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Mamme Alfa e un nuovo post su DonnaD

baby fashion Family life

Mamme Alfa e un nuovo post su DonnaD

Lo so. Mi rendo conto. Se non la smetto immediatamente di parlare del compleanno di Bombetti il mio destino sarà trasformarmi in un essere metà insegnante di yoga, metà mamma Alfa. O in una mamma Alfa che fa yoga. Per chi non lo sapesse la mamma Alfa è la classica madre dell’Upper East Side Newyorkese, quella che alle doglie ha già stilato un “piano del parto” e al 6° mese (di gravidanza) ha già scelto le scuole del nano. E pensare che qualche giorno fa ho chiesto a Marito quale sia, secondo lui, la migliore scuola elementare di zona e lui ha risposto che ci penseremo a tempo debito (allo scattare delle 23:59 del giorno di scadenza delle iscrizioni).

Mamme alfa

Fortuna che noi non si abita a New York ma nella provincia lombarda. Una provincia davvero spietata, ve lo assicuro. Da qualche tempo il campus internazional-europeo-statunitense-franco-canadese e stica  è stato trasferito in zona. Quale migliore occasione per le madri alfa del vicinato?Credo di avervi già raccontato il mio incontro in piscina con una delle suddette con figlia di 3 anni iscritta alla International School. In piscina non sono più venute, credo lamentandosi con la direzione della cattiva compagnia (Trombetti per l’occasione si era esibito nel triplo lancio carpiato di panza in piscina, si era smoccolato sempre in acqua, aveva schizzato selvaggiamente tutti i presenti, io ho alzato in tantino la voce e per finire, nello spogliatoio abbiamo fatto la solita scena della pipì in doccia davanti a tutti con furto dell’altrui bagnoschiuma).

Comunque, alla tipa, con tutta l’ingenuità del caso avevo chiesto il perché della scelta della scuola straniera: “Tuo marito è inglese?” (Olga, la scuola è AMERICANA, inglese è troppo generico). “No, è italiano ma parla 6 lingue, abbiamo deciso di fare questo piccolo sacrificio per assicurarle un futuro migliore”.

Usciti dalla piscina ho comunicato a Marito la necessità di prendere un appuntamento con il direttore del campus. Lui si è lanciato in una filippica sulla qualità sostanziale della scuola italiana rispetto a quelle straniere, chiudendo il suo comizio con “un tizio che conosco che ha frequentato la scuola internazionale fa il giocoliere ai semafori”. “Ah, beh, a dimostrazione del fatto che in questi campus curano moltissimo le doti artistiche dei ragazzi”. 

(A prescindere dall’entusiasmo del momento io sono assolutamente pro scuole pubbliche e rigorosamente laiche).

Le mamme Alfa sono quelle che in estate vestono in total look bianco con accessori gioiello (il sandalo infradito color oro è un must, quello che esalta l’abbronzatura e a me fa venire un callo). Hanno dei nomi passibili di diminutivo, io sono esclusa a priori tranne che mi si voglia chiamare OL (quando avrò una figlia femmina dovrò ricordarmi di darle un nome breve, meglio una cantante punk piuttosto che una futura madre Alfa).

Le mamme Alfa hanno doti organizzative da pr con un passato nell’intrattenimento del Billionaire, parlano dei party dei loro figli il lunedì davanti all’asilo mentre io vorrei solo scappare a casa a vedere la replica mattutina di “Una bionda per papà”. E temo, seriamente, di essere vittima di un tentativo (altrui) di trasformazione in madre rompi so tutto io faccio tutto io. La festa di Niccolò ha monopolizzato pensieri, parole, schiena e stomaco e ho deciso di raccontarla anche su DonnaD. Vi invito a leggere il mio post sulle feste degli under 6 per scoprire, alla fine, che io sono e sarò sempre la solita mamma Pi greco. Matematicamente Approssimativa.

AstrOlga

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AstrOlga

Cara Samantha,

qui a casa nostra é appena terminata la doppia settimana di festeggiamenti del compleanno del 4enne. A me é sembrato di aver fatto un viaggio nello spazio andata e ritorno più ripetute soste pipì negli autogrill spaziali.
In fondo, il giorno dopo una festa nanesca é un po’ come tornare dalla missione spaziale: sei invecchiata di 10 anni almeno, hai la forza fisica di un pupazzo ventriloquo e devi riabituarti alla vita normale, quella senza compleanni.
Sammy, anche io dopo la festa necessito di un periodo di riabilitazione, sono pesante ed appesantita.
Non parliamo dei disturbi dell’umore, dopo ogni compleanno manifesto cattivo umore, irritabilità, e difficoltà nell’organizzare in modo lucido i miei pensieri. Ho gli incubi notturni: sogno il default dell’ultima ora dell’animatrice e di esser presa a torte in faccia da Marito.

L’indebolimento, poi, del sistema immunitario é una faccenda piuttosto seria. Almeno 10 invitati hanno manifestato disturbi alle vie respiratorie (ndr raffreddore), io non mi sento affatto bene. Ho Saturno contro, tu?

Ah, dimenticavo, hai avuto difficoltà di equilibrio?Io si, ma forse dipende dal birra bevuta al 546esimo pacchetto da aprire.

Samantha, una proposta: per i 5 anni di Bombetti, tu sarai l’ospite d’onore della festa, io scappo nello spazio. Abbiamo già preparato la colonna sonora:“Nettuno mi può giudicare nemmeno tu!”.

Tua AstrOlga

Per l’occasione mi sono procurata, in anticipo, delle scarpe sbrilluccicose Anniel; immagino che nello spazio lo shopping online sia un attimo complicato: Olga, mamma astronauta, citofonare navicella spaziale, se assenti, lasciar detto al vicino residente su Marte (e al postino non si può offrire nemmeno un bicchier d’acqua).

Anniel

Avere 4 anni

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Avere 4 anni

A 4 anni i sensi sono iper sviluppati. Si sente ogni odore, si percepisce ogni piccolo suono, si nota ogni minimo particolare. Mi chiedo a che età esattamente perdiamo il gusto di perderci nelle minuzie e ci fermiamo al contorno ed all’apparenza delle cose.

A 4 anni si è onesti, sensibili, diretti, pure troppo. La realtà la si analizza senza mezze misure. Un bambino di 4 anni nota le debolezze altrui ma non per farne arma di attacco come succede per certi adulti.

Avere 4 anni significa mangiare un leccalecca a colazione subito dopo il latte ed il parmigiano grattugiato a cucchiaiate in attesa della pasta.

A 4 anni tutto è una meravigliosa scoperta, anche la grandine che ti sorprende in un pomeriggio d’estate.

A 4 anni si piange e si ride a distanza di un nanosecondo. Neanche una donna in piena sindrome premestruale cambia umore in modo così repentino.

Bombetti

A 4 anni si discute di un presunto odore che c’è in casa, per almeno un quarto d’ora senza interruzioni.

“É odore di bruciato, vero che è odore di bruciato, io lo so!É odore di una cosa che hai cucinato ieri sera…

Si è bruciato quello che hai cucinato ieri?Carne bruciata?Forse stanno facendo la grigliata i vicini!Forse è una Ducati che sta partendo!Mica hanno lanciato una bomba?Nooo mamma lo so, sono i fuochi dentifricio!

Mamma togli questo odore?Puoi soffiare e togliere questo odore?Tu lo senti?Edo lo senti?Papà lo sente?Mamma forse è il tuo computer che puzza, mamma mica puzzi tu?Come va va via l’odore?

Vabbé mamma non lo so cosa sia questo odore ma devo fare la cacca, mi porti in bagno?Però la lavatrice mentre faccio la cacca deve essere chiusa ok?”

(le mamme dei 4enni devono essere dotate di molte risposte e pazienza infinita)

Avere 4 anni significa sentirsi un po’ grandi ed un po’ piccoli. Imitare i bambini grandi di 6 anni per poi accorgersi che quando scende il buio si ha un po’ paura ed il coraggio lascia il posto al bisogno della mamma.

Un bambino di 4 anni considera gli over 10 dei veri anziani. “Mamma tu quanti anni hai?” “31!” “Oh madonna!!!”

Quando abbiamo portato a casa Bombetti dall’ospedale pesava appena 2 kg e mezzo e adesso è un rompiscatole di prima categoria!Ma rompi rompi, un piccolo Furio di “verdoniana” memoria.

Tanti auguri piccolo Niccolò!

(Comunque non ditelo a Nic ma l’odore in questione é quello dello smalto Chanel che ho appena messo)

Chanel

 

Giugno

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Giugno

Giugno col male che ti voglio vedrai non finirà…Giugno m’ha fatto una promessa il tracollo psico-fisico porteràààà

Siamo stanchi molto stanchi, ieri sera in preda alla nausea per un esperimento culinario (spaghettini cinesi di soia, mannaggiaAme) immaginavo di lanciare una sottoscrizione online #unoradisonnoperolga o anche #unagiornatada48oreperolga.

Ce la sto facendo così, mi perdo pezzi qua e là, pezzi e la lista di tutto l’occorrente per il campo estivo di Niccolò che inizierà questo lunedì. Pezzi e i biscotti da mettere nel latte dei bambini al mattino “Oggi si fa un gioco, il latte in bianco!Buooono!”

Sto anche organizzando la festa di compleanno di Nic; dopo aver costruito un file Excel con svariate combinazioni quali: numero di invitati, gente che va in vacanza (li mortacci), disponibilità animatrice, disponibilità nonni, ho deciso di anticipare tutto al 2 luglio (che tecnicamente sarebbe il mio compleanno, Bombetti è nato il 9 ma per quest’anno abdico al mio ruolo di mamma-festeggiata). Insomma: il 9 i compagni di Nic erano già belli che partiti per le spiagge e con una mossa a sorpresa dell’ultimo minuto ho fregato tutti e ho giocato d’anticipo. A Nic non ho specificato che il 2 sarebbe il mio compleanno perché non oso immaginare le domande che ne verrebbero fuori…

Del resto questo è l’amaro destino dei nati in estate, io non ho mai festeggiato un compleanno a scuola tranne quella volta in cui mia madre lo anticipò di addirittura un mese per farmi contenta. Io ricordo ancora lo sbattimento di me 4enne di dover specificare a tutti che “no in realtà il mio compleanno non è oggi!”, “e allora perché festeggi?” “oh ma voi farvi gli affari vostri no?Ho portato pure la torta per tutti, zitti e mangiate!”

Lui da giorni insiste per volere alla festa il suo grande amico T., quello grande, il suo mito, il suo modello. La mamma di T. stalkerizzata dalla sottoscritta per l’occasione ha risposto che non sa ancora se T. ci sarà.

Calma, non c’è problema, ho un piano B, ho già avviato le selezioni per la ricerca del perfetto sosia di T.; non se ne accorgerà nessuno.

Per finire, domani sarò al Pitti Bimbo con il progetto #pittisceltodalleblogger in collaborazione con Paola di Sissi World e la nostra Community Instagram Nell’armadio dei bambini, eccovi il nuovo video…(con intruso)