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Buoni propositi estivi

Credo di averlo già detto: a me non piace mai l’adesso, piace sempre il dopo; quello che succederà domani. Il presente lo vivo spesso come una tappa obbligata per arrivare a ciò che sarà dopo. Il rischio di perdersi il momento è sempre alto. Avere dei bambini sposta all’oggi le nostre sensazioni e percezioni. Per un bambino c’è l'”ora”, c’è questo momento preciso, tutto il resto è solo una sovrastruttura di noi adulti.

Propositi estivi

Quest’anno, forse per la prima volta dopo tanti anni, arriverò alle vacanze estive con la voglia di gustare attimi specifici senza necessariamente programmare cosa succederà a settembre. Che poi lo so già cosa succederà a settembre: sarà il settembre più caldo degli ultimi 150 anni, i bambini prenderanno il primo antibiotico della stagione e gli asili chiuderanno per improvvisa derattizzazione, maledirò come ogni inizio autunno il momento in cui ho deciso di non acquistare abiti da mezza stagione. Perché preoccuparsi in anticipo dei soliti 463782827 inconvenienti della vita di una mamma lavoratrice?

Per il mese di agosto ho alcuni buoni propositi che mi renderanno una persona più tranquilla, più rilassata e che non soffre 7 giorni su 7 di vibrazione alla palpebra alternata a vibrazione del labbro superiore (aspetto il momento in cui mi vibreranno pure le orecchie).

Al primo posto, senza dubbio, leggere: ho 32 libri su Kindle scaricati e non ancora iniziati, posso farcela: agosto è di 31 giusto?

Al secondo posto abbronzarmi. Dai, su, non mi abbronzo dal’estate del 2004, vacanza in campeggio in Sardegna. Datemi una canadese e vi restituirò una pelle ambrata.

Terza posizione per la visione omnia di Grey’s Anatomy. Mi sfuggono alcuni passaggi chiave come il compleanno di Meredith in cui lei riceve in dono un rene.

Quarta posizione per il nulla. Nessun piano, nessun progetto. Ho un sano bisogno di cazzeggio. La classica limata di unghie mentre in tv danno una partita di badminton.

Al quinto posto scrutare i bambini. Guardarli bene. Riempirmi dei loro sorrisi. Insegnare a scrivere a Bombetti, togliere il pannolino a Trombetti. rimproverarli meno, abbassare il tono di voce medio. Cucinare per loro, fermarmi più volte al giorno senza l’urgenza dei compiti da svolgere. Al quinto posto perché in ordine di importanza al contrario.

 

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