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“1,2,3… RESPIRA!” : scegliamo adesso come respirare

Nella zona in cui vivo (residenziale, con molto verde e grandi piste ciclabili), il comune ha avviato un progetto che si chiama Pedibus: i bambini possono raggiungere le relative scuole a piedi in compagnia e con il supporto di un gruppo di genitori volontari (e non conta la stagione, con il giusto abbigliamento, stivali da pioggia e un grande ombrello è sempre possibile camminare per poche centinaia di metri). Trovo si tratti di un’iniziativa importante a fini educativi – un cambio di mentalità deve partire dai più piccoli, pensare che ogni nostra azione abbia un impatto globale è un insegnamento fondamentale (e, forse, dovremmo essere noi adulti i primi a comprenderlo).

E voi, da genitori e cittadini vi siete mai preoccupati della qualità dell’aria respirata dai vostri bimbi (e da voi stessi)? Avete mai immaginato di adottare, a questo fine, piccoli cambiamenti nella vostra routine quotidiana? Scegliere di accompagnare a scuola un bimbo (o in bici) richiede certo piccoli aggiustamenti di orari al mattino: da mamma di tre mi rendo conto quanto questo possa “spaventare” e apparire complicato ma, vi assicuro, possibile. O ancora, avete mai pensato a soluzioni alternative di riscaldamento e combustibili per la vostra casa? L’emergenza smog nelle nostre città non dipende infatti solo dal traffico: oltre il 50% del Pm10 e del monossido di carbonio emessi ogni anno in Italia derivano dalle abitazioni riscaldate con tecnologie vecchie e combustibili fortemente inquinanti. Bisognerebbe quindi “decarbonizzare” gli immobili pubblici e privati e puntare su Gpl e gas naturale, in quanto fonti più pulite,  per riscaldare con un minor impatto ambientale la propria casa.

Liquigas, società leader in Italia nella distribuzione di GPL e GNL per uso domestico, commerciale e industriale, presenta un nuovo progetto di educazione ambientale dedicato agli studenti delle classi 3ª  delle scuole medie. L’iniziativa si chiama “1,2,3… RESPIRA!” e mira a informare e formare ragazzi, insegnanti e famiglie su temi legati allo sviluppo sostenibile con un focus sul rapporto tra la qualità dell’aria e le forme di energia attualmente disponibili e impiegate quotidianamente in Italia.

In cosa consiste il progetto? 1,2,3… RESPIRA!” prevede un percorso didattico e interdisciplinare di approfondimento all’interno dell’insegnamento di scienza e tecnologia: 25.000 ragazzi in 300 istituti nelle regioni Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Veneto, e Trentino- Alto Adige, hanno studiato grazie ad un programma interattivo e tecnologico e con materiali didattici appositamente forniti da Liquigas come il Quaderno Operativo che, tramite approfondimenti, esercitazioni, attività di laboratorio e un interessante glossario, spiega con un linguaggio adatto ai 13enni di oggi fonti e forme di energia, cos’è e come si misura la qualità dell’aria e così via.

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A chiusura del percorso formativo un concorso di idee in cui gli studenti hanno presentato 100 progetti, proposte concrete sul tema (e suggerimenti su comportamenti utili da adottare nella vita di tutti i giorni) valutate da una giuria di qualità: i premi? Materiali utili per le scuole, strumenti tecnici e tecnologici che sappiamo essere fondamentali per gli istituti italiani.

Solo qualche dato che mi ha molto colpita: dallo studio Mal’Aria di Legambiente è emerso che  il 2018 è stato un anno da codice rosso per la qualità dell’aria, ben 55 capoluoghi di provincia hanno superato i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono, e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori per i problemi di salute legati all’inquinamento (5 città lombarde sono ai primi 10 posti delle città italiane più inquinate).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inoltre messo in evidenza come i bambini siano i soggetti più colpiti dalla cattiva qualità dell’aria e quelli più a rischio di infezioni respiratorie: il 93% dei ragazzi al di sotto dei 15 anni, infatti, è esposto a livelli di polveri sottili (PM 2,5) superiori a quelli previsti dalle linee guida dell’OMS. Dati allarmanti che non possiamo più sottovalutare; il problema del riscaldamento globale non è lontano da noi (non lo è mai stato in verità) e non si può più tacere. Tutti siamo responsabili attraverso le nostre scelte e azioni e possiamo impegnarci personalmente a migliorare le condizioni dell’ambiente nel quale viviamo. Pensiamo al riscaldamento domestico: ci siamo mai posti il problema? Io sinceramente NO: l’utilizzo di biomassa solida, come la legna, e una cattiva manutenzione degli impianti di riscaldamento, contribuiscono fortemente alle emissioni inquinanti, ed è per questo fondamentale prendere in considerazione combustibili alternativi, più sostenibili, come GPL e GNL.

Vi suggerisco infine un veloce test per misurare la vostra impronta ecologica personale (si tratta di un insieme di domande sui vostri comportamenti in casa e fuori – es. cibo consumato, auto guidate, elettrodomestici posseduti, riscaldamento casalingo): vi dico, vergognandomi moltissimo, che i miei consumi sono risultati superiori alla media quanto ad impatto sull’ambiente e se tutti consumassero come me servirebbero 6,23 pianeti!

E, invece, il nostro pianeta è uno soltanto: è arrivato il momento, scegliamo adesso come respirare!

 

 

 

 

 

 

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