Tag: moda

Le 5 tendenze del prossimo autunno

baby fashion moda mamme

Le 5 tendenze del prossimo autunno

Il marsupio è ri-tornato. Era già tornato lo scorso autunno, poi è andato a farsi un giro nel paese del cattivo gusto e adesso è di nuovo tra noi. Non riesco a farmene una ragione non tanto perché dissento dal punto di vista estetico quanto perchè fa subito ciccia e brufoli. Noi tutte avevamo il marsupio Best Company, Camomilla o Naj Oleari, ce lo regalava la migliore amica per il nostro 13esimo compleanno. Andava ad acquistarlo con il nostro fidanzatino dell’epoca con il quale un attimo dopo limonava su una panchina del parchetto. Insomma, la classica migliore amica che non solo ti fregava il fidanzato (vantandone da sempre bruttezza e stronzaggine) ma per giunta ti faceva un regalo di merda giusto per renderCI più brutte ed impresentabili il giorno in cui avremmo scoperto la liaison segreta.

La scena: avvisti i due che si baciano e corri disperata, in lacrime, con il tuo marsupio che penzola e ti rende ancor più goffa e sgraziata.

Marsupio

Marsupio

Il jeans in tutte le salse, soprattutto a zampa e a mezza zampa. Dicesi mezza quella lunghezza ammazza-gambe, ammazza-libido, ammazza-TEVI voi che lo avete ideato. Non sta bene a nessuna, nemmeno a quelle che si chiamano Kate (Moss, Middleton, Hudson, le Kate sono tutte fiche tranne la Winslet in Titanic). Figurati alle Olghe abituate come sono a vestire corpetti e abiti in broccato della corte degli Zar.

Jeans

Il gilet lungo. Fico. Mi piace.  Si si lo compro. Ma ‘ndo vado? Mi arriverebbe alle caviglie, Bombetti lo userebbe come liana, Trombetti per pulirsi il naso (lui è nella fase del dito perennemente nel naso).
Per giunta dovrei indossarlo con degli shorts molto corti e mi servirebbe l’abbronzatura di Anna dello Russo. Le mie gambe aspettano tempi migliori, quelli in cui tutti i miei figli frequenteranno (come minimo) la scuola media.

Lo squinching. Termine inventato dal fotografo Peter Hurley, trattasi della tecnica di trucco ed espressione per cui si stringe l’occhio, si allunga la palpebra inferiore e si abbassa quella superiore. Peter ha scoperto l’acqua calda, io lo squinching lo ottengo naturalmente senza fatica e senza nemmeno un filo di trucco ogni volta in cui Trombetti, a voce altissima, urla in pubblico “Mi fa male il culoooo!” e io strizzo gli occhi chiedendomi da chi mai avrà sentito questo termine inappropriato e perché mai sono sempre i miei figli ad essere i più maleducati del locale/posto dove ci troviamo. Davvero Peter, io faccio degli sguardi così intensi ma così intensi che se guardi bene nei miei occhi puoi perfino vederci le ore di travaglio che mi sono sparata per far nascere questi qua.

Trucco occhi

Il mix and match di capi e tessuti: ho visto parecchie gonne leggere in seta o tulle da abbinare a maglioni pesantissimi, in lana grossa. Adesso, aldilà della differenza climatica tra sopra e sotto, io, per dire, mi sono sempre stupita per gli stranieri che usano pantaloncini+felpa+infradito come se sopra avessero freddo e sotto no, noi mamme siamo le regine del mix match patch. Patch nel senso che ci metti una pezza. Pigiama sotto e blazer sopra, jeans sotto e grembiule dell’asilo di tuo figlio sopra, boxer del marito sotto e body in acetato anni 80 (quello di quando ti ostinavi a fare ginnastica ritmica) sopra.

Mamme, abbiamo le tendenze autunnali in pugno, donne child free fatevene una ragione.

In viaggio con Petit Bateau

baby fashion moda bambini

In viaggio con Petit Bateau

L’Autunno-Inverno 2015/2016 per Petit Bateau sarà all’insegna del viaggio.

Righe, viaggi, fiori, oriente, campagna inglese, paesaggi nordici. Sto già sognando ad occhi aperti.

I capi Petit Bateau, in effetti, sono i classici pezzi che metti in valigia, che non si stropicciano, che ci danno quell’allure da viaggiatrice chic (parlo per me che in genere sembro una viaggiatrice che ha perso l’ultimo treno).

Se poi penso ai viaggi con i bimbi mi viene in mente il primo costumino a righe indossato da Bombetti al mare in Sardegna, i body e le canotte nelle foto della loro primissima estate al mare, il cappellino primaverile e la cerata per le passeggiate al porto ad osservare le barche.

Petit Bateau, l’ho scritto più volte, è stata la tutina-nascita di Trombetti ed il coniglietto doudou che ha dormito con noi (me e Marito) per l’intera gravidanza per assorbire tutto il nostro odore.

Beh, a dire il vero, Petit Bateau era pure la salopette in velluto rosso comprata per Edo che in realtà aveva un bel fiocco sul davanti e io…non me n’ero accorta!

Tra un paio di settimane andremo a Parigi per un viaggio all’insegna di Topolino, Cars, principi, principesse, cani che fanno i cani e cani che sembrano umani (a me la discriminazione Pippo-Pluto non mi è mai andata giù). Ecco. Nel mio mondo fatato in cui tutti indossano le righe, pure marito, pure il mio capo, pure il vigile che puntualmente mi dà la multa davanti all’asilo, i bambini sarebbero bravissimi, piccoli viaggiatori composti ed organizzati. Ah!L’organizzazione in viaggio per me è pari alla teoria della relatività: relativa appunto.

Ed invece, nella realtà, temo di essere per sempre bandita dal TGV che le ferrovie francesi alle regole ci tengono e i bambini maleduché grrr italiens sono proprio dei cafon.

Mamme-presto-viaggiatrici-cercouscitad’emergenza-disperatamente, consolatevi con le immagini della Nuova Collezione A/I 2015-16 Petit Bateau e….Buon Viaggio!

Petit BateauPetit Bateau

Petit BateauPetit Bateau

Petit BateauPetit Bateau

Linea cerimonia per bimbe
Linea cerimonia per bimbe

Petit BateauPetit Bateau

Petit BateauPetit Bateau

Petit BateauPetit Bateau

Petit BateauPetit Bateau

Petit BateauPetit Bateau

Novità per noi mamme: le righe in bianco e nero!
Novità per noi mamme: le righe in bianco e nero!

 

 

 

Petit BateauPetit Bateau

Petti Bateau

Anche per gli uomini righe bianche e nere
Anche per gli uomini righe bianche e nere

 

Di moda e magia

baby fashion moda bambini

Di moda e magia

Parecchi ricordi della mia infanzia sono legati a vestiti indossati o desiderati.

Era il tempo delle maniche a sbuffo, delle gonne “a palloncino”, dei pois, dei completi da marinaretto, dei volant e delle arricciature.

Potrei elencare ogni mio singolo compleanno partendo dagli abiti che indossavo. Il mio preferito in assoluto era “il vestito da giornalista” da me chiamato così perché aveva delle stampe tratte da articoli di quotidiani: uno scamiciato bianco con tshirt verde menta. Il mio quarto compleanno. John Galliano non si é inventato nulla di nuovo insomma.

Il più pop quello dei miei 5 anni: fuseaux a righe verticali bianche e blu e top corto in tinta con grande fiocco. Tessuto acetato, un ultimo colpo di coda degli anni 80′: era il 1989.

O ancora la salopette di nuovo a righe ma multicolor 012 Benetton: la indossavamo identica io e mio fratello. Stretta in vita dalla stessa cintura verde mela. A completare l’outfit i classici calzettoni bianchi in cotone traforati. Ecco, quello li odiavo, sempre troppo stretti per il mio polpaccio in carne. E la minigonna fucsia in tessuto trapuntato con elastico nero in vita: la abbinavo ad una semplice camicia bianca con bordini lilla e colletto tondo.

La moda é stata una continua scoperta, una conquista, oggetto di discussioni ma anche di complicità con mia mamma. Causa di frustrazione per l’impossibilità di indossare ciò che desideravo (fino ad una certa età). Terreno di scontri e di sorrisi, é stato un buon modo per esprimere disagi e felicità. É stata ed é la mia coperta di Linus.

La ricerca dell’abito perfetto per la mia laurea ha coinvolto la famiglia per intero. Lo stress da studio mi aveva fatto perdere molti chili e non riuscivo a trovare nulla che mi stesse bene. Alla fine fu un tailleur Missoni, totalmente trasformato dalla sarta, il mio primo tailleur per la prima occasione da adulta.

Ricordo ogni abito ma ancor di più ogni piccolissima sensazione legata a quell’abito. Dietro c’è sempre una storia vissuta con apparenza e sostanza. La moda é anche estetica ma soprattutto é dare forma a ciò che forma non ha.

Vorrei insegnare tante cose ai miei bimbi e tra queste l’amore per gli abiti che indossano, per quei capi che loro e solo loro reputeranno belli. Non costosi né firmati ma adatti a loro (il vestito da giornalista credo fosse stato comprato al mercato).

Pensate sia una cosa di poco conto?La futilità fatta educazione?

L’abito non fa il monaco ma rende sognatori. Come un tappeto volante sul quale fare ogni giorno un viaggio diverso. Io ho capito molte cose di me solo dopo aver indossato un capo che rispecchiava il mio cambiamento già avvenuto e non ancora metabolizzato.

Mi piacerebbe ricordarci tra qualche anno di come ci sentivamo quel giorno al mare mentre indossavamo le nostre tshirt a righe io e i bimbi mentre papà ci prendeva in giro per il nostro look. E riderne insieme.

Aspetto il momento in cui Bombetti e Trombetti mi chiederanno che razza di strane felpe indossavano durante le nostre vacanze felici (ndr. MINI RODINI entrambi).

IMG_0868 Moda

La moda ha dato sostanza ai miei sogni.

 

 

Il mondo secondo Bombetti: femmine e moda

baby fashion moda mamme

Il mondo secondo Bombetti: femmine e moda

“Mamma, sai, le femmine mi hanno proprio stancato uff!”

“Perché?”

“Perché vogliono sempre fare di testa loro!Panf uff”

“In che senso?”

“Ehh…che uff…vogliono sempre decidere loro i giochi da fare!”

“E come preferiscono giocare?”

“Alla mamma e figlio, io devo sempre fare il figlio che piange, non mi piace!”

“Tu cosa vorresti fare?”

“Io vorrei fare il vicino di casa“.

“Ah”.

(ma il vicino esattamente che ruolo ha nella storia?)

Io intanto sogno. Durante la Milano Fashion Week desidero fondamentalmente borse. Per cominciare queste, per il prossimo Autunno-Inverno:

Borse Pinko

Borse Paola Cademartori

Borse Elena GhiselliniBorse Bally

 

(Dall’alto Pinko, Paola Cademartori, Elena Ghisellini, Bally)

Che poi me le regali Marito o il vicino di casa poco importa.