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5 borse per la prossima primavera

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5 borse per la prossima primavera

Ho da sempre una sfrenata passione per le borse, amore fortemente contrastato e osteggiato dal mio essere tris-mamma. Le borse che consideravo amiche e che sceglievo con cura e dedizione si dimostrano adesso infingarde traditrici pronte a colpirmi sul mio tallone d’Achille: il trasporto plurimo di bambini. Una borsa che si apre improvvisamente, l’altra che scivola via, quella irrimediabilmente rovinata dall’esplosione atomica del succo di frutta scordato dalla precedente stagione, fermentato e dotato di vita propria, una con i manici che mi segano il braccio bloccando la circolazione sanguigna e conseguentemente la presa sicura sul bambino tenuto per mano. Poi c’è lei, la borsa mangia salviettine, evidentemente amica del signor mangia pannolini, quella dove tutto l’occorrente per il bebè scompare come in un grosso buco nero.… Continua la lettura

Scusami adesso

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Scusami adesso

Scusami adesso Bianca Zoe. Scusami perché le speranze che ripongo in te potranno diventare pretese e rimproveri e consigli non richiesti.

Scusami perché ci saranno scelte che non capirò e sguardi carichi della disapprovazione di chi ti ama moltissimo.

Scusami se quando ti guardo ti invidio un po’ perché vedo davanti a me una piccola personcina con una vita intera da scrivere, una persona che potrà non sbagliare dove ho sbagliato io. Ma tu farai lo stesso i tuoi errori e io mi arrabbierò, non sempre ti capirò, penserò che tu abbia sprecato occasioni ed opportunità. Hai tutto ora, hai gli anni che vorrei rivivere per cambiare ciò che è stato e quello che sarà. Scusami perchè vorrei per te ciò che avrei voluto per me. Scusami perchè ancor prima che nascessi ho immaginato per te una vita ripetendo con un beffardo scherzo del destino l’errore che tutti i genitori commettono. Ho pensato ai libri che leggerai ed ai film che guarderai, ai vestiti che indosserai ed ai paesi attraverso i quali viaggerai, ai lavori che farai ed agli studi che sceglierai. Ho pensato a tutto, perdonami se puoi. Sto cercando di strappare quel programma, di farlo in mille pezzi da regalarti un giorno affinchè tu possa comporli e ricomporli in modo del tutto diverso dal mio, con la consapevolezza che il tuo progetto sarà senz’altro migliore del mio. Migliore perché tuo e solo tuo.

Scusami Bianca Zoe, mi rivolgo a te e non anche ai tuoi fratelli perchè tu sei una piccola me, il nostro essere donne insieme ci avvicinerà e ci allontanerà in un rapporto fatto di alti e bassi che solo una figlia ed una madre possono comprendere.

Scusami subito Bianca Zoe perché domani potresti odiarmi almeno per un po’.

scusami

Io e Bianca Zoe indossiamo le morbide stringate Anniel in suede di pelle, con i pois per lei e con orecchie da coniglio glitterate per mamma. Anniel è un brand tutto italiano di scarpe fatte a mano dal design ispirato, in origine, alle tradizionali scarpine da balletto. Un design che si è evoluto negli anni fino a diventare unico e perfettamente riconoscibile.

Oggi io e lei ci vestiamo in modo coordinato, domani chissà.

MiniME o maxiLEI?

baby fashion moda mamme

MiniME o maxiLEI?

Il momento è arrivato: dopo due figli maschi la piccola Bianca Zoe ha tirato fuori il meglio di me (o il peggio potrebbe obiettare Marito) in fatto di passione per la moda e per lo shopping.

La moda è un gioco e come tale va vissuto, ridendo, divertendosi e scherzando. E prendendosi poco sul serio.

Pongo già molti paletti soprattutto a Niccolò in fatto di look e di richieste. Voglio che apprezzino ciò che hanno (che è davvero tanto) e che non chiedano il superfluo. Non mi piace che si atteggino e che giudichino gli altri in base all’abbigliamento. Per quanto non ami fare differenze tra maschi e femmine, sarò più rigida proprio con Bianca Zoe. Noto infatti una certa tendenza delle bambine (ad esempio coetanee di Nic e Edo) ad atteggiarsi, schernirsi e “mettersi in posa” come piccole modelle, ci sono poi altre bambine che indossano jeans e felpe e sono meravigliose nella loro spontaneità. Odio l’espressione “bambine maschiaccio” che nasconde pregiudizi e giudizi di genere, una presunta mancanza di femminilità (e potremmo ragionare a lungo su cosa significhi per me essere “femminili”).

Io ho sempre amato la moda, fin da piccola, ma sono stata educata alla semplicità quasi rigorosa: capi comodi e pratici per la scuola (credo di non aver mai indossato una gonna in classe), capelli corti a caschetto con la frangia, nessun buco alle orecchie fino ad una certa età (grazie al cielo!). Paletti e piccoli divieti che durante l’adolescenza mi hanno fatta arrabbiare e urlare e invidiare le ragazze con mamme più permissive in fatto di look. A casa mia contava altro: il rendimento scolastico prima di tutto e poi le attività extrascolastiche e le “esperienze”, gli abiti “belli” erano destinati ad occasioni particolari e non ci si omologava, anzi, si acquistavano pezzi particolari che nessun altro aveva. Quanto ho desiderato i capelli lunghi alla schiena o i boccoli, quanto le calze “parigine” ai tempi di Non è la Rai o l’ombretto glitter (giammai!). Poi ho capito. E così, sono diventata una patita di vestiti ed accessori ma anche una ragazza (e donna poi) abbastanza bacchettona: mai una scollatura, la minigonna fino ai 18 anni o poco più, no ai capi aderenti. Marito sostiene che io abbia una passione per le “tuniche”. Evviva!

Bianca Zoe ha solo 9 mesi ed è per questo che adesso mi diverto a farle indossare abitini e gonne in tulle e capi scintillanti o eleganti. Ma, pian piano, adotterò il metodo di mia mamma, quello che tanto criticavo ma che adesso comprendo fino in fondo. Sono pronta a grandi litigi con mia figlia, a strepiti e minacce di cambio-casa, cambio-famiglia.

Oggi io e Zoe ci siamo divertite a farci fotografare con una felpa e una tutina con fantasia origami all over della collezione Family di Envie de Fraise, il brand francese leader nell’abbigliamento premaman e che propone capi semplici, alla moda, e particolari adatti a bambini, mamme e papà. Fiori, pois, uccellini, stampe perfette per vestire ogni membro della tribù da 0 a 100 anni.

Un’idea regalo per amici e parenti, un capo coordinato per ogni membro della famiglia, un modo per riconoscersi l’un l’altro, vedere ciò che accomuna e apprezzare ciò che rende ognuno speciale e per questo unico ed indispensabile.

Envie de Fraise fino al 31 dicembre 2016, donerà i profitti delle vendite della #FamilyCollection a Telethon. Acquistando un capo della Collezione riceverete la targhetta #EngageTaTribu da fotografare e condividere sui social per diffondere il messaggio di moda e solidarietà del brand.

 

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I 10 capi che non possono mancare nel guardaroba di una mamma

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I 10 capi che non possono mancare nel guardaroba di una mamma

1) Il gilet. E non quello fico di pelo alla Kate Moss.  No. Quello in tessuto impermeabilizzato. Da agricoltore del Midwest o da pescatore dell’Alaska. Una mamma ha molto caldo, dimenticatevi il piumino. A me lo ha regalato, il classico K-way, una mia amica qualche giorno prima della nascita di Bombetti. Una veggente, meglio di Paolo Fox.

2) Gli stivali da pioggia. Non vi serviranno per andare ad un festival musicale hippie ma per rincorrere i bambini in tutti i luoghi ed in tutti i laghi.

3) Le sneakers. Io le ho amate fino ai 17 anni. Dai 18 ai 27 le ho considerate al pari delle calze color carne: un misfatto. Da quando sono diventata mamma le colleziono. Fate un po’ voi.

Sneakers in tessuto elasticizzato con pietre Elena Iachi
Sneakers in tessuto elasticizzatpo con pietre Elena Iachi

4) I pantaloni a vita alta. Chi ha provato i jeans premaman sa che sono una vera figata con quella fascia caldissima che avvolge la pancia. Ecco. Quando i bambini crescono ci si china in continuazione, io mi sono distrutta un ginocchio chinandomi a tutto gas. I pantaloni a vita bassa in queste circostanze non sono comodi per niente.

5) La marinière. Non c’è nessun nesso con l’essere mamma. La marinière dovrebbe essere un obbligo di legge. Come risollevare una giornata in cui ci sentiamo brutte brutte, vecchie vecchie e stanche stanche.

Per la Primavera righe e velieri Petit Bateau
Per la Primavera righe e velieri Petit Bateau

6) Maglie/maglioni a collo alto. Il mal di gola è sempre in agguato e le sciarpe, con un figlio, non sono più utilizzabili. Il vostro batuffolino vorrà giocarci e voi rischierete di essere strangolate.

7) La borsa a tracolla. Due mani sono poche. Immaginate la scena: io porto i miei bimbi a mangiare un gelato. Loro prendono una coppetta ciascuno. Sono piccoli, vanno aiutati. Io non so resistere e ordino un cono. Lo so, è una cosa molto stupida ma noi mamme abbiamo bisogno di zuccheri, ce li meritiamo santo cielo!Con una borsa a tracolla e due mani libere ho qualche speranza di farcela e di non essere bandita per sempre da tutte le gelaterie della città.

8) La gonna in tulle. Verrà il tempo in cui, dopo mesi di clausura, i bambini resteranno a dormire dai nonni e voi uscirete per una serata romantica. E a quel punto l’imperativo categorico sarà: sentirsi di nuovo delle principesse.

Se dobbiamo sognare facciamolo bene con Valentino
Se dobbiamo sognare facciamolo bene con Valentino

9) Il maxi abito t-shirt. É il refugium peccatorum per noi mamme. Nasconde tutto, pure la fiaschetta di vinello pronta all’uso (oh bacchettone, sto scherzando!).

Abito maxi Gap
Abito maxi Gap

10) Il berretto di lana. Modo estremamente newyorkese per fingere di non aver subito un’esplosione nucleare in testa.

Ciao Sarah!
Ciao Sarah!