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Blogger we want you: I SOCIAL NETWORK da 0 a 99 anni

 Oggi partecipo al concorso di Grazia.it “Blogger we want you” e mi candido a diventare una IT Blogger (qui il regolamento http://blogger.grazia.it/come-partecipare).
Un paio di settimane fa ho letto su grazia.it l’articolo “Aiuto i miei genitori sono su facebook: guida di sopravvivenza” (http://www.grazia.it/Stile-di-vita/tendenze-lifestyle/genitori-facebook-cosa-fare), articolo tremendamente vero nel quale si parla del disatroso avvento dei genitori sui social network; a mia madre per fortuna è stato imposto il divieto tassativo di iscrizione anche se, in quanto madre, LEI SA SEMPRE TUTTO della mia vita reale e virtuale; credo comunque che abbia sguinzagliato flotte di amiche hacker che mi seguono online e le riferiscono ogni mia mossa, un po’ come quando da adolescenti l’amico di famiglia ci sgamava con la sigaretta in mano (“ragà corro a casa, devo intercettare e bloccare telefonate, lettere e piccioni viaggiatori!”; fortuna non c’erano le email). O forse, adesso che ci penso, quel Marco Rossi, 23 anni, foto profilo con addominale scolpito, non mi ha chiesto l’amicizia pensando che io sia una cara ragazza (ma poi chi usa più il termine “cara” al di sotto dei 55 anni? ); era troppo bello per essere vero!


Sul versante opposto c’è mia suocera che ha iniziato ad usare WhatsApp e mi scrive questo tipo di messaggi: “non ho il pigiama per Niccolò”, “sto addormentando Edo ci sentiamo più tardi “, “oggi gli do la carne o la ricotta?”. AIUTO.

Adesso che sono un genitore anch’io ma un genitore quasi tecnologicamente avanzato (ho comunque un passato fatto di lettere alle amiche di penna scovate su Cioè, di telefono grigio SIP con rotella e di TACS) mi sono trovata a dover spiegare al mio bimbo di 2 anni e mezzo (lui è medaglia olimpica di domande a raffica, stamattina è riuscito a farmi la stessa domanda, il tema era la rottura della sua racchetta da tennis, declinandola in 4 diversi modi “perchè, quale, dove e come?”) perchè la mamma e il papà usano termini strani (ciò che non capisce per lui è “inglese”) quali Facebook, Twitter, follower, hashtag, whatsapp, Instagram, Pinterest, blogger; in realtà li usa più la mamma perchè il papà è vecchio dentro e ha solo Facebook: “scusa Olga cos’è Pinterest?”.
Situazioni tipo:

1) IL GENIO DEL NAMING- un futuro nella pubblicità
Niccolò vuol guardare i video su youtube e mi chiede: “mamma dov’è l’Ipad?” “è scarico” “e l’Ipod?” “è scarico”, indicando allora il mio telefono sul tavolino “e quello lì, l’i…i….i….ICOSO?”

2) FACEBOOK- come ti frego la ex
“Mamma cos’è FEZBUC?” “Mmm vediamo, ti faccio un esempio: ti ricordi di V. la tua compagnetta del nido dello scorso anno, quella che mano nella mano con te si era presentata alla nonna come TUA FIDANZATA (e tu piccolo tesoro adorato ignaro non sapevi nemmeno pronunciare il suo nome)? Quella che ti baciava sempre? V. quella grande che adesso va alla materna? Quella che quando la incontriamo al parchetto non ti considera più di pezza e corre a giocare con i bimbi più grandi lasciandoti con un palmo di naso davanti al tuo pallone?  Ecco, tu adesso ti iscrivi a Facebook, metti “in una relazione seria con B.” , posti una foto di te e B. che fate merenda insieme vicini vicini e vedrai che V. tornerà da te con le pive nel sacco!

3) TWITTER- un urlo effetto domino
“Mamma cos’è TUITTEL?” (la ERRE non la pronunciamo ancora) “Mmm vediamo, ti faccio un esempio:  hai presente quando OGNI mattina ti svegli alle 6 più o meno, al sabato anche alle 5:30, e inizi ad urlare: “Mammaaaa accendiii la luceeee”, “Papàààà voj latteee” (e in caso di mancata risposta) “Edoaddoooo vieniii quaaa?” E tutti i vicini svegliati dalle tue urla iniziano a gridare: “E mamma la accendiamo questa azz di luce?” “Signor papà glielo prepariamo il latte al bambino diosanto?” “Edoardo a 11 mesi non è il caso di imparare a camminare diamine?” Ecco, adesso ti iscrivi a Twitter così la mattina quando ti svegli, in silenzio, prendi il tuo I-COSO e scrivi “#Buongiorno amici, @mammaolga accendi la luce please?” “@papàsimone I love #milk” “@Edo.F ti aspetto #brothersinlove” e tutti i vicini possono followarti e retwittarti (noi svegliateci per #pranzo #please)

4) WHATSAPP – i vecchi non sganciano un soldo
“Mamma cos’è UOZAP?” “Mmm vediamo, ti faccio un esempio: hai presente quando tra 11 anni mamma ti farà iscrivere al liceo classico? Quando tornerai a casa con l’ennesimo 3 in greco dicendomi “Mà, mollami, il greco non serve a un azz niente!”? E papà dirà “Lo sapevo, avrebbe dovuto fare l’alberghiero!” E io gli risponderò “è colpa tua!!!Non hai mai letto un libro, gli hai dato il cattivo esempio!!!!”? E ti metterò in punizione bloccando in toto la paghetta (e azzerando i fondi neri By Nonno&Nonna)? Ecco: a quel punto per beccare le tipe avrai come unico mezzo a tua disposizione WhatsApp via free wifi (anche se probabilmente tra 11 anni i messaggi ve li manderete in teleAPPtia)

5) SELFIE- quando la mamma si crede figa
“Mamma cos’ è un ZELF”? “Mmm vediamo, ti faccio un esempio: hai presente quando la mamma corre in bagno, si piazza davanti allo specchio e inizia a usare una strana matita nera e una strana cremina beige? Poi va in camera, si toglie la maglia del pigiama e mette un top carino (ma abbinato al pantalone del pigiama ed alle ciabatte di pelo rosa)? Poi inizia a spostare lampade e  lampadine, aprire e chiudere le finestre che manco un tecnico delle luci, accende il ventilatore per simulare un vento tra i capelli? Si da due pizzicotti in faccia belli forti per ricreare l’effetto bonne mine? Sfrega sulle labbra un po’ di peperoncino dicendo strani termini quali “turgore” e “canotti”? Si auto-scatta una (…125 in sequenza più o meno) foto in apnea estrema trattenendo la pancia, la posta su Facebook e Instagram con una didascalia del tipo: “eccomi appena sveglia, ho partorito ieri e stanotte ho allattato 8 volte”? E infine fa dei gridolini di compiacimento per ogni like e per commenti del tipo “come sei magraaaaa” “sei proprio una MILF” rispondendo “Nooo tutto finto!!!Merito del fotografo!!!”? Ecco: questo è un SELFIEcomesideve.
E adesso scusate, devo andare, suonano alla porta: Chi éééé???? POSTA! 
POSTAAAA?!?!

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