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L’ultimo giorno di scuola

Oggi è l’ultimo giorno di scuola. Sono state settimane ricche di eventi scolastici. Tripla festa di fine anno, asilo nido, scuola materna e scuola elementare. Recite, fiera del dolce con ciambelle da preparare, aperitivi, grigliate con salamelle, doppio picnic. E io mi sono commossa come davanti ad una svendita di Stella McCartney, nonostante Nic, Edo e Bz non abbiano avuto praticamente alcun ruolo e non siano nemmeno remigini (ma i remigini degli altri mi fanno comunque piangere).

La commozione sta nella considerazione di come loro stiano vivendo degli anni, scolasticamente parlando, meravigliosi e dannazione non se ne rendono conto, impegnati come sono a mettersi le dita nel naso e a far pernacchie. Quel meraviglioso friccico ner core dell’ultimo giorno di scuola.

Poi vabbè aggiungo pure che giugno è tempo di esami ed in radio Venditti spacca “maturitààà t’avessi preso primaaaa” e l’anno della maturità per me è stato uno dei più belli della mia vita, mattinata al mare e pomeriggio sui libri (e altro che spiegherò ai miei figli quando saranno legalmente maggiorenni) e azzo sono già passati 16 anni, sparatemi.

Insomma bimbi, godetevi questi anni perché dopo verrà il tempo in cui sarete costretti a studiare la storia dei Babilonesi e adesso alzi la mano chi sa dove sta la Babilonia e dovrete affrontare la prova peggiore che si possa chiedere ad un ragazzo di prima media: il test di Cooper. Quantomeno voi, Nic e Edo, in quanto maschi, non avrete il problema dell’ora di ginnastica alle scuole medie con peli superflui perchè “sei ancora una bambina e hai solo peluria bionda!” (come convivere con una madre daltonica). Bianca Zoe sul tema è messa molto male. E non affrontiamo l’argomento pertica perché potrei piangere.

Verranno tempi in cui la vostra domenica sarà un mezzo incubo perché il lunedì avrete 2 ore di Latino, 2 di greco, 1 di matematica, 1 di italiano. Un orario che non potrò mai più dimenticare in vita mia.  Tempi nei quali dovrete sillabare pure la parola ga-bi-net-to (giusto così?) e analizzare la frase “Mia mamma è una gran bella donna nonostante abbia già 40 anni” con analisi logica, analisi grammaticale e analisi del periodo. Stato in luogo, moto da luogo, moto per luogo, moto a luogo, il mio consiglio: state a casa.

Momenti in cui vi chiederete il significato del triangolo scaleno o del poliedro equicuspide. E ci sarà papà ad aiutarvi perchè la mamma conosce un’unica figura geometrica, il cono (gelato).

I tempi degli innamoramenti veloci, quelli che durano quanto un brufolo ma che ti lasciano l’amaro in bocca ed un taglio di capelli opinabile. Bambini, alla vostra mamma 13enne piaceva un ragazzo che non se la filava di striscio (ma del resto la vostra mamma aveva delle sopracciglia importanti e vestiva 012 Benetton), una mattina prima di prendere l’autobus per andare a scuola la vostra mammina tagliò di netto un ciuffo di capelli sul davanti che non ne voleva sapere di stare al suo posto. Beh, il ragazzo in questione si fidanzò con una ragazza con le tette.

Tutto questo per dirvi, bambini miei, che la scuola da grandi è meravigliosa (sì sul serio!) ma psicologicamente impegnativa e quindi non vi resta che godervi questi anni in cui la pubertà è lontanissima e profumate ancora di latte e biscotti.

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