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Noi qua ridiamo e scherziamo

baby fashion

Noi qua ridiamo e scherziamo

Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori c’è ancora gente che scrive “Propio” e “sufficente”
Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori ci sono ancora donne in attesa che sostengono che se la pancia è a punta, si aspetta un maschietto se è tonda una femmina. E se si soffre di bruciore di stomaco la causa è da attribuirsi alla capigliatura del bimbo.

Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori c’è ancora Rocco Casalino del Grande Fratello che lavora nell’ufficio stampa del M5S, indisturbato (grazie Marito)
Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori ci sono ancora donne che indossano biker-leggings e maxi maglia. Basta, ve ne prego. Il gioco è bello quando dura poco.
Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori c’è ancora gente che commenta status e foto scrivendo “TOP” e “Numero 1”.
Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori c’è ancora gente che fotografa gli Spritz e i Mojito e li posta su Instagram con frasi del tipo “ci voleva proprio”. Anch’io stamattina, uscendo dal bagno ho pensato la stessa cosa ma ho preferito tacere.
Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori c’è gente convinta ancora che la felpa sia un capo da usare solo in palestra. E che, al contrario, il tessuto tecnico sia una figata su una gonna. NO e ancora NO.
Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori ci sono ancora mamme che non tagliano a dovere le unghie ai propri figli. Soprattutto quelli che poi graffiano quotidianamente i miei. Questo qui è il momento in cui io lancio un hashtag che diventerà trendtopic della settimana: #tagliateleunghieaivostrifigli. A grande richiesta dopo #XF8inediti.
Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori c’è ancora gente che etichetta gli uomini/mariti/compagni come papà magari presenti ma maldestri, maniaci dell’ordine e della pulizia, appassionati di calcio, divano e playstation, cronicamente incapaci di farci un regalo e con i piedi puzzolenti. “Papà più fighi delle mamme”: un post al quale sto lavorando.
Noi qua ridiamo e scherziamo ma là fuori c’è uno stoccafisso, con la vitalità di un chicco di mais in scatola, che fa video tutorial sulle decorazioni per l’albero di Natale con Upim e Bigodino.
E sarei io. 
Che sembro lei:
(Esorcista 2)
Cosa dovrebbe fare un uomo per rendermi felice…

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Cosa dovrebbe fare un uomo per rendermi felice…

Ieri, rincasando, ho incontrato una mia vicina di casa ad occhio e croce sedicenne con il suo fidanzatino. Lui le aveva regalato un grossissimo mazzo di rose rosse.
Emozione. Romanticismo. Sospiri.
Anch’io più o meno fino ai 20 anni amavo ricevere fiori. Ero una ragazza romantica. Mi piacevano i gesti plateali, i regali recapitati a casa o in classe, le rose blu. Si. Proprio così. Vi ricordate la moda delle rose blu? E il bidello che bussava alla porta della classe annunciando una consegna per una prescelta fortunatissima?
Ecco io voglio dimenticare. Agghiacciante.
Ho evitato il romanticismo pure il giorno del mio matrimonio. Voglio dire, sono fregnacce e non fanno per me.
Marito: “Senti Olga a te piacciono le coccole?”
 
“Assolutamente NO”
 
“Peccato, a me tanto”
 
“Sono perdite di tempo prezioso”
Da qui la riflessione su cosa dovrebbe fare un uomo (cioè non un uomo in generale, facciamo Marito oppure Luca Argentero ad esempio) per rendermi felice:
1) D’inverno, al mattino, uscire da casa prima di me per sbrinare il parabrezza della mia auto.
2) Di ritorno dalla spesa al supermercato portarmi una sorpresa: i cookies con le gocce di cioccolato o una doppia confezione di caffé al ginseng.
3) Comprare sempre e solo pane di grano duro (il pane morbido mi fa andare su tutte le furie) e conservare per me la punta croccante.
4) Portarmi in una cartoleria ben fornita e dirmi: “Prendi quello che vuoi”.
5) Coprirmi la pancia di notte, mentre dormo. Se poi prendo freddo è un casino.
6) Raccontare agli altri che sono ganza & spiritosa. E che ho partorito senza eccessive lamentele. E che non rompo le scatole per le partite di calcetto o per le uscite con gli amici. Anzi, ben venga.
7) NON mangiare il fondo della scatola dei cereali. Quelli sbriciolati sono i miei preferiti per fare la pappetta con il latte.
8) Imparare a cucire e sistemarmi gli orli dei pantaloni o attaccarmi un bottone. E occuparsi della pulizia delle mie scarpe.
9) Tagliarmi in piccoli pezzi l’insalata Iceberg: foglie troppo grosse sono ingestibili per la mia mandibola.
10) Regalarmi tanti libri, organizzare un paio di volte all’anno un weekend (in una grande città, no campagna, no montagna) a sorpresa e dirmi che sono una mamma volenterosa.
11) Riscaldare il mio accappatoio sul calorifero mentre faccio la doccia (beh questo lo faceva sempre mia mamma).
12) Ridere alle mie battute tipo: “Sai qual è il colmo per un asino?” “Avere una febbre da cavallo!”
13) Ascoltarmi davvero (ed eventualmente interagire) quando gli spiego perché il blu ed il nero insieme SI possono abbinare.
(Romantici a chi?Noi siamo una coppia del vecchio West!)
 
Del resto a 30 anni l’amore è un apostrofo rosa tra le parole “sciatica e zuppa d’orzo”.
Cosa dovrebbe fare un uomo per rendermi felice…

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Cosa dovrebbe fare un uomo per rendermi felice…

Ieri, rincasando, ho incontrato una mia vicina di casa ad occhio e croce sedicenne con il suo fidanzatino. Lui le aveva regalato un grossissimo mazzo di rose rosse.
Emozione. Romanticismo. Sospiri.
Anch’io più o meno fino ai 20 anni amavo ricevere fiori. Ero una ragazza romantica. Mi piacevano i gesti plateali, i regali recapitati a casa o in classe, le rose blu. Si. Proprio così. Vi ricordate la moda delle rose blu? E il bidello che bussava alla porta della classe annunciando una consegna per una prescelta fortunatissima?
Ecco io voglio dimenticare. Agghiacciante. 
Ho evitato il romanticismo pure il giorno del mio matrimonio. Voglio dire, sono fregnacce e non fanno per me.
Marito: “Senti Olga a te piacciono le coccole?”

“Assolutamente NO”

“Peccato, a me tanto”

“Sono perdite di tempo prezioso”
Da qui la riflessione su cosa dovrebbe fare un uomo (cioè non un uomo in generale, facciamo Marito oppure Luca Argentero ad esempio) per rendermi felice: 
1) D’inverno, al mattino, uscire da casa prima di me per sbrinare il parabrezza della mia auto.
2) Di ritorno dalla spesa al supermercato portarmi una sorpresa: i cookies con le gocce di cioccolato o una doppia confezione di caffé al ginseng.
3) Comprare sempre e solo pane di grano duro (il pane morbido mi fa andare su tutte le furie) e conservare per me la punta croccante.
4) Portarmi in una cartoleria ben fornita e dirmi: “Prendi quello che vuoi”.
5) Coprirmi la pancia di notte, mentre dormo. Se poi prendo freddo è un casino.
6) Raccontare agli altri che sono ganza & spiritosa. E che ho partorito senza eccessive lamentele. E che non rompo le scatole per le partite di calcetto o per le uscite con gli amici. Anzi, ben venga.
7) NON mangiare il fondo della scatola dei cereali. Quelli sbriciolati sono i miei preferiti per fare la pappetta con il latte.
8) Imparare a cucire e sistemarmi gli orli dei pantaloni o attaccarmi un bottone. E occuparsi della pulizia delle mie scarpe.
9) Tagliarmi in piccoli pezzi l’insalata Iceberg: foglie troppo grosse sono ingestibili per la mia mandibola.
10) Regalarmi tanti libri, organizzare un paio di volte all’anno un weekend (in una grande città, no campagna, no montagna) a sorpresa e dirmi che sono una mamma volenterosa.
11) Riscaldare il mio accappatoio sul calorifero mentre faccio la doccia (beh questo lo faceva sempre mia mamma).
12) Ridere alle mie battute tipo: “Sai qual è il colmo per un asino?” “Avere una febbre da cavallo!”
13) Ascoltarmi davvero (ed eventualmente interagire) quando gli spiego perché il blu ed il nero insieme SI possono abbinare.
(Romantici a chi?Noi siamo una coppia del vecchio West!)

Del resto a 30 anni l’amore è un apostrofo rosa tra le parole “sciatica e zuppa d’orzo”.
Se fosse…

baby fashion

Se fosse…

Se fosse un colore…

Bombetti sarebbe il celeste
Trombetti sarebbe il rosso

Se fosse un animale…

Bombetti sarebbe un koala
Trombetti IDEM

Se fosse una canzone...

Bombetti sarebbe La leva calcistica del 68′
Trombetti sarebbe Il rock di Capitan Uncino

Se fosse un film…

Bombetti sarebbe E.T. L’extraterrestre
Trombetti sarebbe Una notte da Leoni

Se fosse un capo di abbigliamento o un accessorio…

Bombetti sarebbe il cappello
Trombetti sarebbe le scarpe

Se fosse un libro…

Bombetti sarebbe Pezzettino di Leo Lionni
Trombetti sarebbe Un libro di Hervé Tullet

Se fosse un luogo geografico…

Bombetti sarebbe l’Everest
Trombetti sarebbe Los Angeles

Se fosse una fantasia…

Bombetti sarebbe le righe
Trombetti sarebbe una stampa optical

Se fosse un brand di moda…

Bombetti sarebbe Petit Bateau 
Trombetti sarebbe Paul Smith Junior

(esattamente il contrario delle loro primissime tutine appena nati) 

Se fosse uno dei 4 elementi…


Bombetti sarebbe l’aria
Trombetti sarebbe l’acqua

Se fosse un mese…

Bombetti sarebbe ottobre
Trombetti sarebbe luglio

Se fosse un periodo storico…


Bombetti sarebbe l’Antica Grecia
Trombetti sarebbe gli anni 80′

Se fosse un evento atmosferico…

Bombetti sarebbe una piccola pioggerella incessante
Trombetti sarebbe: suona male se dico il terremoto?

Se fosse un cibo…

Bombetti sarebbe un piatto di spaghetti al pomodoro
Trombetti sarebbe una paella

Se fosse una parte del corpo…

Bombetti sarebbe gli occhi
Trombetti sarebbe la pancia

Se fosse un mestiere…

Bombetti sarebbe un ingegnere
Trombetti sarebbe un regista

Se fosse una regione…

Bombetti sarebbe il Trentino Alto Adige
Trombetti sarebbe la Toscana

Se fosse un pregio…

Bombetti sarebbe la sensibilità
Trombetti sarebbe la fantasia

Se fosse un difetto…

Bombetti sarebbe la timidezza & l’insicurezza
Trombetti sarebbe la testardaggine e l’arroganza

Gemelli (con identica maglia a righe DPAM) diversi…

Sto comprendendo pian piano il carattere dei miei figli, sono diversi ogni giorno di più o sono io a vederli così (influenzandoli di conseguenza)?

(Mamme, provate anche voi a fare questo giochino con i vostri bimbi?)