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Questa storia è la mia storia

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Questa storia è la mia storia

Essere mamma di più figli é dividersi ed interrogarsi quotidianamente, è baciare uno quando gli altri non ti stanno guardando è dare una risposta sensata al figlio che ti chiede ”mamma perché non mi chiami amore?” quando quel qualcuno ti ha fatto così tanto incazzare che non vorresti vederlo per un po’.  I bambini sono così, ti mettono davanti ai tuoi limiti ed alle tue debolezze senza filtro alcuno, ti sbattono in faccia il tuo essere imperfetta, ti sfidano ogni giorno al miglioramento ma ti stanano senza sosta in ogni tuo errore.
Lo fanno con la semplicità dell’infanzia in modo diverso da noi adulti, non per farti soffrire o per ferirti ma perché la realtà è tutta e tutta in quanto tale va esaminata e passata al setaccio dei loro mille perché.
È pomeriggio e loro dormono, devo svegliarli, rischio di ritrovarmi a mezzanotte con loro vispi ed allegri se non li sveglio subito. E mi chiedo da quale cominciare. Bacio uno o l’altro? Mi accoccolo nel lettino di uno o dell’altro?
Sono i momenti in cui mi chiedo se il lavoro che sto facendo possa considerarsi sufficiente. Ad ogni rimprovero corrisponde un piccolo passo indietro di una mamma. Ad ogni punizione un atteggiamento da modificare.
Noi mamme siamo equilibriste sul filo del “domani andrà meglio, prima o poi crescerà”. Ad ogni caduta corrisponde una assoluzione da amiche, zie e nonne forti di esperienze lunghe e faticose.
L’alibi del “non ci sono più i bambini di una volta, adesso hanno più stimoli ed è per questo che sono più vivaci” temo corrisponda alla verità che non ci sono più le mamme di una volta.
Noi che siamo cresciute con il culto di noi stesse e che amiamo essere mamme osannate perché mamme. Io mi chiedo spesso cosa ci sia di così eccezionale o stupefacente (agli occhi degli altri) nell’aver deciso di mettere al mondo dei figli.
Il blog è una storia che voglio raccontare e questa storia è la mia storia.
Lettera alla me stessa 18enne

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Lettera alla me stessa 18enne

Cara me 18enne,

se stai pensando di organizzare una mega festa per i tuoi 18 anni DESISTI. Ti assicuro che tra qualche anno capirai che quel vestito Roberto Cavalli che hai scelto è di 3 taglie in più della tua e soprattutto equivale ad un viaggio estivo in Irlanda. Roberto Cavalli diventerà presto tamarro, in Irlanda sarai costretta ad andarci nano-munita e non sarà indimenticabile (o meglio lo sarà solo per il vicino di posto in aereo di tuo figlio treenne).

Cerca un uomo intelligente e lo troverai. Uno che non indugi molto in complimenti e in lodi. Uno che non si accontenti. Cerca qualcuno che sappia fare la spesa altrimenti ti ritroverai ogni sabato mattina all’Esselunga. L’amore è una cosa semplice. Te lo dice quel Tiziano che adesso schifi perchè canta Xdono e Rosso Relativo. Ma vedrai, diventerà il tuo guru in fatto di relazioni di coppia.

L’amore fa ridere e divertire. Non ti toglie il sonno, anzi. Ti regala relax e grandi ronfate. Non ti toglie la fame, anzi. Ti regala cene al ristorante con bis di dolci. Non ti mette in ansia su cosa indossare, anzi. Le cose migliori succedono in pigiama o in tuta.

Sposati. E’ un gesto d’altri tempi. Ma che dà senso e consistenza alla tua vita. Non è né un contratto né una formalità, è sostanza vera.

Sappi che la pancia non sbaglia mai. Il cuore e la testa spesso. La pancia davvero mai. Quello che senti non è il frutto di una serata sbagliata al McDonald’s. No. E’ disagio. Se la pancia borbotta tu scappa.

Scegli un arredamento total white. Con qualche tocco geometrico, magari triangolare. So che adesso non ne senti la necessità ma io ti svelo una parola del tuo futuro: PINTEREST.

Non ascoltare i consigli della tua farmacista di fiducia: la crema antirughe si utilizza a partire dai 20 anni, gioca 5 anni d’anticipo e mi ringrazierai.

Studia. No, non sono una vecchia babbiona. Studia molto, anche se tutti ti dicono che la teoria ti servirà a ben poco. Non sono d’accordo. Una buona educazione passa per una buona cultura, una cultura di base. Google non ti salverà né dalla mancanza di idee, né dal qualunquismo né dal “tuttologismo” di oggi.

Lo so, ami i bambini. Molto. Ma falli dopo i 30. E’ fico essere una mamma giovane, si hanno più energie e bla bla bla. Tutto vero. Tutto bello. Tutto meraviglioso. I figli saranno la cosa più straordinaria che farai. Ma un paio di anni in più di cazzeggio ti renderanno una mamma più rilassata e meno urlatrice.

Sappi che pure tra 12 anni avrai gli stessi identici crucci: il taglio di capelli perfetto che non arriverà mai e un armadio stracolmo in apparenza ma vuoto nei fatti. Niente cambia: solo la tua pelle (vedi sopra).

Lo sport è importante ma non fa per te. Rinuncia. Tra 10 anni stringerai tra le tue mani una Chanel 2.55 nuova di pacca e non riceverai 4546 sms al giorno “Offerta IMPERDIBILE!Torna in palestra subito!Per te un esclusivo abbonamento a 19.90 per il primo anno!” Questione di priorità e costanza, come sempre.

Non vivere con l’ansia da prestazione, rincorrendo i tuoi obiettivi senza sosta: dormi di più, mangia meglio, divertiti e prenditi meno sul serio. Non sei perfetta. Non deluderai nessuno, nemmeno te stessa.

Per anni TUA mamma trascriverà la frase “Vola solo chi osa farlo” (cit. Luis Sepúlveda) su ogni biglietto di auguri. Lo so che la tentazione di prenderla in giro è parecchio forte (io se ci penso rido ancora) ma riflettici. Ha un senso.

Niente è perduto, né dopo i 30, né dopo i 40 (lo spero). Con curiosità, coraggio ed incoscienza potrai rendere nuova la tua vita in qualsiasi momento lo vorrai.

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(Oh. Lo zaino Invicta non gettarlo via che nel 2015 sarà il top)

 

 

QUESTA è LA VITA

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QUESTA è LA VITA

Trombetti è forza. È rabbia e pianto, a volte. È ostinazione e cocciutaggine, meraviglia e sorpresa. É lo stupore per ogni nuova parola pronunciata. La gioia e la commozione per ogni nuovo bacio dato. L’orgoglio per ogni nuova capacità acquisita. La protesta per un divieto e l’allegria per un gioco ceduto “spontaneamente” dal fratello. È tempesta ed arcobaleno,  una lingua che schiocca e una bocca che sbuffa; è una pagina bianca sulla quale avrò l’onore di colorare (ma solo un angolino). E’ grinta, coraggio e determinazione. É furbizia e curiosità. É “farsi sempre i fatti degli altri” ma con simpatia. E’ rompere le scatole spesso e volentieri ma riuscire a farsi perdonare tutto. È caos e creatività, pazienza e dolcezza.

È insonnia, stanchezza e occhiaie. Calci, manate e morsi. Preoccupazioni, ansie, domande e dubbi. È la voglia di scappare via ogni tanto ma solo per l’immensa gioia di tornare. L’affermazione certa che no non faremo il terzo figlio e il desiderio di cedere prima o poi.

È due gambette che corrono sulla porta di casa per andare incontro alla mamma ed al papà. Due braccia che si agitano e 12 dentoni che si mostrano.

Lui non dimentica un solo giorno, una sola ora (una sola mezz’ora anche) di dimostrare il suo amore per me, la sua mamma. Non dimentica mai di sorridere. Anzi, sorride sempre. Lui sa cosa sia importante davvero.

Ha le ciglia più lunghe che io abbia mai visto e il pollice molto più largo di tutte le altre dita. Sa esattamente cosa vuole e non dice mai “forse” o “fai tu”, dice SI o NO. Non ci sono fraintendimenti o sottintesi.

Per me è la punta del cornetto Algida e il cuore morbido del tortino al cioccolato che scotta e ti lascia le bolle sulla lingua ma è la cosa più buona che ci sia. È una caramella gommosa ma che frizza. È l’albero di ciliegie della mia infanzia e il giorno della mia laurea. Un posto del mondo che non ho mai visto ed il mare in cui ho sempre nuotato. È la bellezza di una semplice camicia bianca e la sorpresa di una suola rossa.

Oggi Trombetti è Maverick:

Con un nasino tutto da mordere e delle labbra da sbaciucchiare


CAMICIA: PAUL SMITH JUNIOR
JEANS: ZARA
BOMBER IN (FINTA) PELLE: BRUMS
SCARPE: SUPERGA
CALZE: CHICCO

Tra due giorni andrà per la prima volta al nido, io e Marito iniziamo a donarlo al mondo perchè anche gli altri possano essere travolti dalla sua felicità.


Ma adesso lasciateci ancora un po’ nel nostro abbraccio, io seduta sul tappeto che lo stringo forte e lui che mi guarda come nessuno mai, poi arriva Niccolò ed entrambi mi fanno cadere a terra travolgendomi  con la loro VITALITA’.