Un nuovo inizio

È arrivata in silenzio, secondo i piani di noi tutti, quasi senza far rumore. Con il parto lampo che avevo sempre desiderato e diurno per giunta (come aveva sperato Marito). “Scusate, vado un attimo in pausa pranzo e torno”. Toh, ho partorito, cosa si fa oggi pomeriggio? Qualche impegno?

Domani avrà 10 mesi Bianca Zoe e io oggi torno alla vita dei grandi, torno al lavoro. Ho trascorso 10 mesi ad altissimo contatto, 10 mesi semplici perché lei rende tutto facile con la meraviglia del suo esserci adesso e sempre.

Questo, per me, sarà un gennaio all’ennesima potenza, un lunedì che più lunedì non si può, nuovo anno, vita nuova (almeno rispetto al mio ruolo di mamma a tempo – quasi- pieno degli ultimi tempi), un nuovo inizio.

So bene che Bianca Zoe sarà capace di adattarsi, sono certa che, con i nonni, sarà felice e coccolata, so bene che sarò io a soffrire più di lei. Hanno grandi strumenti i bambini, competenze che noi grandi non immaginiamo nemmeno.

Eppure, in quelle ore di lavoro nelle quali io riprenderò il mio posto nel mondo, mi mancherà il suo sorriso cristallino e sincero. Quel sorriso in cui io vedo tutta la vita che c’è. E no, non ci ho fatto l’abitudine, alle assenze ed alle mancanze non ci si abitua mai. In un certo senso la terza esperienza è la più complicata (non oso immaginare la quarta o la quinta…), si perde l’ingenuità del primo distacco e si ha la grande consapevolezza delle difficoltà pratiche e non.

Non basta esercitarsi per superare il distacco: quando si diventa genitore si capisce davvero che, per quanto ci si metta d’impegno, il cuore è quel muscolo che non si potrà mai (più) allenare. E il cervello? Beh, quello corre veloce e non si ferma mai, comanda pensieri che come le palline di un flipper si muovono da un figlio all’altro per poi tornare a noi mamme in una partita senza gettone.

Come mi sono preparata? Con una pianificazione serrata ed una organizzazione “militare” che comprende derrate alimentari e piatti pronti già surgelati, tabelle di marcia in ore, minuti e secondi, piani sostituzione e turni lavorativi (da baby sitter intendo) spalmati sulle 30 ore giornaliere (con 3 figli le 24 ore non bastano più), con una scorta di fazzoletti, caramelle, dolciumi e…con un nuovo alleato, il Digimonitor 2.4” Plus di Miniland.

Un nuovo inizio con Miniland

Si tratta di un baby monitor portatile (con batteria ricaricabile) dal pannello frontale touch ma con grande portata (fino a 250 metri) e accessibile da qualsiasi luogo in cui sia disponibile una connessione internet grazie all’App eMybaby che mi permetterà di vedere la piccola Bianca Zoe da computer, smartphone o tablet.

Il Digimonitor 2.4” Plus di Miniland mi piace perché “restituisce” un’immagine di qualità anche in visione notturna o con possibilità di effettuare zoom; contiene 5 melodie preregistrate e consente di regolare la sensibilità di attivazione ai rumori (se il bimbo fa piccoli versetti durante la nanna si può far in modo che il monitor non si attivi immediatamente facendo sussultare mamma e papà per un nonnulla). Tutti gli orari saranno sotto controllo grazie alle funzioni di impostazione di sveglie per la pappa, i pasti, la nanna e per un controllo a 360° ecco i 4 canali per connettere fino a 4 telecamere.

Un nuovo inizio con Miniland un nuovo inizio con Miniland

Io torno al lavoro ma una sbirciatina a Bianca Zoe non me la leva nessuno, perché lei, davvero non mi basta mai.

Miniland

Ph. Credits Alessandra Guidetti Photography

 

 

 

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