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Catarro: la minaccia fantasma

C’è, non c’è, si vede, non si vede, lo ignoriamo, non lo ignoriamo: ecco i miei consigli per aiutare i bambini a sbarazzarsi dello sgradito ospite.

Tre figli, diverse età, lo stesso problema: il catarro, l’acerrimo nemico di bagni e sudate, sbalzi di temperatura e giochi all’aperto; subdolo conquistatore di pareti bronchiali e setti nasali; infido inibitore di appetito e buonumore e perfido alleato di tosse e raffreddore. I miei figli conoscono bene i benefici della doccia nasale uno dei rimedi più utilizzati per prevenire raffreddori, influenze e malanni di stagione. Hanno imparato a non trascurare il catarro e prendersi cura di naso e gola ai primi segnali di disagio e, con l’aiuto di mamma e papà, sanno che per respirare meglio bisogna passare prima per una serie di atroci torture e indicibili supplizi… come soffiarsi il naso.

Sono sicura che, se ora mi arrischio a darvi qualche consiglio su come aiutare il vostro bambino ad espellere il catarro in eccesso e a respirare meglio, non sostituirò improvvisamente il consiglio professionale del vostro medico di fiducia. Rivolgetevi ad una figura specializzata per qualsiasi esigenza medica, mi raccomando. Quel che posso dirvi io è solo il frutto di tanta esperienza raccolta durante i momenti di raffreddore, sintomi influenzali e sinusite. Per non parlare dei periodi dell’anno in cui soffriamo di allergia: e quest’anno, anche se gran parte della primavera l’abbiamo trascorsa dentro casa, non sono mancati i soliti disturbi.

Certo, l’accumulo di catarro è un fenomeno molto frequente tra i bambini di tutte le età. In sostanza il muco si solidifica e si deposita nella gola o sui bronchi, scatenando fenomeni di tosse. Quest’ultima, come ben sappiamo, può essere secca o grassa; quando è grassa funge da meccanismo di difesa dell’organismo per espellere il muco in eccesso, che risale verso la gola in forma di catarro. In questo modo l’organismo riesce a liberare le vie respiratorie in modo naturale, senza ricorrere a terapie mirate. Questa lunga e noiosa spiegazione serve per ricordarvi che, come succede per la febbre, non tutto ciò che è fastidioso e molesto è sempre un male per il nostro corpo (e per quello dei bambini): a volte si tratta semplicemente di sane, ancestrali, fisiologiche strategie di difesa.

Ecco dunque alcuni semplici consigli.

  1. Per prima cosa, quando ci accorgiamo che i nostri figli hanno un problema con il catarro, è buona norma esaminarne il colore. Non temete, non sarà un’operazione complicata: spesso con i bimbi piccoli se ne trova così tanto in giro (fazzoletti, tovaglioli, magliette sporche) che al contrario sarà difficile non notarlo. Osservare il colore del muco è un’importante spia per capire se il catarro è scatenato da un’infezione. Quando è giallo, ad esempio, può essere sintomo di un’infezione batterica tipica di sinusite, raffreddore o influenza. Il colore verde, invece, è il classico catarro da gocciolamento retronasale, quello che fa tanto impazzire noi mamme, ma va tenuto d’occhio perché può degenerare in bronchiti piuttosto antipatiche. Noi tutte attendiamo con ansia, invece, il sopraggiungere del catarro chiaro o trasparente: indice che l’organismo si sta rimettendo in sesto e che vediamo la luce in fondo al tunnel.

 

  1. Ho sempre creduto nei rimedi della tradizione, perché credo che nella sapienza popolare non ci siano solo superstizione e leggende, ma anche le conquiste di secoli di medicina. Per i bambini, per esempio, soprattutto quelli già grandicelli, sono molto utili le inalazioni di vapore. Di solito con i miei bambini faccio così: scaldo un po’ d’acqua in una pentola, la verso in un recipiente e li aiuto a respirare il vapore, tenendo il viso a distanza di sicurezza per evitare scottature. A loro non piace particolarmente, ma Il calore e l’umidità aiutano a fluidificare il catarro e, se la situazione non è già troppo compromessa, si ottengono buoni risultati. Generalmente non aggiungo all’acqua altre sostanze (olii balsamici o estratti naturali come faccio a volte per me) perché credo che siano troppo forti per i nasi dei bambini.

 

  1. Quando invece il catarro è tanto e il naso è chiuso, uno dei rimedi più efficaci è sicuramente il trattamento con aerosol. A volte è sufficiente vaporizzare soluzioni fisiologiche, in altri casi invece il vostro pediatra saprà consigliarvi il trattamento farmacologico migliore per il vostro bambino.

 

  1. Per i più piccolini, come la mia Bianca Zoe, invece, ci sono i fatidici lavaggi nasali, un momento non troppo gradito ma necessario per liberare il naso e rimuovere il muco in eccesso almeno nelle vie aeree superiori. Quando ha la tosse le sciolgo un po’ di miele nel latte o nella camomilla tiepida: la aiuta a lenire mal di gola, tosse grassa e a sciogliere il catarro. Anche le gocce per il naso sono una buona soluzione: a questa buona abitudine non possono sottrarsi nemmeno i suoi fratellini.

 

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