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Compiti a casa

Ieri sera dopo cena Bombetti chino su un disegno da colorare gentilmente fornitoci dalle maestre della scuola materna e da consegnare il primo giorno.
(peraltro ha iniziato a colorare con il pennarello nero, io temendo un’analisi grafologica del disegno da parte delle maestre, che ne so se nero = cattiva madre/disagio in famiglia, gli ho suggerito di usare il verde che fa speranza – e coincidenza questo autunno va per la maggiore).
Cioè, c’abbiamo dei compiti pre-scuola.
Noi che siamo gente che gioca d’anticipo lo abbiamo fatto giusto 8 ore prima del suono della campanella. Il disegno me lo hanno consegnato 10 giorni fa, me lo ero dimenticato infognato tra i vari promemoria di cose da portare, ieri mattina mi sono messa un allarme sul cellulare per ricordarmelo.
Bombetti ha colorato 1 minuto (trattavasi di una caramella) per poi mettersi le mani fra i capelli e dire con fare sconsolato: “Papààà io voglio giocare, mi aiuti tuuu?”
E papà lo ha aiutato, ha colorato al posto suo. Si era fatta una certa. Marito intanto stirava pure etichette in stoffa da applicare su lenzuola/coperte/sacchetti e compagnia bella.
Abbiamo barato. Alle scuole elementari non sopravviveremo, lo so.
Stamattina tutta fiera (io) sono entrata in classe e ho detto alla maestra: “ecco qui c’è il disegno di Niccolò, hai visto che bella FARFALLA ha colorato?”
Maestra: “veramente è una caramella; Niccolò adesso la ritagliamo eh?”
(tra i denti: dovevate ritagliarla a casa, alla riunione con i genitori era stato specificato).
E comunque mi duole segnalare una irregolarità: un bambino, ecco non faccio nomi, ha riempito la caramella di stickers a forma di dinosauro senza colorarne nemmeno un angolino. Le regole sono regole. A fare il collage siamo tutti bravi, pure io che tengo la forbice con pollice ed indice. Se a Miss Italia ogni due per tre ne squalificano una per delle innocenti foto hot io come minimo mi aspetto, che ne so, un “stai 10 passi indietro come penitenza ad un due tre stella”.
Vabbè, Bombetti è stato il più timidone, le gambe della mamma per lui sono un porto sicuro. Ma so già che le maestre impareranno presto ad apprezzare la sua dolcezza e la sua onestà; i suoi modi gentili (“Mamma questo colore ti dona!”) ma decisi, la sua generosità e la sua allegria. Il suo umorismo e la sua intelligenza. 
E’ un bimbo sensibile che ha bisogno di tempo per fidarsi ed aprirsi ma quando finalmente lo fa dona tutto il suo mondo che è il più meraviglioso che ci sia (si può dire?). E’ il mio ometto e io sono davvero fiera di essere la sua mamma.
Ecco l’outfit per il primo giorno di scuola materna, studiato, questo si, con giorni di anticipo (altro che disegno):

TSHIRT: TAPETE (marchio olandese) con chitarra elettrica, acquistata (in compagnia della mia adorata Paola) da Mezzanotte Store, fi-chi-ss-i-mo negozio per bambini a Milano – per info ecco la pagina FB)
PANTALONI IN FELPA: BOBOLI
SNEAKERS: CONVERSE ALL STAR
CALZE: GAP
Mamma avrebbe voluto vestirsi così, con questi capi Lazzari, un brand “fatto con cura in Italia” (veneto per l’esattezza), andate a dare un’occhiata allo shop online, ne vale davvero la pena:
Abito con stampa “All my little friends” 100% seta

Camicia con croissant sul colletto, 100% seta

Camicia con tazzina e biscotto

Camicia con cartoncino del latte 100% seta

Portamonete a forma di toast: Croque-Monsieur e Croque-Madame, 100% vera pelle
Con questi abiti mi sarei sentita più “tonica” ed invece per l’emozione e l’agitazione mi sono beccata un’emicrania da record. 
“Signora maestra scusi ma non ho fatto i compiti perchè nonmisentivomoltobene”

ME
OLGA ZAPPALA'

 

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