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Perdoniamoci una volta o due

Sottotitolo: Le colpe dei genitori
Il bambino non mangia, non dorme, ha atteggiamenti “aggressivi” verso i suoi amici, non mette in ordine la sua camera, non sa andare in bicicletta, sul monopattino, nuota ancora con un bracciolo, è troppo timido, eccessivamente estroverso, dovrà mica fare psicomotricità?
Negli anni mi sono attribuita la responsabilità del cattivo attaccamento al seno di Niccolò, del ritardato gattonamento di Edoardo, della magrezza di Bianca Zoe, del difetto di pronuncia della “erre”, del buco dell’ozono, dell’ennesimo raffreddore causato da mani e piedi freddi, dell’estinzione del panda e della parola “culo” detta l’altro giorno in classe da Niccolò (e il bello – o il brutto – è aver pensato davanti alla maestra contrariata “ma culo può definirsi davvero una brutta parola?”).
Tutto dipende da noi anche i chissenefrega che ogni tanto dovremmo ripeterci.

Sarà a causa di qualcosa che ho fatto o detto? Sarà per colpa di ciò che non ho fatto o che ho dimenticato? Sarà un retaggio della mamma che ho avuto e che tendo a replicare pur sostenendo il contrario?
Forse oggi ci sono comportamenti e modi d’essere e eventi che sfuggono dal nostro controllo, domani sicuramente ci saranno; ci mettiamo amore e dedizione e voglia di esserci e di fare, impegno, domande e dubbi, moltissimi dubbi. Chiediamo aiuto agli specialisti, ci confrontiamo, parliamo, eppure non ci concediamo quasi mai la famosa pacca sulla spalla. Ci sacrifichiamo anche se non sempre abbiamo davvero voglia di farlo e ci chiediamo quali irreparabili danni causerà il nostro bisogno di “staccarci” dai nostri figli ai nostri figli.
E proprio adesso che trascorro più tempo con i miei bambini (dopo aver cambiato vita lavorativa e compreso finalmente i miei bisogni), in questo momento ho imparato a perdonarmi. Se proprio devo dirla tutta ho deciso di non colpevolizzarmi e non ho più bisogno di perdonarmi.
L’indulgenza fa una persona felice, se poi si tratta di una mamma meglio ancora. Praticare la gentilezza verso noi stesse ci renderà più libere e indipendenti perchè sì, anche una mamma può e deve esserlo.
Ce la metto tutta per far crescere bambini sereni ora e adulti per bene domani: Niccolò ha dei voti super a scuola, Edoardo si preoccupa della sorella con dolcezza e sensibilità, Bianca Zoe ogni tanto morde i suoi compagni di classe ma – ha confermato la maestra- pare sia una normale fase di affermazione della sua individualità.
Insomma, sia ringraziato l’io, almeno per questa volta non è colpa della sua mamma!

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