vita da bimbi

“Mamma, per favore soffia!”

Ho organizzato per Niccolò un pomeriggio con gli amici, li ho guardati e osservati da lontano, con discrezione. Ho visto cambiamenti e la conquista di piccole autonomie. Non ho dovuto pianificare o suggerire i giochi da fare, non sono stata interpellata se non per fornire viveri e bevande, ho notato gesti da ragazzi e risate di complicità quasi adolescenziale. Un linguaggio nuovo che non ho mai conosciuto nel mio bambino (e non mi riferisco a parolacce ma allo slang giovanile). Le movenze di chi ascolta la musica facendosi trasportare dalle note, il volersi estraniare, muoversi in modo ondeggiante e dinoccolato.

Tutto è cambiato; Niccolò è un bambino quasi grande, un essere pensante, ha punti di vista e idee, è cocciuto e risoluto, crede sempre di aver ragione, mi stana nelle mie mancanze e nelle piccole bugie a fin di bene, ricorda tutto ciò che ho detto e non detto, quello che dimentico e quello che vorrei dimenticare.

Niccolò è con me ma ogni giorno mi manca di più, mi manca già il Niccolò di oggi, lui che mi ha insegnato la paura e l’amore che, in fin dei conti, sono due facce dello stesso sentimento perchè hanno a che fare con l’assenza e con la presenza. Lui che mi ha dimostrato che la maternità è un mettere e levare, un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda di come la si guardi, è equilibri ed incastri non solo di tempi o impegni ma soprattutto di intenti, la ricerca di un piano di stabilità tra ciò che siamo e ciò che ci immaginiamo.

I figli sono la pallina e noi mamme il piano inclinato, non riusciremo mai a fermare il loro movimento e non sarebbe nemmeno giusto farlo, anzi.

E Niccolò? É successo che stasera mi ha chiesto di mettergli la crema sulle mani arrossate ed irritate dal freddo e la crema bruciava e lui mi ha domandato: “Mamma, per favore soffia!” e ho ritrovato il mio bambino e ho ritrovato le volte in cui, da piccola, chiedevo quel soffio a mia mamma. Lo chiedevo io e lo chiede lui perchè, per un bambino, l’intervento della propria mamma è l’unico davvero risolutivo.

C’è una soluzione a tutto per un bambino e quella soluzione ancora per un po’ si chiamerà mamma.

 

ME
OLGA ZAPPALA'

 

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