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Allergie nei bambini: come e quando intervenire?

Come riconoscere e prevenire i sintomi di un’allergia? Quali sono i segnali che ci potrebbero far capire che nostro figlio soffre di allergia? Quando fare le prove allergiche al proprio bambino? E ancora: allergie alimentari – come comportarsi durante la fase di svezzamento?

Da mamma, negli anni mi sono posta molte di queste domande pur non avendo in famiglia una particolare predisposizione alle allergie (io soffro della classica rinite allergica primaverile ed estiva, Marito no, beato lui :-))

L’allergia è una condizione in cui il sistema immunitario riconosce una sostanza estranea normalmente innocua (allergene) come se fosse un agente aggressivo da cui difendersi energicamente, scatenando una violenta reazione infiammatoria.

Negli ultimi anni a causa di inquinamento, stili di vita, alimentazione errata, fumo (anche passivo) sono aumentati, in percentuale (circa il 22% in Italia) i bambini che soffrono di allergie alimentari o respiratorie. Si tratta di patologie croniche che possono essere curate senza problemi ma che non devono essere comunque sottovalutate perchè potenzialmente a rischio di complicanze respiratorie. Nel primo anno di vita è più frequente l’eczema, successivamente compaiono l’oculorinite e l’asma. L’Organizzazione Mondiale della Sanità colloca addirittura al quinto posto le allergie tra le patologie più diffuse nei paesi industrializzati.

Cosa possiamo fare noi mamme fin dalla gravidanza?

I pediatri della Sipps – Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – hanno stilato un elenco di semplici misure preventive da seguire fin dai primi giorni della gravidanza e nei primi mesi di vita del neonato:

•    smettere di fumare
•    limitare ove possibile l’esposizione all’inquinamento ambientale
•    utilizzare solo se prescritti alcuni farmaci, quali antiacidi, paracetamolo, antibiotici
•    evitare le situazioni di stress
•    non esporre i neonati al fumo passivo
•    allattare al seno per almeno sei mesi

Allergie nei bambini: vademecum per riconoscerne cause e sintomi

Ricordo che un paio di anni fa Niccolò ha avuto una tosse secca e persistente per parecchi giorni che ho creduto potesse essere una tosse allergica: l’ho quindi portato dal pediatra che ha diagnosticato una infezione virale (scongiurando il rischio allergia) ma mi ha consigliato di segnare su un quaderno questi episodi “sospetti” nel corso dell’anno per valutare poi un consulto con lo specialista allergologo.

Anche in tema allergie alimentari abbiamo maturato una “certa esperienza” (con tre bambini credo sia inevitabile): si è trattato però di un disturbo passeggero derivato dal rotavirus. A due anni Edo è stato ricoverato in ospedale per rotavirus e nei 6 mesi successivi ha sviluppato un’intolleranza (cosa diversa dall’allergia naturalmente) al lattosio (si tratta di un possibile effetto collaterale di questo virus particolarmente aggressivo). La situazione si è risolta spontaneamente eliminando il lattosio per un po’ e poi reintroducendolo piano piano nella sua dieta.

Per rispondere a dubbi, domande, perplessità di noi mamme (e papà!) ho avuto il piacere di intervistare il dott. Maurizio Galimberti, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica e Specialista in Malattie Apparato Respiratorio.che si occupa di Allergologia pediatrica presso il centro medico specialistico Unisalus di Milano.

Ecco la mia intervista:

A che età si possono manifestare i primi sintomi di un’allergia? 

Le manifestazioni allergiche sia respiratorie che cutanee che da alimenti possono manifestarsi fin dai primi giorni/mesi di vita. Ciascun soggetto ha la sua genetica che predispone all’allergia ed è esposto a stimoli ambientali che condizionano la comparsa delle manifestazioni: nei primissimi mesi di vita ovvero in età adulta/anziana.

Quando effettuare la prima visita allergologica?

La comparsa di sintomi respiratori o cutanei, es. dermatite al viso, cavi dei gomiti,  già nei primi mesi di vita richiede la valutazione dello specialista in Allergologia pediatrica per gestire in modo adeguato una situazione che può portare ad alimentazione non corretta e soprattutto mantenere un disagio importante per il piccolo e i familiari. In età più avanzata o adulta alla comparsa di sintomi respiratori, nasali o bronchiali che si ripetono negli stessi periodi/ambienti in assenza di febbre o altri segni di infezione. Le dermatiti possono essere di varia natura e comparire a varia età: solitamente è il Dermatologo che sospetta una allergia e invia per valutazione clinica e test. La visita consiste in una valutazione anamnestica completa, visita clinica, esecuzione dei test in vivo, predisposizione di eventuali test in vitro, prescrizione di terapia immediata e/o di medio termine.

 

È vero che crescere a contatto con animali/natura e comunque molto all’aria aperta può ridurre il rischio di sviluppare un’allergia?

Tende a ridurre lo sviluppo di sintomi allergici ma la crescita deve essere proprio in fattoria fin dalla nascita e anche i genitori essere “fattori”. La sola vita antroposofica non garantisce una prevenzione totale.

 

Quanto conta il fattore ereditario nella possibile comparsa di un’allergia nei bambini?

La familiarità positiva ha un ruolo: il rischio di avere una prole allergica aumenta proporzionalmente se uno o entrambi i genitori sono allergici e aumenta ulteriormente se anche uno dei fratelli è allergico. In circa 10% dei casi non è riscontrabile una familiarità allergica nota.

 

A quali sintomi noi mamme dobbiamo porre attenzione?

I sintomi possono variare in base all’età. Dermatite molto pruriginosa ai cavi dei gomiti e dietro le ginocchia, naso che cola con muco chiaro filante o acquoso, occhi rossi, tosse secca persistente, naso chiuso, pianto frequente, russamento, otiti recidivanti più volte richiedono una valutazione del Medico. La valutazione allergologica è opportuna in presenza di familiarità consistente per allergia e/o ripetizione dei sintomi nelle stesse stagioni e/o inefficacia delle usuali terapie farmacologiche oppure efficacia dei farmaci antiallergici.

 

La “lotta” all’Acaro della polvere: quali accorgimenti possiamo adottare?

Sono necessari copricuscino e coprimaterasso anti acaro certificati. Va posta attenzione agli ambienti, armadi, oppure oggetti, pelouche, “raccogli polvere”. E’ utile esporre all’aria gli indumenti armadiati ai cambi di stagione e lavare spesso i pelouche lavabili oppure metterli in congelatore per 24 ore. Coperte e piumoni in apposite coperture anti acari. Altre prevenzioni sono da valutare caso per caso dallo specialista.

Parliamo di allergie alimentari: quali sono gli alimenti a rischio nell’infanzia?

Gli alimenti più importanti nella prima infanzia sono latte, uovo, grano, soia, seguite poi da arachidi nocciole, pesca, pesce e crostacei. La maggior parte dei bambini crescendo tollera latte e uova. L’allergia a pesce, crostacei, arachidi nocciola e pesca tende a essere protratta negli anni (tuttavia non sono necessarie particolari diete per le mamme che allattano).

Allergie Unisalus

UNISALUS è il centro medico specialistico (si trova a Milano in Via Giovanni Battista Pirelli 16b) che presta un Servizio di Allergologia pediatrica avanzato e di qualità e che garantisce una modalità nuova di approccio integrato alla diagnosi, cura assistenza e follow-up di bambini ed adolescenti affetti da patologia allergica, assicurando alto livello delle prestazioni la migliore continuità assistenziale. I Medici Allergologi che troverete da Unisalus sono il  Dr. Maurizio Galimberti (che ha gentilmente risposto alle mie domande) ed il Dr. Catello Romano.

 

Per informazioni e prenotazioni: telefonate al numero 02 48013784 oppure scrivete una mail al seguente indirizzo: prenotazioni@unisalus.it

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