Bombetti

baby fashion Family life

Scegliere di avere dei bambini

La scelta di fare un figlio per me é stata sempre una scelta di pancia, anzi di stomaco.

Con un bambino il Natale è più rosso, il cielo più blu, la pioggia più intensa e le paure più angoscianti.

Diventare genitori é un istinto, nasce con noi e bussa improvviso alla mente ed al cuore. Non si può controllare, io ho dovuto e potuto (fortunatamente) assecondarlo.

É come l’istinto di trattenere il respiro sott’acqua, di finire il barattolo della Nutella o di chiudere gli occhi per un bum improvviso. Un bisogno impellente ed irrinunciabile, come quando, alla guida, inizia a prudermi la pianta del piede sinistro e devo mollare il freno per grattarmi (ecco, é arrivata la solita cojona che paragona il fare un figlio ad una grattatina).

Sulla scelta di far figli sono molto naïf (una scriteriata secondo mia mamma), la programmazione la lascio alla spesa settimanale, al rendiconto annuale, a ciò che nella vita considero “pratico”. Fare un figlio é una scommessa con se stessi e con il mondo, non c’è nulla di prevedibile se non quel mix di gioia ed angoscia con il quale si dovrà fare i conti fino alla fine dei nostri giorni.

Ma é la cosa meno pratica e ragionata che io abbia mai fatto.

Non c’è un momento giusto, c’è IL MOMENTO, quello in cui, improvvisamente il mondo intorno a te si popola di donne incinte e di bambini. Vicini di casa in fasce che non avevi mai notato. Strano, non parlavano mica del calo delle nascite?Avranno mica aperto un asilo nido in zona?Ma funziona un po’ come quel piccolo difetto fisico che vedi solo tu, gli altri non lo notano, per te diventa la cosa più importante al mondo, tutto il tuo mondo.

I figli io non li ho programmati (per la gioia e la tranquillità mentale di Marito ingegnere), l’istinto materno ha deciso per me e ha fatto le scelte migliori quelle che da sola non sarei mai riuscita a fare.

 

32 anni, vivo a Milano con tre bambini, un Marito ed un grande armadio. Alterno vestiti a libri, parole scritte a quelle parlate.

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