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Come scegliere la carrozzina ed il passeggino

Oggi vi parlo di una di quelle questioni metafisiche che i futuri genitori si trovano a dover affrontare durante la gravidanza: la scelta del passeggino e della carrozzina per il futuro bebè. Altro che scelta del nome, quello è un gioco da ragazzi. Il passeggino vi accompagnerà per i primi 3 anni di vita del vostro bambino, un mezzo scomodo e “problematico” causerà litigi, ripensamenti, telavevodettoio, colpadituamadrecheceloharegalato, crisi di nervi, reazioni isteriche (tipo la sottoscritta che prende a calci la carrozzina – senza bambino eh?).

Quando abbiamo scoperto di aspettare Niccolò mi sono documentata manco mi stessi preparando per l’esame di maturità già a partire dal secondo mese di gravidanza (un minuto dopo aver fatto il test per intenderci). Marito fingeva coinvolgimento ma sbadigliava al mio ennesimo dubbio: “sarà meglio il color melanzana od il verde acido?”.

Una volta scoperto il sesso del bebè ho categoricamente detto no al più classico blu per scegliere un tono cromatico “alternativo”, elegante, unico. Alla prima gravidanza l’esaltazione è all’ordine del giorno.

Eh si, lo ammetto, il criterio che ha guidato la mia scelta è stato quasi esclusivamente quello del colore. Un marrone molto di moda ma praticamente introvabile (ho chiamato tutti i negozi di Milano e province limitrofe per trovarlo). Marito, che è un uomo molto saggio, ha ben deciso di non interferire con una pazza gravida in preda agli ormoni che farneticava al telefono di inserti in pelle color carta da zucchero. Mai contraddire una donna incinta soprattutto se parla di tonalità delle quali un uomo ignora l’esistenza.

Ma, c’è un ma, ho peccato di presunzione: non mi sono consultata con chi ci era già passato, anche se, in realtà, noi siamo stati i primi nella cerchia di amici, ad avere bambini e non avevo all’epoca grandi punti di riferimento mammeschi. La scelta è stata molto infelice (anche se il colore spaccava), un trio pesante, ingombrante e con una chiusura non a prova di mamma esile come me. Così, alla tenera età di 6 mesi, Niccolò è stato piazzato su un passeggino super leggero di un banalissimo rosso e addio carta da zucchero e marrone caffellatte.

Terzo giro, terza gravidanza, sono ormai diventata un’esperta attraversando anche la fase del passeggino “fratellare” quello, cioè, adatto a due fratellini piccoli ma di diversa età: Edoardo appena nato e Niccolò di 20 mesi.

Se mi seguite su Instagram (mi seguite, GIUSTO?Vi ricordo che non bisogna MAI contrariare una gravida!) saprete già quale sia il mezzo a 4 ruote scelto per Fratella, ma prima di svelarvi il modello ecco qualche suggerimento per voi, sempre valido aldilà dell’acquisto finale.

Le dimensioni: fate le opportune misurazioni di ascensori, porte, portabagagli. Affidatevi a gente che maneggia il metro con agilità e non dimenticate di valutare anche le misure relative alle case/auto dei futuri nonni.

Impugnatura: un aspetto che rimane sempre in secondo piano ma fondamentale a mio parere. Il maniglione unico (e non doppio) permetterà di guidare il potente mezzo solo con…la forza del pensiero!…con una mano, mentre l’altra sarà impegnata ad esempio, a rispondere alla quinta telefonata mattutina della nonna che chiede se il nipote ha mangiato o a tenere in braccio quest’ultimo che non ne vuol sapere più di stare disteso dentro la sua fantastica carrozzina.

Correlato alle dimensioni è naturalmente il peso. Un passeggino solido può e deve essere maneggevole e leggero. Vi capiterà di frequentare ambienti nei quali non c’è l’ascensore: la mia pediatra, ad esempio, 4 gradini d’accesso che hanno fatto, negli anni, la differenza per la mia schiena (e non pensate che il papà sarà sempre disponibile ad accompagnarvi, l’autonomia di una neo mamma è fondamentale).

Chiusura: la bestia nera delle mamme. Io sono famosa in famiglia per non essere in grado di aprire nemmeno una scatola di cereali in cartone, figurarsi chiudere un passeggino. Una volta, di ritorno dal vaccino di Niccolò, ho pianto. E mica per aver assistito alla doppia puntura sulla tenera gambetta del mio piccolo. No. Perché non sono riuscita a chiudere la carrozzina per entrare in ambulatorio. L’ho lasciata fuori, sotto la pioggia.

Spazio portaoggetti molto grande, materiali di qualità ed assolutamente lavabili, ruote posteriori abbastanza grandi da reggere gli urti e dotate di sospensioni per evitare il risveglio del piccolino, maniglione ad altezza regolabile per permettere la guida anche ad un papà molto alto tipo il nostro, l’elenco è davvero lungo e pian piano, dopo la nascita di Fratella vi parlerò di tanti dettagli utili per una scelta intelligente.

Ed, infine, e non perché sia l’aspetto più irrilevante, anzi, l’estetica. Credo che ogni mamma debba scegliere in base al proprio gusto, l’ormone impazzito davanti ad un passeggino brutto potrebbe giocare brutti scherzi.

Fratella viaggerà comoda e sicura sulla carrozzina/passeggino (si tratta di un sistema modulare duo) del marchio olandese Joolz, fondato ad Amsterdam nel 2004.

passeggino

Passeggino

Il modello è il Joolz Geo ed il colore scelto dalla mamma è il Tailor Gris (anche in questo caso Marito, dopo aver approvato tutti i dettagli tecnici non ha proferito verbo su questioni cromatiche) con inserti in pelle (e maniglioni) color Amaranth. Lo zio ha già detto: “bello il passeggino fucsia” (AMARANTO, trattasi di AMARANTO!) ed è stato prontamente redarguito!

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Il sito Joolz permette di scegliere ed acquistare il prodotto online (ricevendolo in circa 10 giorni). Joolz Geo è disponibile in tre diverse collezioni, noi abbiamo scelto la versione Joolz Geo Tailor (sono disponibili più di 120 combinazioni di colore, come resistere?) e alla nascita di Fratella vi mostrerò la personalizzazione scelta!

 

 

 

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