Skip to content

Charity DRI Dinner: tutti uniti contro il Diabete di tipo 1

Nel 2013 sono state, in Italia, oltre 3 milioni le persone che hanno dichiarato di essere affette da diabete, il 5,4% degli italiani. Studi più recenti stimano 4 milioni di persone nel nostro paese colpite da diabete (300.000 affette dal Diabete di tipo 1, la forma più odiosa che colpisce soprattutto i bambini).

415 milioni di persone hanno il diabete nel mondo (ultima rilevazione ufficiale del 2015), entro il 2040 saliranno a 642 milioni. Sempre nel 2015 il diabete ha causato 5 milioni di morti (per una spesa sanitaria pari al 12% di quella totale). 86.000 bambini hanno sviluppato nello stesso anno il diabete di tipo 1.

Una persona ogni 6 secondi nel mondo muore a causa del diabete e delle sue conseguenze. L’ONU ha dichiarato il diabete emergenza sanitaria planetaria.

Esistono tre tipi principali di diabete: il diabete di tipo 1 (T1D, si chiamava un tempo diabete giovanile perchè a esserne colpiti sono soprattutto bambini e ragazzi)) causato da una reazione autoimmune in cui il sistema di difesa del corpo attacca le cellule che producono l’insulina, le persone con diabete di tipo 1, quindi, producono molto poco o niente insulina; il diabete di tipo 2 (T2D, si chiamava un tempo diabete non insulino-dipendente o diabete dell’adulto) che costituisce almeno il 90% di tutti i casi di diabete e il diabete gestazionale (GDM), caratterizzato dalla presenza di alti livelli di glucosio nel sangue durante la gravidanza. Si sviluppa in una ogni 25 gravidanze in tutto il mondo ed è associato a complicanze sia per la mamma e il bambino

Ho deciso di partire da questi dati – impressionanti – per farvi capire la portata di questa malattia, ormai divenuta una emergenza globale alla quale possiamo far fronte solo in un modo: con la ricerca e il nostro sostegno alle ricercatrici e ai ricercatori che ogni giorno, con passione, piccoli successi e anche fallimenti (connaturati alla ricerca scientifica purtroppo) cercano una cura contro il diabete. Perchè una cura, in futuro, sono certa che ci sarà.

Lo scorso 12 ottobre ho partecipato alla prima edizione della Charity DRI Dinner, una cena di beneficienza per sostenere la ricerca del Diabetes Research Institute dell’Istituto Scientifico San Raffaele. La serata si è svolta presso la splendida cornice del ristorante “Cracco” in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano alla presenza di ricercatori, imprenditori, giornalisti, sostenitori e del cantante Ermal Meta che presta il suo volto e il suo nome alla promozione della ricerca.

Il  Diabetes Research Institute (DRI) è l’Istituto di Ricerca dell’Istituto Scientifico San Raffaele focalizzato sullo studio del diabete e delle sue complicanze, fondato nel 2007 dal San Raffaele per approfondire la ricerca di base e clinica in materia (in particolare in relazione al Diabete di Tipo 1). La mission del DRI è la cura, la prevenzione del diabete e delle sue conseguenze attraverso il raggiungimento di obiettivi scientifici, didattici/formativi e divulgativi. L’istituto DRI è parte della Federazione Internazionale DRI (DRI-NET) che comprende altri 121 DRI distribuiti nel mondo.

Si è parlato di ricerca, di cos’è la ricerca e di come si svolge e di quali alti costi (e difficoltà) bisogna sostenere per la ricerca sul diabete. A discuterne proprio loro, gli scienziati che ogni giorno, in prima persona, cercano una cura definitiva per questa grave malattia, credendoci con entusiasmo e perseveranza.

Charity DRI Dinner diabete

Diabetes Research Institute: raccolta di fondi per la ricerca sul Diabete di Tipo 1

La Charity DRI Dinner è stata possibile anche grazie al sostegno di Fulvio Tirrico, fondatore del brand I Love Riccio, il primo e unico  Brand in Italia che si occupa esclusivamente di capelli ricci e specializzato in oltre 20 tipologie di riccio. Fulvio Tirrico è tra i top 15 curly hair expert del mondo ed ha brevettato un metodo chiamato X-Curl per tagliare i ricci a capelli asciutti.

Nel gennaio 2017 viene diagnosticato alla figlia di Fulvio, allora tredicenne il Diabete di Tipo 1; metabolizzato lo shock iniziale Fulvio e la moglie si dicono “Cosa possiamo fare di concreto?” Ed ecco allora la nascita della collaborazione tra I love Riccio e il DRI con tante iniziative volte alla sensibilizzazione e conoscenza della malattia ma soprattutto all’aiuto concreto (come il devolvere parte del ricavato della vendita dei propri kit per capelli ricci al Diabetes Research Institute).

Ci tengo a segnalarvi la pagina di I love Riccio dedicata al diabete, al DRI e alle diverse modalità di sostegno per privati e aziende (perchè non organizzare un evento aziendale natalizio a sostegno della ricerca? O ancora perchè non scegliere regali natalizi solidali del DRI?).

Pensateci perché …Non c’è cura senza ricerca!

Ph. Credits Carola Disiot
Charity DRI Dinner Diabete
Ph. Credits Carola Disiot

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.