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ZeroBriciole: cibo in movimento

Qualche tempo fa sul mio profilo Instagram sono sbucate delle simpaticissime foto di me, in pausa pranzo, mentre addentavo uno stecco gelato. Un bel gelatino di verdure. Un pranzo targato ZeroBriciole.

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Oggi vi propongo l’intervista a Martina Camporeale, ideatrice e fondatrice di ZeroBriciole.

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Raccontaci cos’è e com’è nato ZEROBRICIOLE: hai avuto un’idea “improvvisa” o si tratta di un progetto studiato e “ragionato” a lungo?

Una delle caratteristiche che contraddistingue me e ZeroBriciole è la velocità. Io sono stata consulente per la ristorazione per circa 10 anni, ho fatto il sommelier per molto tempo, ho frequentato lo IED e poi mi sono laureata in Scienze della Comunicazione all’Università Lumsa. Da consulente aiutavo altri imprenditori outsider che volevano investire nella ristorazione. Mi capitavano molti progetti interessanti da sviluppare ma mai nessuno che volesse fare un catering o un food delivery che sono sempre stati i miei sogni. Mi piace l’idea del cibo in movimento, guardavo realtà estere come Londra e pensavo che l’Italia fosse indietro rispetto a questa tendenza.

Amo profondamente questo settore in tutte le sue sfaccettature e quindi ZeroBriciole mi è nata in testa e ho deciso di scegliere la città giusta per lanciarlo, anche dal punto di vista climatico (quando c’è troppo freddo o troppo caldo la gente preferisce restare a pranzo in ufficio): Milano.

A marzo ZeroBriciole compie 3 anni. Quando sono arrivata a Milano mi sono inserita in un spazio di coworking, un incubatore di startup innovative  che si chiama Impact Hub. Dall’idea alla realizzazione sono passati 6/7 mesi che è un tempo record per il settore.

Come hai scelto e scegli il menu?

La scelta del menu è scaturita da diverse condizioni, prima di tutto la promessa contenuta nel nome ZeroBriciole. Noi ci chiamiamo così perché il nostro cibo è stato studiato e pensato per un contesto che non è quello della tavola ma è la scrivania. Il nostro cibo deve essere un cibo agile che non sporca, che non si sbriciola, facile da mangiare mentre si lavora.

Ad esempio durante i catering per noi è fondamentale avere un prodotto che faciliti il networking. Ti sarà capitato tante volte di partecipare ad un evento e di essere ad un buffet prigioniera degli strumenti per mangiare, se poi ti capita di incontrare una persona e dover dare un biglietto da visita sei spacciata!

Abbiamo fatto una grandissima ricerca sulla forma del cibo, abbiamo ad esempio, creato lo stecco:

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La forma è il punto di maggiore attenzione. La nostra innovazione non si basa tanto su una ricetta impossibile o su un ingrediente rarissimo quanto sullo stravolgere il modo in cui mangiamo le cose. Il tradizionale risotto alla milanese o la cotoletta di pollo prendono la forma di un gelato. La torta Sacher un leccalecca che mangi in pochi morsi composti.

Per quanto riguarda gli ingredienti siamo molto attenti a chi è vegetariano o vegano e curiosi rispetto alle cucine del mondo. ZeroBriciole è nata dopo anni di viaggi e assaggi da parte mia. La cucina della tradizione non è quella che ci rappresenta: ci piace la cucina come melting pot di sapori e di esperienze. Rimaniamo sempre aggiornati sulle nuove tendenze.

In cucina c’è Lucia, la nostra cuoca, è romagnola e quindi ha nel suo DNA una cucina golosa e gaudente, è un architetto e la sua storia mi è subito piaciuta. Mi piacciono le persone che ad un certo punto della vita hanno voglia di reinventarsi perché hanno grandissime energie e portano una visione di un settore totalmente diverso e quindi originale.

Ho notato che voi di ZeroBriciole curate particolarmente il packaging, l’aspetto del cibo, l’estetica. Quanto ritieni importante questo aspetto?

Del packaging se ne occupa Paola, una ragazza laureata in Design al Politecnico; è lei a curare la parte grafica e di innovazione di prodotto nonchè l’allestimento dei buffet.

Fanno parte del nostro staff anche Barbara che si occupa della gestione degli eventi insieme a me, ed è anche una cuoca macrobiotica e vegana e ci aiuta molto a tenerci sempre informati sugli ingredienti più particolari di queste cucine (non possiamo vivere senza bacche di Goji!) e Ivana che viene da un’esperienza nelle cucine di un asilo e visto il nostro interesse nei confronti dei bambini, troviamo davvero importante il suo supporto.

Tornando all’aspetto del cibo, ti dico che l’estetica per me è imprescindibile. Molti pensano che la bellezza sia un valore vuoto, invece per me non lo è affatto. Il cibo è intrinsecamente bello: pensa ad un peperone, ad un pomodoro, sono perfetti!Quindi un essere umano che cucini un prodotto della natura deve rispettarlo fino alla fine e deve restituirlo nella forma più bella possibile.

L’elastico che chiude i pacchetti di ZeroBriciole diventa un vero e proprio braccialetto!Ti piace la moda?

La moda mi piace molto e non è mai abbastanza!In ZeroBriciole abbiamo spesso sbirciato il linguaggio della moda per capire quali dinamiche potessero essere utili per  noi, quindi anche le etichette in cui raccontiamo gli ingredienti dei piatti sembrano quelle che penzolano dai vestiti nuovi.

Per quanto riguarda l’elastico a forma di X il nostro obiettivo è fare un micro dono al cliente sostenendo il concetto del riuso più che del riciclo. Riciclare in fondo è un gesto complesso, non vediamo il processo fino alla fine. Invece il riuso è qualcosa che possiamo fare noi dalla A alla Z, prendo un oggetto e ne allungo la vita. Con i nostri elastici io, ad esempio, ci chiudo la pasta, altri li usano come braccialetti o elastici per capelli!

So che sei anche una mamma ed il tuo socio (ndr Armando Zappalà) è diventato papà da un anno. Avete mai pensato all’introduzione nel menù di qualche pappa per i più piccoli?

ZeroBriciole è divertimento. L’aspetto ludico è fondamentale. Abbiamo fatto diversi eventi ai quali partecipavano anche bambini e siamo riusciti a far loro mangiare gli spinaci a forma di stecco gelato. E quindi tante mamme ci hanno sollecitati sul tema perché i bimbi li conquisti anche attraverso la forma. La nostra volontà è di dedicarci presto a qualche proposta per i bimbi.

Come concili il tuo essere imprenditrice con il ruolo di mamma?E la sera, torni a casa e…mangi cosa?

Linda, la mia bimba,  ha un anno e mezzo. L’unico modo per conciliare è accettare di essere un essere umano imperfetto. L’arrivo di Linda ha comportato per me uno stravolgimento enorme perchè come tutti gli imprenditori sanno se hai un’azienda tua lavori sempre. Non stacchi mai. Quindi ho deciso di darle del tempo di qualità ritagliandoci i nostri spazi. Dietro ad una grande donna c’è una grande tata!

Quando arrivo a casa mi piace cucinare ma non sempre riesco a trovare le energie e lo spazio per farlo. Mi affido ai manicaretti che prepara il mio compagno che è diventato, da quando lo conosco, un cuoco provetto. Mi piace però molto andare a cena fuori!

ZeroBriciole è anche catering, che tipo di eventi organizzate?Seguite un concept particolare?

Ci concentriamo molto su eventi aziendali, al 99%, più che su eventi privati.

Il nostro cibo è attraente per le aziende: la presentazione di un libro o di una sfilata, ad esempio.

Cerchiamo di codificare il messaggio del cliente attraverso il cibo in modo che anche il momento del buffet sia un’occasione di comunicazione del brand. Il cibo ha un potere comunicativo fortissimo e le aziende lo sanno.

RED Feltrinelli e ZeroBriciole: di cosa si tratta?

Feltrinelli è un brand con cui lavoriamo molto bene. Si tratta di un’operazione pilota che è nata all’inizio di quest’anno, all’interno di Red in piazza Gae Aulenti sono in vendita i prodotti di ZeroBriciole ed in più, a marchio congiunto, presentiamo i nostri servizi di food delivery ai dipendenti delle Torri Unicredit.

Credi che l’Expo possa dare una scossa reale ai progetti legati al food?

L’Expo 2015 sarà l’occasione per far capire che il tema cibo non può essere ignorato e non può essere trattato con leggerezza. ZeroBriciole ha già dentro di sé molti dei valori promossi da Expo: siamo un catering eco sostenibile, usiamo ingredienti di stagione, riduciamo al minimo la produzione di rifiuti, siamo multiculturali. Per l’Expo stiamo proponendo catering molto leggeri dal punto di vista dell’impatto ambientale e stiamo analizzando ogni singolo piatto dal punto di vista della sua impronta ambientale: quanto inquina, ad esempio, una macedonia con la frutta esotica?

ZeroBriciole è un vero e proprio format: lo esporterete in altre città?

ZeroBriciole è già nato nell’ottica di una possibile catena o franchising. Abbiamo una identità ed una riconoscibilità molto forte. Abbiamo tantissime richieste di persone in tutta Italia e stiamo valutando.

Come hai conosciuto il tuo socio Armando?

Armando mi ha contattata per chiedermi consigli su un’attività nel campo food che aveva intenzione di lanciare. In quel momento ZeroBriciole stava per esplodere ma io avevo bisogno di un complice (avevo avuto la bimba da pochissimo) ero piena di idee che non avrei potuto realizzare da sola. Ho conosciuto quindi Armando e ho subito pensato che fosse la persona giusta per salire in corsa nel progetto ZeroBriciole. Gli ho fatto una mia controproposta e lui ha accettato!

E per finire: un consiglio furbo e veloce per rendere più belli i nostri impiattamenti domestici:

Io uso un escamotage: il coppa pasta che aiuta a fare un piatto ordinato. Guardo sempre gli equilibri geometrici e cromatici ed il numero degli elementi, non supero mai i 3/4 in ogni piatto. Metto una salsa sotto, un cilindro sopra, e a chiudere un piccolo elemento in alto. Ad esempio, un puré di piselli, un po’ di orzo perlato e sopra un pomodoro confit o dei tentacoli di seppioline. Un tema circolare per un risultato molto gradevole!

A questo punto non mi resta che ringraziare Martina e…correre a cucinare!

(Voi gustatevi le foto di ZeroBriciole e sintonizzatevi sulla pagina Facebook, Twitter ed Instagram)

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32 anni, vivo a Milano con tre bambini, un Marito ed un grande armadio. Alterno vestiti a libri, parole scritte a quelle parlate.

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