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Parchetto: Carnevale Edition

Che tra me e il parchetto ci sia un rapporto di amore-odio è risaputo. Anzi, per la precisione odio-odio. Lui, il parchetto sente che in me c’è qualcosa che non va, mi osserva guardingo e capisce che non mi sento completamente a mio agio. Un po’ come le commesse di Hermès quando “Posso esserle utile?” “No, vorrei solo dare un’occhiata”. Io il parchetto lo odio senza riserve, trovo che si tratti di un’usanza barbara ed ancestrale: bambini allo stato brado che litigano per l’ultima altalena libera mentre le mamme disperate scandagliano ettari di prato alla ricerca del dinosauro perduto (senza l’aiuto dell’archeologo fico).

Io oggi ero disperata, siamo stati un’ora al parchetto. Prima abbiamo fatto un salto in edicola, contemporaneo luogo di perdizione in cui acquistare piccole bustine di cialtronate varie. Bombetti ha scelto il dinosauro. Non quello normale. gommoso, teneroso, NO. Quello rinchiuso all’interno di un uovo (grandezza uovo di gallina) di gesso. Gentilmente fornito nella confezione un comodissimo punteruolo, piccone o come diamine si chiama, per rompere l’uovo.

“Vabbè amore che ci vuole, l’uovo lo spacchiamo a terra!” (eravamo sotto i portici davanti all’edicola). Bianca Zoe intanto urlava “Ovooo vojo ovooo!”. L’ho lanciato, il coso di gesso, a terra con la stizza e la rabbia che provo quando al mattino l’anziano che va in posta occupa il MIO posto auto davanti all’asilo nido. Integro, è rimasto tale e quale.

Niccolò, idea, andiamo al parco e lo apriamo lì!”

20 minuti dopo, ricoperti di gesso da capo a piedi, 2 unghie scheggiate e 4 maxi scritte sul cemento “Niccolò” e “Edoardo”, la mamma uovo ha partorito il suo piccolino. Ho picconato a più non posso, adesso so come si sentono davvero i nanetti di Biancaneve (aldilà dell’altezza che ci accomuna).

Poi Niccolò, guardando bambini consumare una merenda da re, mi ha chiesto il succo di frutta, no non c’è, il pane e Nutella, no non c’è, le patatine, no non ci sono, la focaccia, no non c’è. Colpa delle mamme del parchetto, le organizzatrici di party pomeridiani che manco Michelle Obama nei giardini della Casa Bianca. Care amiche mamme, vorrei farvi notare che occorre autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico. Io, per il secondo compleanno di Nic avevo immaginato di poter organizzare una festa nel parchetto davanti casa, ho chiamato il Comando dei vigili urbani, per sentirmi più tranquilla. Loro hanno chiamato la neuro per sentirsi più tranquilli.

I figli delle mamme-del-parchetto saranno futuri genitori amanti del parchetto, un circolo vizioso che ho il dovere di interrompere sul nascere. Oggi inondando il parchetto con polvere di gesso, domani chissà, con una soffiata anonima ai vigili urbani di quartiere, perché organizzare una merenda per 30 con frutta fresca tagliata a cubetti pari dimensionati no, dovrebbe essere vietato per legge.

E poi c’è la versione aggravata, il parchetto con scasso, quello premeditato, con dolo per nulla eventuale, lui o lei, la combo parchetto-sfilata di Carnevale. Il magnifico evento che si svolgerà il prossimo sabato perché a Milano il Carnevale dura una settimana in più, fortunelli, noi festeggiamo il cd. Carnevale Ambrosiano. Settimana questa nella quale la città di svuota per trasferirsi a Courma fatta eccezione per alcune povere mamme che stanno trascorrendo le ultime ore a cercare disperatamente un hotel in montagna che abbia una camera per 5 libera e no, non c’è.

Niccolò ha scelto il costume da Star Wars, quello bianco. “Ahhh bello ma che personaggio sei di Guerre Stellari?”. “Quello bianco”. Nessuno di noi conosce il nome esatto, ma ci piace essere precisi cromaticamente parlando. Edo ha chiesto di vestirsi di tigre perchè le sue maestre avrebbero dovuto costruire in classe con i bimbi delle mascherine da tigre e lui, povero tesoro voleva rimanere in tema.

Peccato che la scorsa settimana si sia deciso di virare tutti verso l’elefante. Potrei dipingere di grigio la coda della tigre e attaccarla come proboscide al naso del mio secondogenito.

Parchetto carnevale Parchetto carnevale

E infine c’è lei, la mia piccolina, la bambina di casa; le nonne già immaginavano un bel costumino di principessa e invece no, finchè non avrà voce in capitolo la principessa sarà bandita e la mamma sceglierà per lei vestiti vintage e alternativi, unisex e che possano metterla in imbarazzo quando porterà a casa il suo primo fidanzatino e io gli proporrò di dare un’occhiata alle foto da piccola di Bianca Zoe (mia madre lo faceva sempre). Avrei voluto travestirla da Frida Kahlo anche perchè a livello di monosopracciglio ci siamo ma ho deciso di utilizzare Frida come tema per il suo prossimo e imminente compleanno (Marito non l’ha presa benissimo…)

Vi presento Bianca Zoe Calimero di maschera e di fatto.

Parchetto carnevale

Parchetto carnevale

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