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A sognare l’amore che male c’è

Ogni venerdì pomeriggio porto Edoardo in piscina.

Potrebbe essere una breve storia triste ed in effetti a giudicare dall’uso di infradito a gennaio con smalto sui piedi sbeccato potrebbe decisamente esserlo ma.

C’è che lo spogliatoio femminile della piscina è frequentato da giovani nuotatrici che praticano nuoto agonistico, sempre le stesse ogni venerdì. Hanno tra i 14 e i 16 anni e capelli lunghissimi da asciugare con il turbo (si fa per dire) phon a muro della piscina, quello a gettoni che ogni venerdì mi fa venir voglia di rasarmi a zero per protesta.

E mentre io asciugo Edo e il suo caschetto da Fantaghirò e loro asciugano i loro 3 metri sopra la testa di capelli mi trovo ad ascoltare le loro conversazioni.

Non esistono più i vecchi cari adolescenti con nomi normali ma di tutto rispetto: Chiara, Laura, Luca, Marco, scomparsi, risucchiati dal pericoloso uso del phon anni 90′ – in piscina ognuno portava il suo per la gioia del gestore dell’energia elettrica.

Oggi ci sono Gipo, Robba, Pa’, Kalu, Mone (giuro, ho segnato tutto sulle note dell’iphone mentre il mio secondogenito rimaneva impigliato nella spazzola rotante). La storia si ripete inesorabile quanto quel bulbo pilifero che ho dietro l’orecchio destro dalla nascita, nessuno lo sa perchè si sia perso per strada ma puntualmente rimane in attività: Gipo e laFradellasecondaE forse stanno insieme forse no. Nessuno lo sa. La vicenda è triste, molto triste, quasi quanto il film di Hirokazu Kore’eda 誰も知らない Dare mo shiranai, Nessuno lo sa.

Gipo piace un po’ a tutte, laFradellasecondaE sta un po’ sul cazzo a tutte (loro dicono cazzo e poi mi guardano con gli occhi dell’imbarazzo perchè santo cielo c’è un minore nei paraggi – ragazze tranquille lo dico anche io in presenza dei bambini e poi faccio loro credere di avere una nuova passione per l’astronomia e di aver visto un RAZZO). Pare “abbiano scopato” cit.  – lo ha detto laBea – e qui le carte si scoprono, almeno due, la centometrista dai capelli Pantene e la campionessa sulle lunghe distanze – seconda alle regionali di Bergamo (ditemi voi se un campionato regionale di nuoto possa disputarsi a Bergamo, dai!) sospirano. A loro piace Gipo, sognano Gipo, Gipo le guarda all’intervallo, una delle due un giorno è stata seguita da Gipo su Instagram per poi essere defollowata dopo un’ora. Così non si fa caro Gipo, lei crede sia amore invece è un bot.

Si struggono ogni maledetto venerdì. E questa storia di Fedez e della Ferragni non va mica bene, le fa stare peggio. Lui le ha scritto una canzone, Gipo non le guarda nemmeno a ricreazione.

Loro sognano Tiziano Ferro e stelle cadenti e gelato a cucchiaiate sul divano, Gipo se è andato e non ritorna più e la diretta Instagram delle 7 senza luiii.

Io, nella fase iniziale del corso, quella gamberi, mi infervoravo e mi indignavo a sentirle. Tornavo a casa e mi piazzavo davanti a Bianca Zoe dicendole: “non ti permettere di avere come massima aspirazione della tua vita quella di avere una storia d’amore con un lui che compone dei versi per te e ti chiama come una pasta ripiena,tu sei molto di più, tu non avrai bisogno di attaccarti ad un uomo per brillare, tu andrai lontano, non esporrai in piazza i tuoi sentimenti, partirai, girerai per il mondo, studierai, a 15 anni non parlerai di uno che sembra uscito dal fantabosco, farai i compiti, leggerai i grandi classici della letteratura, sarai un’astronauta, una scienziata, una donna indipendente. E mi raccomando amore, vedi di non fare figli”.

Lei intanto tirava fuori una roba verde dal naso “Mamma caCCHILA”.

Ogni venerdì sempre peggio, il venerdì in cui le ragazze hanno visto e lungamente commentato il nuovo video di Fedez appena uscito io ho sussurrato a Bianca Zoe di cercarsi un donatore di sperma nel caso.

Poi, con il passaggio al livello polpo, ho capito.

Ho capito che desiderare l’amore e una storia romantica non farà di lei una stupida ragazzina senza ambizioni o ideali, un’oca senza cervello (ringraziamo per l’espressione politicamente scorretta mia madre a commento di una delle mie storielle da adolescente)- la renderà umana e un po’ più vera.  Perchè l’amore non è solo dipendenza ma sicurezza per andare lontano, che non è riconoscenza ma riconoscere l’altro, riconoscersi nella crescita e nelle esperienze dell’altro, imparare insieme (magari leggendo un bel classico della letteratura russa stretti stretti, che ne dici Bianca Zoe?). Ho capito che devo smettere di essere pesantona e di prendere per il culo con Marito chi si scambia frasi d’amore su Facebook, la gente si ama vivaddio, che male fa? 

Sarà probabilmente a causa della vecchiaia (la mia) ma mi dico adesso a sognare l’amore che male c’è.

Ragazze – per la cronaca per me c’è un solo Gipo, il folletto della Melevisione – al secolo Oreste Castagna. Fossi in voi una domanda me la farei.

Categorized: lifestyle
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One comment on “A sognare l’amore che male c’è”

  1. Ti do ragione su tutto…ti correggo solo un punto: Gipo è il racconta-storie de “L’albero azzurro”, quello con Do-Do l’uccello a pois azzurri…

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