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Genitori in pigiama

Un paio di giorni fa ho letto su Grazia un articolo che raccontava della circolare di una preside britannica che ha invitato i genitori dei suoi alunni a non presentarsi mai più a scuola in pigiama. Pare, infatti, che queste mamme e questi papà inglesi, accompagnino i loro bambini ancora con abbigliamento notturno e si presentino con il cuscino praticamente stampato in faccia. Alcuni in ciabatte, altri in pigiama anche alle riunioni pomeridiane (quest’ultimo comportamento, ammettiamolo, è un filino esagerato ma non dimentichiamoci di chi lavora su turni ed è “costretto” a dormire dopo pranzo).

La questione è davvero spassosa, ho subito pensato di fondare un comitato di solidarietà per i genitori in pigiama.

Mi è spesso capitato di dormire in tuta e andare dritta dritta a scuola senza passare dall’armadio, soprattutto quando Edoardo era appena nato e accompagnavo Niccolò al nido subito dopo la prima poppata del mattino (o l’ennesima della nottata). Si, ho un Marito automunito e disponibile ad accompagnare la prole ma mi ero convinta (e purtroppo sto proseguendo nella medesima direzione) che per il bene del primogenito le abitudini non dovessero modificarsi affatto dopo la nascita del fratellino.

Cara preside delle mie ciabatte, alcune considerazioni:

Il pigiama è di gran moda, lo abbiamo visto sulle passerelle delle ultime tre fashion week, meglio un pigiama fico che un outfit da dimenticare.

Pigiama

Sono stata accompagnata parecchie volte in pigiama dalla famiglia che mi ospitava in Australia per una vacanza studio. Abitudine anglosassone dura a morire? Senza offesa, preside, ma quanto a stile, voi sudditi della regina, siete più simili ad Arisa che a Miuccia Prada.

pigiama

Piuttosto, vietiamo alle mamme di indossare nell’ordine: calze color carne o velate, scarpe ortopediche (dicasi Hogan ed affini), tessuti cangianti, completini tecnici da jogging (questi ultimi mi fanno presagire un’attività fisica da parte della mamma di turno che, al mattino, mi manda letteralmente fuori di testa), leggings al posto dei pantaloni e tenute pretenziosamente sexy.

E vietiamo di parlare anche; un po’ alle mamme iperattive, quelle che prima delle 9 farebbero i campionati mondiali di conversazione; e un po’ alle nonnamunite, tutto attaccato, che non sono banalmente quelle, come me, che ricevono aiuto dai nonni, NO, sono quelle che hanno la (loro) mamma come protesi articolare. E mi stanno profondamente sulle balle ma giusto perché le invidio molto.

Poi ci sono quelle notti là, quelle che “andare in macchina con il seggiolone ed alle quattro e mezzo fare colazione con i cornetti rancidi e senza latte cheèfinito e quando sorge il sole dire vado al lavoro! e leggere il foglietto illustrativo dell’antibiotico prima di tutti, conoscere in anteprima i cartoni belli e brutti”. Ed in questi casi il pigiama dovrebbe essere un diritto inalienabile del genitore.

E comunque, Preside, che si sappia: il sogno segreto mio e di Marito non è quello di partire per una meta esotica senza figli e nemmeno quello di dirigere Vogue (io) e di suonare con i Pearl Jam (lui), no; è quello di avere una giornata libera in cui accompagnare i bambini a scuola e poter tornare a casa a dormire.

L’abito non fa il genitore, ok, vada per il rispetto dell’istituzione scuola ma, le assicuro, cara Preside, che personalmente mi sento molto più offesa dalle mamme che si accampano all’ingresso della scuola raccontandosi l’ultima puntata de Il Segreto.

Con rispetto, firmato una quasi mamma tris che fra tre settimane più o meno accompagnerà il suo secondogenito al nido con pigiama dopo la prima poppata del mattino (si veda sopra).

(Ah. Con Ugg e cappotto lungo nessuno si accorgerà del vostro pigiama)

5 comments on “Genitori in pigiama”

  1. Anche mio marito vorrebbe suonare con i Pearl Jam?…
    Ti dirò, ora che vivo a Londra mi sembrano tutte così in tiro queste mamme! Per dire, sono l’unica senza carrozzina bugaboo! Magari vedessi qualche mamma in pigiama mi sentirei un attimino meglio…

      1. Oddio la mamma iperattiva prima delle nove, ce l’ho! Ma sull’autobus io. Quando la vedo schizzo il più possibile agli antipodi ma la sua voce mi arriva sempre e comunque, senza punteggiatura. posso solo sperare che non incontri nessuna che conosco a cui raccontare tutti gli entusiasmanti dettagli della giornata precedente.
        Comunque se mai dovessi fare il terzo vada per il pigiama (bello però eh).
        Quanto manca ormai???

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