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Bag à manger #3: Il miracolo del robot da cucina! #Torta di Primavera#

Ecco Giuli e la sua rubrica!(anche stavolta la torta l’ho finita io!)


Devo prenderne atto: avere un uomo in casa è una gran benedizione. Non importa che lui sia il tuo fidanzato, marito, compagno, uomo delle pulizie ma vi assicuro che un uomo conosce cose delle quali noi donne non sospettiamo neanche l’esistenza. Lui sa come si usa un trapano a stella, come si fa a fare un buco nel muro senza far crollare chilometri d’intonaco, come stendere del mastice evitando che sembri del dentifricio che per errore è caduto e che tu per pigrizia hai lasciato li. Perchè ogni qual volta qualcosa in casa si blocca, si rompe o si incastra noi donne ci agitiamo ed iniziamo ad urlare contro quell’oggetto inanimato, augurandoci che per paura si animi, chieda scusa umilmente e si sistemi da solo. Ma così non è: per cui non serve agitarsi, bisogna agire oppure trovare qualcuno che agisca per noi. 
Ed infatti, oggi ho visto il marito della mia amica armeggiare con livella e martello, ricomporre le gambe di una sedia (che io avrei certamente buttato per poi correre subito all’Ikea a comprarne una nuova), pavimentare il giardino, il tutto in perfetto stile MacGyver; io invece sono tornata a casa e mi sono accorta che la zanzariera è crollata e stanotte dormirò in buona compagnia (della zanzare naturalmente), che si è fulminata la lampadina del bagno (in una casa con soffitti alti 4 metri) e che la doccia, costruita negli anni ’70, si è trasformata in una moderna Jacuzzi visto che il tubo perde e ci sono getti d’acqua ovunque (solo che manca quell’effetto rilassante come nella Jacuzzi e molti di quei getti d’acqua sono fuoriusciti dalla doccia creando una pozzanghera di 10 cm che dovrò asciugare).
Al cospetto del mio rubinetto gocciolante ho, tuttavia, riflettuto che la situazione non è da sottovalutare e non è che si riduce ad un “chiama un idraulico”. Dovrò trovarne uno, che sia idraulico, elettricista o altro soggetto incaricato all’opera, prendere un pomeriggio di ferie imprecando perchè bruciare così ore preziose di ferie dovrebbe essere vietato dal Contratto Collettivo, dalla Costituzione e da Renzi in persona; il tutto condito naturalmente da un bel dimezzamento dello stipendio che per quanto mi costerà mi auguro che da quel rubinetto oltre all’acqua calda escano anche un bel paio di Louboutin.
Ma in cucina, lì si che ho capito che non potrò sentirmi sola. Io da quando scrivo questa rubrica e leggo 153.698 ricette al giorno mi accorgo che per fare una crema pasticcera (tralasciamo l’argomento pasta frolla perchè sarebbe il delirio), magari seguendo la ricetta originale del tuo pasticciere di fiducia, o hai quattro mani (sei sarebbe ancora meglio) oppure hai un valido aiutante in cucina che, mentre tu mescoli con una mano e monti la panna con l’altra, versa a pioggia la farina; e per questo di solito si prestano mariti e fidanzati.
Ma poi, sabato, quando ho visto e toccato con mano l’ultimo modello della KitchenAid mi è sembrato di vedere il miracolo. Si perchè (oltre ad essere fichissimo) LUI impasta, settaccia, amalga, frulla, trita, senza bisogno di sporcare 1.000 ciotole e quando tu deciderai di fare un dolce potrai finalmente scongiurare la morte per disidratazione visto che potrai tenere un bicchiere in mano senza bisogno di lasciare impronte indelebili di farina e burro sul tuo nuovo servizio di bicchieri.
Naturalmente io non ho alcun Mr. Food Robot (non dico KitckenAid o Kenwood, ma neanche il Bimby che fa molto Made in Sicily) e, tenetevi forte, neanche la lavastoviglie, per cui, in attesa di ricevere il miracolo, continuerò ad impastare a mano e fare acrobazie pur di tenere in piedi questa rubrica (confido che apprezzerete lo sforzo) e per lampadine e tubo della doccia non cadrò nella rete dell’idraulico (sembra il titolo di un thriller americano) ma pregherò il marito della mia amica di aiutarmi in cambio di una macchinina giocattolo (per lui però, mica per i suoi due bimbi).
L’acrobazia di questa settimana è la Torta di Primavera (primavera perchè è fatta con il frutto di stagione per eccellenza: le fragole)! Iniziamo con la ricetta:
TORTA DI PRIMAVERA
Ingredienti per pan di spagna:
6 uova
180 gr di farina 00
180 gr di zucchero
1 pizzico di sale
60 ml di liquore al limone
Ingredienti per la crema:
340 gr di latte fresco intero
4 uova
60 gr di zucchero
40 gr di maizena
500 gr di panna fresca
4 fogli di colla di pesce
1 Kg di fragole
70 gr di zucchero a velo
un limone
100 gr di mandorle a lamelle
Procedimento per la base:
Abbiate cura di tirare fuori dal frigo le uova due ore prima di iniziare la preparazione. E’ FONDAMENTALE che le uova siano a temperatura ambiente. Lavorate le uova con lo zucchero per 15 minuti (devo essere ben montate)  setacciate la farina e fatela cadere a pioggia nell’impasto. Lavorate il tutto sino a quando non otterrete un’impasto omogeneo. Imburrate ed infarinate una teglia a cerniera e mette in forno statico a 180° per 35/40 minuti. Classica prova stecchino; lasciate freddare e conservatela avvolta nella carta stagnola dentro un sacchetto di plastica ben chiuso.
Lo so, lo so, starete dicendo “ma questa pazza ha sbadatamente dimenticato di mettere il lievito”; no, no, giuro che non l’ho dimenticato, ma in questo caso la lievitazione del pan di spagna è data esclusivamente dalle uova ed è per questa ragione che vi ho detto di lavorarle per almeno 15 minuti (che di solito dopo 5 minuti anche io mi rompo a stare con lo sbattitore in mano).
Procedimento per la crema:
La farcituta della torta è una crema chantilly ma bisogna prima preparare la crema pasticcera.
Mettete a scaldare il latte con la scorza del limone; lavorate per bene i tuorli delle 4 uova con lo zucchero (degli albuni fatene quel che volete perchè in questa ricetta non ci serviranno), aggiungete la maizena e stemperate con un paio di cucchiai di latte caldo. Quando il latte avrà raggiunto il bollore, eliminate la scorza del limone e versatevi dentro il composto di tuorli e farina e fate cuocere senza mai smettere di mescolare. Due minuti sono il minimo sindacale per far addensare la crema ma io in questo caso l’ho tenuta un pò più sul fuoco perchè volevo che fosse abbastanza consistente.
Versate in una ciotola, coprite con la pellicola avendo cura che la stessa aderisca alla crema per evitare che si formi una crosticina sulla crema e mettete in frigo per almeno un paio d’ore.
Montate la panna con lo zucchero a velo; tagliate la fragole a tocchetti – tenetene da parte una decina – (se proprio non sanno di nulla mescolate con un pò di zucchero a velo), mettete la gelatina in una piccolo pentolino in ammollo in acqua fredda, strizzatela, togliete l’acqua in eccesso, e ponetela 10 secondi sul fuoco per farla sciogliere.
Quando la crema si sarà freddata, aggiungetevi prima la colla di pesce e poi la panna montata. Mettete 1/3 circa da parte e tenetelo in frigo per il rivestimento, aggiungete le fragole a tocchetti  ai 2/3 rimanenti.
Adesso, iniziamo a comporre la torta anche se per poterla mangiare dovranno passare ancora 6 ore, meglio una notte intera!
Prepariamo la bagna scaldando in un pendolino il liquore al limone, acqua e succo di limone.
Dividiamo il pan di spagna a metà e rifiliamo i bordi. Spennelliamo la base con la bagna al limone e rimettiamo la base dentro lo stampo a cerniera visto che ci aiuterà a tenere la torta ben compatta in frigo. Versiamoci sopra tutto il composto di crema e fragole (non vi spaventate dovrà essere alto all’incirca 3 cm)  e copriamo con l’altra metà di pan di spagna, anch’esso ben imbevuto con la bagna al limone. Chiudete lo stampo e ponete in frigo per almeno 6 ore. L’effetto post Six Hours è questo:

Trascorso il tempo necessario, estraete la torta dal frigo e con la crema rimasta ricopritela. Completate con mandorle a lamelle cosparse sopra in maniera casuale ed un paio di fragole al centro. Tenete in frigo sino a quando non arriverà il momento di mangiarla.


Il nostro momento per gustarla è stato questo: primo Compleanno del Trombetti (tanto lo so che vi starete concentrando solo sui bimbi e non sulla torta, ma come darvi torto!!!)

Ma veniamo al pezzo forte della rubrica: The BAG!
Oggi vi propongo una borsa (in realtà una serie di borse) per le quali la stilista Anya Hindmarch, come me del resto, ha preso ispirazione dal mondo del food ed in particolare dal fantastico mondo dei Kellogg’s.


Certamente non costeranno come una confezione di cereali e magari qualche profano simpaticone ignorante vi dirà che sembra che abbiate  svaligiato il supermercato; ma voi non fateci caso, avrete tutta la stima e l’approvazione di chi invece ne capisce (la mia di certo)!
In alternativa, o in aggiunta per le più fortunate, propongo anche una versione molto più semplice ma che mantiene ancora un pizzico di originalità!




Giuliana

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