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Regalo per la pagella sì o no?

Qualche giorno fa Niccolò ha ricevuto la sua prima pagella; non vi dico l’ansia della sottoscritta – ero agitata come se si trattasse della mia, lui, invece, era tranquillo come sempre.

Se penso ai suoi primi 5 mesi di scuola il bilancio non può che essere positivo, ci troviamo molto bene con le maestre e i compagni (io sono rappresentante di classe -aiuto!); lui non ha avuto particolari problemi di inserimento e va a scuola davvero felice e motivato. Durante il primo colloquio a ottobre, però, le maestre mi hanno raccontato di alcuni suoi atteggiamenti da “sbruffone”, da “so tutto io”.

La verità è che Nic è un bimbo un po’ insicuro che nasconde queste sue piccole fragilità cercando approvazione nei suoi amici attraverso la battuta stupida o la risatina quando si è in classe e bisogna far silenzio. Insomma, all’inizio dell’anno faceva il gradasso, rispondeva in modo brusco alle maestre pretendendo di avere sempre ragione (anche a casa è molto polemico, contesta ogni richiamo o ogni nostra affermazione). Bene – anzi male – a seguito di quel colloquio è stato talmente strigliato da me e dal suo papà che ha piano piano compreso quanto questo comportamento fosse controproducente. Io e Simone apparteniamo alla “vecchia scuola” e abbiamo optato per la classica punizione, per un po’ ha saltato gli allenamenti di calcio, l’album delle figurine è stato requisito e abbiamo lungamente discusso in casa su come bisogna comportarsi a scuola o con gli amici. Abbiamo soprattutto posto l’accento sul fare gruppo, sull’essere “accettato” dagli amici perchè altruista, divertente, interessante e non grazie agli stupidi comportamenti che strappano facilmente una risata.

Al momento della pagella attendevamo dunque più il giudizio sul comportamento che quello sulle singole materie; a scuola abbiamo il registro elettronico e possiamo controllare in tempo reale i suoi voti che sono sempre stati più che ottimi. Ammetto anche di essere piuttosto severa sulla scuola e i compiti, spesso facciamo insieme compiti “aggiuntivi” con grande gioia di mio figlio che sbuffa a più non posso (ma del resto non potrò mai dimenticare gli esercizi di lettura che mi faceva fare mia mamma fino ad arrivare all’intonazione perfetta :-D).

Ancora prima di Natale Nicco ci aveva chiesto un nuovo e diverso album dei calciatori che non gli avevamo comprato perchè ne aveva già uno. Avevamo però già deciso di prenderglielo nel caso di una “bella” pagella. In realtà sapevo già da qualche piccolo scambio con le maestre come il suo comportamento fosse nettamente migliorato dagli inizi e, così, non ho aspettato febbraio per acquistare l’album (l’ho preso circa un mese prima – e nascosto in taverna – fiduciosa nell’impegno e nei passi avanti compiuti dal mio bambino).

Regali per la pagella sì o no?

Naturalmente mi sono chiesta e mi chiedo ora quanto possa essere educativo fare un regalo per l’impegno scolastico (e non parlo di voti, non fraintendetemi) che considero un dovere dei nostri bambini. Molti genitori sostengono che il senso del dovere o l’etica del lavoro non si possano imparare da (così) piccoli, io non sono d’accordo; certo, forse non si comprenderà appieno il senso del termine ma tramite l’esempio e la pratica quotidiana anche un bimbo in età prescolare potrà imparare che ognuno in famiglia ha dei piccoli o grandi compiti da portare a termine pure quando non si ha voglia, si è stanchi e si vorrebbe solo giocare (nel loro caso) o dormire (nel nostro!!!).

Ma, penso anche, che i piccoli debbano essere invogliati ad andare a scuola per l’amore della scoperta, per l’interesse per tutto ciò di nuovo che potranno imparare e questo, come sempre, dipende da noi genitori, dalla nostra curiosità, dalla passione che mettiamo nelle attività di ogni giorno, da come trasmettiamo ai figli la capacità di apprendere che non dovremmo mai perdere nel corso della nostra vita. Stimolarli, interessarli, incuriosirli non necessariamente con attività complicate ma con una storia inventata, un racconto della nostra infanzia, il perchè di un accadimento.

Io e Simone abbiamo quindi deciso di premiarlo riconoscendo il miglioramento e l’impegno; una settimana dopo la pagella abbiamo pensato di premiare anche Edo con un piccolo regalino per il suo grande aiuto al papà nei lavori di casa (al contrario del fratello Edoardo è un bambino volenteroso in tutte le attività casalinghe e si fa in quattro per aiutarci).

Il risultato della pagella di Niccolò è stato molto positivo e, ripeto, non parlo dei voti (che pure sono stati oltre ogni nostra previsione) ma del giudizio globale con particolare riferimento al rispetto delle regole di buona convivenza, dei tempi del gioco e dello studio, della disciplina che ritengo fondamentale.

Resta una piccola area di miglioramento che è quella della “collaborazione” con insegnanti e compagni: Nicco, come dicevo, è un bimbo un po’ individualista che si prodiga poco per gli altri (sarà forse per il suo ruolo di fratello maggiore di due?); io e Simone gli abbiamo quindi spiegato che bisogna aiutare gli amici non perchè l’aiuto sia una regola imposta dagli adulti ma piuttosto perchè a scuola si è parte di un gruppo che otterrà risultati e “successi” solo se unito e compatto, un po’ come una squadra di calcio (e, se vogliamo dirla tutta anche a calcio lui gioca da attaccante troppo concentrato sul fare personalmente gol).

Ed è questo l’obiettivo che abbiamo dato a Niccolò per la fine dell’anno: “Voglio sentirmi dire dalle maestre che hai imparato ad essere più generoso con i tuoi amici, ad aiutare chi fa più fatica di te a svolgere un compito e ad accettare che altri possano insegnarti qualcosa sulla quale tu sei meno bravo!”

Il regalo per la pagella finale non è stato ancora deciso (anche se ho pensato di optare per una settimana di camp calcistico alla fine della scuola – un’esperienza più che un dono materiale), adesso aspetto i vostri pareri: regalo per la pagella sì o no?

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