Love

Cose che ti dirò sugli uomini

C’è una cosa che più delle altre mi conferma quanto io stia invecchiando velocemente: più dei capelli bianchi, più delle rughe, più del non capire la musica di oggi ed è la tristezza per ciò che siamo diventati.
Noi, i miei coetanei, quelli che sono cresciuti con me (non solo realmente ma da un punto di vista generazionale): persone che giocano con la serietà. Che costruiscono giri di parole come durante una sfida a Scarabeo, che mettono su case come ad una partita di Monopoli e che poi si tirano indietro facendo “la conta” con la vita vera. Che giocano e basta.
Non credo all’indissolubilità del matrimonio, non credo al giuramento davanti a Dio e davanti alla chiesa (ma rispetto molto chi la pensa diversamente) – infatti io e Marito ci siamo sposati in comune – ma credo alla serietà di una promessa fatta davanti agli uomini e cioè alla famiglia ed agli amici più cari. Un impegno preso con la persona più importante della nostra esistenza, noi stessi.
Non credo che, nella vita, ci sia un unico amore, credo si possa sbagliare e poi ricominciare e vedo persone accanto a me che lo stanno facendo con slancio ed entusiasmo e che si stanno godendo l’opportunità che la vita ha loro regalato dopo una separazione, le ammiro e sono davvero emozionata per loro. Non sono certo una bacchettona, credo nella felicità, nella professione della felicità: un lavoro duro ma coinvolgente, il migliore che si possa mai fare.
Oggi che sono mamma credo anche di avere un obbligo morale ed educativo nei confronti dei miei figli, un obbligo che sento con maggiore forza verso Zoe che presto sarà una donna e avrà bisogno di esempi, insegnamenti e punti fermi. Sarà una ragazza in un tempo complicato davvero.
E così ho pensato a cosa le dirò sugli uomini e sui rapporti, a come le insegnerò che la serietà possa e debba guidare ogni scelta, anche quella di lasciarsi se necessario, se giusto, se coerente. Con delicatezza. Perdonando se stessa. Con il rispetto del fragile equilibrio tra il dolore provocato agli altri e la felicità che si potrebbe provare. La partita nella quale vincono tutti: questo è l’unico caso in cui, in amore, è consentito giocare.
Le dirò che io non ho mai pianto per il suo papà, ho pianto CON lui. Le dirò che amare solo l’amore che l’altro prova per noi prima o poi non basterà più.
Le dirò che il suo papà ha trascorso notti intere a sistemarmi il pigiama, a coprirmi la pancia temendo che io potessi prender freddo dormendo.
Che il rispetto non conosce attenuanti, mai.
Le dirò che l’uomo giusto non è quello che riempie i propri vuoti ma che ci permette di viverceli e di curarli, l’uomo che ci rende felici anche nei momenti di solitudine, che ci fa avere ancora voglia della solitudine.
“Non è forse l’asocialità la vera essenza dell’amore?” Jane Austen
ME
OLGA ZAPPALA'

 

TUTTI I MIEI ARTICOLI
ISCRIZIONE NEWSLETTER

I miei Tweets
I MIEI PINS

THE LITTLE EMPORIUM