amore

Questa storia è la mia storia

Essere mamma di più figli é dividersi ed interrogarsi quotidianamente, è baciare uno quando gli altri non ti stanno guardando è dare una risposta sensata al figlio che ti chiede ”mamma perché non mi chiami amore?” quando quel qualcuno ti ha fatto così tanto incazzare che non vorresti vederlo per un po’.  I bambini sono così, ti mettono davanti ai tuoi limiti ed alle tue debolezze senza filtro alcuno, ti sbattono in faccia il tuo essere imperfetta, ti sfidano ogni giorno al miglioramento ma ti stanano senza sosta in ogni tuo errore.
Lo fanno con la semplicità dell’infanzia in modo diverso da noi adulti, non per farti soffrire o per ferirti ma perché la realtà è tutta e tutta in quanto tale va esaminata e passata al setaccio dei loro mille perché.
È pomeriggio e loro dormono, devo svegliarli, rischio di ritrovarmi a mezzanotte con loro vispi ed allegri se non li sveglio subito. E mi chiedo da quale cominciare. Bacio uno o l’altro? Mi accoccolo nel lettino di uno o dell’altro?
Sono i momenti in cui mi chiedo se il lavoro che sto facendo possa considerarsi sufficiente. Ad ogni rimprovero corrisponde un piccolo passo indietro di una mamma. Ad ogni punizione un atteggiamento da modificare.
Noi mamme siamo equilibriste sul filo del “domani andrà meglio, prima o poi crescerà”. Ad ogni caduta corrisponde una assoluzione da amiche, zie e nonne forti di esperienze lunghe e faticose.
L’alibi del “non ci sono più i bambini di una volta, adesso hanno più stimoli ed è per questo che sono più vivaci” temo corrisponda alla verità che non ci sono più le mamme di una volta.
Noi che siamo cresciute con il culto di noi stesse e che amiamo essere mamme osannate perché mamme. Io mi chiedo spesso cosa ci sia di così eccezionale o stupefacente (agli occhi degli altri) nell’aver deciso di mettere al mondo dei figli.
Il blog è una storia che voglio raccontare e questa storia è la mia storia.
ME
OLGA ZAPPALA'

 

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