Skip to content

Allattare in pubblico: si o no?

“Allatta al seno il figlio di 3 mesi: allontanata dall’ufficio postale”

“Vietato allattare: giovane mamma allontanata dalle Poste mentre allatta”

“Biella: qui in Posta è vietato allattare al seno”

In Italia si allatta poco, troppo poco, almeno una mamma su due abbandona l’allattamento esclusivo al seno già al terzo mese del bambino. Siamo ben lontani dalle raccomandazioni dell’OMS di allattare esclusivamente con latte materno fino ai 6 mesi del bambino. Ed in Italia, succede un giorno di gennaio, anno 2017, di leggere titoli del genere sui principali quotidiani nazionali.

Ho allattato ovunque i miei bambini: in spiaggia, al ristorante, in fila alle casse del supermercato, per strada durante una passeggiata, all’Ikea, in treno, in aereo, a casa di tutti i nostri amici. Non mi sono mai preoccupata degli astatanti, trovo ovviamente assurdo che qualcuno possa turbarsi per un gesto tanto naturale. Di eventuali critiche e occhiatacce me ne sono sempre fregata. Non c’è stato, in verità, un posto dove io non abbia allattato, con tre figli e tre lunghi allattamenti non è poi molto strano. Ho allattato ovunque e ho usato degli accorgimenti, come quella volta in cui ho allattato Bianca Zoe durante un convegno di lavoro, seduta accanto ai miei colleghi. Nessuno di loro avrebbe avuto nulla da ridire, anzi, erano tutti estasiati alla vista della piccolina ma ho preferito coprirmi con un lenzuolino, per pudore mio e non per richiesta altrui. Per tutelare quell’intimo e delicato momento che è l’allattamento. Ho sempre nutrito i miei figli con discrezione e non si tratta nè di vergogna nè di perbenismo, per quanto mi riguarda si tratta di rispetto per loro e per noi, per quel momento solo nostro, unico e speciale.

All’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano, il terzo punto nascita in Lombardia, un polo di eccellenza in Italia per la cura delle patologie pediatriche, punto di riferimento regionale per lo screening neonatale, quel luogo speciale dove sono nati tutti e tre i miei figli e dove l’allattamento al seno è promosso e tutelato esiste un posto per mamme e bambini, un’area pit stop per allattare con calma, privacy e serenità i propri piccoli. Mica al Buzzi sono impazziti? Mica vogliono isolare le mamme allattanti? Assolutamente no! C’è qualcosa che noi madri che viviamo la maternità con il piede fisso sull’acceleratore stiamo dimenticando: l’allattamento non è solo un atto meccanico-fisico, non è solo la soddisfazione del primario bisogno di cibo ma è anche un mutuo scambio di amore tra mamma e bambino, sono gli sguardi che ci si scambia, le coccole che ci si fa. Troppo spesso ho vissuto le poppate dei miei figli come un dovere o un’incombenza, imponendomi un limite di durata (“non più di 10 minuti per lato!”) e ignorando completamente la sacrosanta esigenza di tranquillità di un bebè. Non l’ho fatto certo per menefreghismo ma piuttosto per far fronte ai mille impegni ai quali non ho saputo dire di no nemmeno a pochi giorni dal parto. C’è poi quell’idea alla quale ci attacchiamo con tutte le nostre forze e che ho ferocemente sostenuto almeno fino al secondo figlio: la nostra vita dopo un bambino non può e non deve cambiare, ho il diritto di far tutto ciò che facevo prima. Giusto, importante anche, ma se c’è una cosa che mi ha insegnato la terza maternità è che un bebè ha esigenze specifiche che andrebbero tutelate, senza eccessi in un senso e nell’altro. Abbiamo tempo di riprenderci la vita che avevamo prima (per quanto possa interessarci farlo perché, forse, se abbiamo messo al mondo dei figli, abbiamo deciso di migliorarla e cambiarla la vita di prima), non mettiamoci fretta, non mettiamo fretta ai nostri piccoli.

E allora fa certamente bene il ministro Madia ad emettere una direttiva che garantisca la possibilità di allattamento in tutti gli uffici pubblici: allattare è un gesto naturale e meraviglioso e va tutelato e rispettato sempre e comunque. Una cosa però non dimentichiamola: quel rispetto che giustamente pretendiamo per noi donne-mamme doniamolo anche ai nostri bambini.

In fondo, oltre ad essere una questione di equilibrio e buon senso, é una questione di tempi, di ri-prenderci il tempo della maternità, il nostro diritto ad essere madri non-di-corsa.

Da parte mia molta, moltissima solidarietà alla mamma di Biella cacciata dall’ufficio postale, il mio post nasce dall’indignazione per quanto accaduto e da riflessioni personali dettate da anni di allattamento in pubblico.

allattare in pubblico

Io e Bianca Zoe, quasi 11 mesi, ancora allattata al seno con grande gioia di mamma e bambina; ho delle foto di me che la allatto, foto che conservo gelosamente come gelosamente tutelo i miei più intimi sentimenti.

 

3 comments on “Allattare in pubblico: si o no?”

  1. Anche io sono inorridita, soprattutto per la mancanza di tatto con cui vengono trattate spesso e volentieri le mamme che hanno bisogno di allattare. Io sono sempre stata un’anti mamma-che-allatta-sempre-e-ovunque, finché non mi ci sono trovata io. La mia pupa piccola (soprannominata al nido “aquila strillante”) si faceva venire gli attacchi di fame nei momenti per me meno opportuni, tipo durante la spesa all’ipermercato il sabato pomeriggio. Mi ricordo che una volta, avrà avuto un paio di mesi, ha cominciato a urlare talmente forte che presa dal panico perché non smetteva l’ho attaccata in piedi nella corsia della pasta. La gente che si trovava lì mi ha applaudito, tanto era il sollievo perché finalmente la bimba aveva smesso di piangere!
    Scherzi a parte, non vedo che male ci sia! Il rapporto intimo madre-figlio viene sacrificato, magari alcuni passanti si sentono oltraggiati, ma quando un bambino ha fame non si scherza!

  2. Credo che siamo tutti diversi e tutti abbiam oun puntodi vista diverso ma come ho scritto non mi ricordo dove….. noi mangiamo coperti e in un angolo? o a volte capita che presi dalla fame mangiamo un panino veloce mentre si cammina?
    e questo non vuol dire non dare iportanza al pasto o al cibo ma a volte capita……!!!

    ho allattato 5 figli quasi per due anni e non mi sono mai fatta problemi del come e del dove , come hai etto tu Olga in alcuni casi ho ritenuto opportuno magari coprirmi …… ma non per gli altri ma per me…… ad un convegno di sacerdoti per la mia tesi ho allattato la mia 4 figlia coperta con un lenzuola perchè la mia camicia si apriva troppo ed io mi sentivo a disagio…….

    al battesimo di ladymary lei strillava cos’ì tantoche durante la comunione il parroco ( grande uomo) mi ha invitato a no farmi problemi ad allattare perchè i loro bisogno sono primari anchesolo per trovare la persa tranquillità.

    mi sono dilungataper dire che credo che l’allattamento sia una cosa personale e che se forse alle poste ci fosse la corsia prioritaria per le mamme con bimbi piccoli o in attesa forse quella mamma avrebbe allattato a casa sul divano invece di aspettare lì

    veronica

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.