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Io sto alle righe

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Io sto alle righe

Io sto alle righe come il piccolo labrador sta alla carta igienica con 3 strati di morbidezza.

Come la carta di credito sta a yoox.com

Come il sushi sta a Lotti “Tutti in campo con…”
(Se non conoscete Lotti siete pregati di andare a ripassare i basici della cultura mondiale anni 80′ e tornare qui quando saprete recitare a memoria i nomi dell’intera squadra di pallavolo di Mila e Shiro).

Come la bomboniera in ceramica traslucida (il portapillole o la ballerina per intenderci) sta ad un matrimonio del sud (non è discriminazione gente, é diretta conoscenza del mio luogo natìo).

Come il mascara sta alla bocca semi aperta (le donne applicano il mascara aprendo inconsciamente la bocca, tutti i dettagli nella prossima puntata di Superquark).

Come la mia anzianissima vicina di casa sta alla frase “Bella gioia com’è cresciuta (indicando il piccolo maschio di casa) fa caldo oggi nè?”

Come i discorsi cervellotici, le paturnie mentali e l’assoluta ed inspiegabile assenza di limoni adolescenziali stanno a Dawson di Dawson’s Creek.

Come le mie Mouse di Marc Jacobs stanno alla puzza di piedi, perché mi tocca essere sincera con voi, saranno pure delle ballerine stra-fighe ma inglobano il piede in una cappa maleodorante che non se ne esce più.

Io e le righe andiamo d’accordo come l’aglio e l’olio (ma io mi rifiuto di interpretare l’aglio).
Anche durante l’edizione 81 del Pitti Bimbo sono andata alla forsennata ricerca di righe. Ecco la mia selezione per voi:

Pied de poule mon amour

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Pied de poule mon amour

Il pied de poule io lo amo alla follia.

Da bambina vestivo solo con  stampe pied de poule, cachemire e pois. Un’infanzia difficile. Se poi da grandi si sviluppano certe fisse pseudo-maniacali (vedi le “righe”) un motivo c’è.

Certo. Una storia d’amore che ha subito una brusca battuta d’arresto davanti a questi due:

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Ma si sa, una crisi passeggera capita anche alle coppie migliori ed eccomi in versione innamorata più che mai a proporvi nuove idee a tema.

Va bene, lo so che il classico cappotto pied de poule bianco e nero sa di nonna Abelarda ma voi che mi seguite, ne sono certa, siete proprio come me, vecchie dentro.

Ho scovato delle proposte GGgiuste, per starci dentrissimo, colori accesi e tagli nuovi.

Mini color oro, piumino light reversibile e maxi pied de poule giallo per la gonna svolazzante, tutto MAX&Co:

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Vestito in maglia Stella McCartney:

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(Io pur di indossare un abito Stella potrei pure vestirmi da sora Cesira)

Pantaloni Topshop:

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Vestito Primavera-Estate 2015 MICHAEL MICHAEL KORS:

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Sneakers Adidas Originals by Italian Independent e completo felpa-shorts Emma Cook:

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Che i limoni mi ricordano la Sicilia ed i miei CON-TERRONI come Gloria, fantastica IT personal shopper per MobileFlurry. Glorietta (eh, scusate ma io la chiamo così) proprio oggi vi presenta nella sezione accessori di MobileFlurry delle cover in pendant con i look pied de poule che vi ho proposto. Eccovi il link ed un’anteprima, una cover per iPhone 6:

 

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Oh. Attenzione battaglione. Per gli uomini il pied de poule è sinonimo di piatto dell’alta cucina francese-che-non-mangeranno-mai-perché-in-quei-ristoranti-là-li-spennano. Onde per cui, comprate i suddetti capi, piazzateli nell’armadio ed alla prima domanda (“Questo è nuovo??Ma hai fatto ANCORA shopping?”) rispondete con un laconico “Ah amore, non sapevo che anche a te piacesse il Peddepul!” (detto veloce e con zeppola). Discorso chiuso e nuovi acquisti fuori pericolo.

 

Passi da gigante

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Passi da gigante

Nell’ultimo periodo a casaHOLIC (ah. ah) si fanno passi da gigante.
Trombetti arricchisce il suo vocabolario di termini davvero utili. “Ndelina” (Lavanderina), “Lette” (Gallette – ma forse intendeva tette), “Nello” (Asinello), “Pad” (Ipad), “aloppa” (galoppa), “enda” (tenda…mah), “pollele” (aspirapolvere).
Bombetti, dal canto suo, canta (ah. ah) delle nuove canzoncine; e contesta: mi ha detto con fare anche incazzato che lui non si chiama Niccolò con due c ma Nicolò con una c. 
E conia nuovi termini: l’alluvione si chiama ad esempio “terre-ACQUA”. E non vuole andare al corso d’inglese: oggi faremo un ultimo tentativo, in caso di fallimento imparerà l’inglese ascoltando le canzoni dei Metallica come la gente normale.
Ho rovesciato un biberon contenente 250 gr di latte in cucina, su finestra, sedie, forno a microonde, figlio maggiore, ciabatte, tetto; Marito ha dovuto smontare un mobile, il latte era finito pure là. Alle 7 del mattino. Pensavo di aver già dato questa settimana con un mega brufolo sulla fronte ed invece al peggio non c’è mai fine. Dopo circa un’ora ero in coda a un paio di Km da casa, telefonata di Marito: “Senti, Niccolò dice che oggi deve portare all’asilo delle calze antiscivolo per un laboratorio”. Io i laboratori non li facevo manco al liceo. Comunque le calze antiscivolo ce le avevo in borsa. Insieme ad un porta Ipad vuoto, ad un portaocchiali vuoto, ad una tisana Regolarità, a 37 scontrini sparsi, una foglia autunnale, una candelina etnica, una piccola tartaruga in cuoio, una confezione di Brioschi, il Codice Civile, la Smemo, una collana con ciondolo Gufo, un cd-rom (senza custodia) di un corso di tedesco, il temperino di Peppa Pig che per temperare le matite occhi è il massimo, un paio di annunci della scuola Marterna (la prossima settimana c’è l’election day) e tre taralli. 
Ho fatto marcia indietro e sono tornata a casa a consegnare le calze. Poi abbiamo scoperto che il laboratorio inizierà a gennaio e le calze serviranno a gennaio. Ma Niccolò è un bimbo davvero previdente.  
Io mi sono avventurata in un parcheggio a marcia indietro davanti all’asilo. In uno spazio davvero stretto. Fino ad oggi ho sempre parcheggiato in avanti, in posti molto larghi (piuttosto prendevo i mezzi pubblici). Ma ho detto basta. D’ora in poi solo parcheggi difficili, il prossimo anno mi candiderò per Donna Avventura.
Ho anche deciso di iniziare a correre, da domani, ore 6 del mattino. Non arrivo a Natale, me lo sento.
Marito ha messo un freno al mio shopping. Ma è come smettere di fumare. Sto ingrassando. Mi nutro di orsetti gommosi (as usual), di frutta secca (che pare faccia un gran bene ma forse in quantità diverse), bacche di goji e di pocket coffee.
Ma in compenso faccio tantissimo shopping virtuale, riempio carrelli, svuoto carrelli, metti la cera, togli la cera.
Stavolta l’ho fatto con Atos Lombardini: per il cappotto fucsia potrei pure smettere di mangiare caramelle (che equivale ad un risparmio netto in cure dentistiche, Marito pensaci su).

Oggi ho pure saputo di avere un buono sconto del 20% in un mega store milanese e ho scritto a Marito: “Ci serve qualcosa?” (plurale maiestatis per confondere le acque). Sua (di Lui) risposta: “NO! NON CI SERVE GNENTE! Ma il 20% pure su una borsa Chanel?” ; “Siiiiiii hai capito l’affare?” “Eh compra ciò che il tuo cuore, la tua coscienza, e la tua maturità ti dicono di comprare”.
Io quest’uomo qua lo amo. 
(ma il mio cuore, la mia coscienza e la mia maturità li ho persi tanto tempo fa alla svendita di Stella McCartney)
Non ho mai

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Non ho mai

Non ho mai giocato a Monopoli, visto i Goonies  (il genere fantasy non lo reggo, da piccola andavo su tutte le furie per ogni nuova replica di Fantaghirò – i suoi capelli urlavano vendetta).
Star Trek?Nemmeno quello.
Non ho mai letto Harry Potter.
Non ho mai avuto un abito Valentino né una borsa Chanel.
Non ho mai fatto il bagno a mezzanotte (troppo freddo, siamo pazzi?).
Non ho mai mangiato la pizza mare e monti (ma conterà pur qualcosa aver mangiato un paio di volte la pizza alla Nutella?)
Non ho mai condiviso il concetto di total look ma per la nuova Conscious Denim Collection di H&M potrei fare un’eccezione: 
Credits to designer.com

(Io e Marito: genitori in blue jeans)
Non ho mai giocato a tennis né a burraco o a scala quaranta. Non ho mai fatto tombola.
Non mi sono mai tuffata in piscina, io in acqua entro adagio, per ambientarmi.
Non ho mai indossato il cappello verde Borsalino che ho nell’armadio dal 2009 (e il 90% delle mattine Marito mi dice: “Oggi potresti indossare il tuo Borsalino!”)
Non ho mai guidato uno scooter, una moto, una lambretta, una vespa, un monopattino. E la sicurezza stradale ringrazia.
Non ho mai preparato la pasta fatta in casa. 
Non ho mai messo lo smalto rosa né la matita sulle labbra (e per fortuna). 
Non ho mai indossato l’arancione (quasi mai almeno), per questo Halloween rimedierò:
Camicie e giacca TOPSHOP:

Abito, zaino mostruoso, gonna e t shirt da paura ASOS:

Scarpe su Mytheresa o ballerine Roger Vivier (un grande classico) o sneakers Adidas by Raf Simons:

Ah. Per la serie “sogni strani a volte ritornano” ho sognato una svendita eccezionale, IMPERDIBILE. Entusiasmo alle stelle. Una svendita di biancheria per la casa, lenzuola in particolare. E’ l’inizio della fine, me lo sento.