo lavorando e non ci ho fatto caso” “Peeecchèè?” “Perchè l’ho dimenticato!” “Peeecchèè?” “Perchè ho bevuto tanto” “Peeecchèèè?” “Perchè l’acqua fa bene, combatte la cellulite”!” “Cooos’èè cellulite?” “Senti, ideona, facciamo il gioco del silenzio!” […]. 
4. Eccoci alla festa con i canonici 10 minuti di ritardo chefafico, pfiiuuu il cancello del villaggio è aperto, parcheggio all’ingresso (a 2km dalla villetta ma noi amiamo camminare sotto la pioggia, VA BENE?), ci immergiamo finalmente in un tripudio di palloncini/paninetti/urla & schiamazzi (manco a dirlo il tema è Peppa Pig); Niccolò si attacca alla mia gamba modello koala e si rianima solo alla vista delle patatine diventando in un attimo il padrone incontrastato del buffet. Protagonista del party l’accoppiata vincente “Rubo il tuo palloncino, nooo quetto è mioooo!” e “chigiocadasèfapertre” (versione under 3 del “mifaccioicacchimiei-nozeromollami”). Cerco allora di movimentare l’evento (della sana cronaca rosa per intenderci) invitando Bombetti a dare un bacino alla festeggiata (intenta nel frattempo a saltare sui divani scavalcando sedie e tavoli) augurandole buon compleanno (siiii il mio bambino, un piccolo gentiluomo). 
(li immaginavo già così)
Lui, timido e tenero (bellissimo, un principe azzurro che come dono le ha portato un libro perchè l’uomo che legge spacca) si avvicina, la bacia; lei schifata lo spinge via con forza: brutta smorfosietta dei miei stivali, allora cos’erano quegli occhi languidi che facevi al mio bambino?
Sgomento negli occhi del Bombetti: “Pecchè non vuole che la baci?” (usa pure i congiuntivi amore di mamma!!!!!), “Mamma sono un pò arrabbiato”….sgrunttt &%&%$%£$% “Andiamo a casa polpettino mio, la mamma ti ama!”

                                 

(io da ora in poi)