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I 5 libri preferiti di gennaio

Lo avrete notato: durante il mese di gennaio ho latitato parecchio; non vorrei mai diventare una di quelle che se la tira con frasi ad effetto ma mi sono dedicata ad altri progetti, sul serio. E ho letto, letto tantissimo, più del solito. Ho quindi pensato di creare un nuovo appuntamento fisso sul blog legato alla lettura, nel quale io possa raccontarvi i 5 libri più interessanti letti durante il mese (ne leggo ben più di 5 ma non vorrei tediarvi…e non tutti meritano ovviamente!).

Piccola premessa: in questo periodo sono particolarmente cervellotica, più del solito, e ho quindi scelto un paio di letture che, per usare un eufemismo, potrei definire “ingombranti”; ma cosa c’è di più bello della lettura se non l’opportunità di assecondare, regalando loro una cassa di risonanza, le proprie emozioni del momento?

Inizio da “Il concetto di Dio dopo Auschwitz” di Hans Jonas. Come sapete il prossimo 27 gennaio sarà Il Giorno della Memoria e, in tutte le librerie, sono state allestite sezioni a tema per raccontare e ricordare l’orrore dell’Olocausto. Si tratta di un piccolo saggio (meno di 100 pagine, io l’ho letto durante un viaggio in treno Firenze-Milano) scritto da un grande filosofo e teologo in cui Hans Jonas apre la strada ad un concetto di Dio che rinuncia alla propria onnipotenza a favore dell’agire libero e responsabile dell’uomo; per l’ebreo Dio è il signore della storia e quindi “Auschwitz” rimette in questione il concetto stesso di Dio tramandato dalla tradizione: quale Dio ha permesso che ciò accadesse? Una lettura impegnativa, non certo facile e che vi lascerà con poche risposte a molte domande.

Durante la medesima visita in libreria ho acquistato “Guida tascabile per maniaci dei libri”  The Book Fools Bunch– ultima edizione del novembre 2018, una nuova versione aggiornata di un libro imprescindibile per chi ama la lettura. Tredici capitoli, oltre seicento pagine di libri fondamentali, i migliori libri per bambini e ragazzi, gli incipit dei libri più belli, i best seller, le stroncature, i migliori film tratti dai libri, le vite in pillole degli scrittori, le frasi sui libri, le curiosità, i cocktail e le ricette nei libri, una breve storia dell’editoria. La sezione che ho preferito? I dieci libri imperdibili scelti da duecento librai italiani; è molto interessante vedere come un libraio di una piccola libreria indipendente di Ragusa consideri imperdibili titoli del tutto diversi dalla giovane libraria della Mondadori di Milano (è solo un esempio). Il paradiso dei lettori esiste davvero ed ha una accecante copertina fucsia. Munitevi di matita per segnare tutto ciò che vi siete persi e mollate tutto per i prossimi 10 anni almeno.

Appena finito “Una donna” di Annie Ernaux, la donna protagonista è la madre appena morta in una casa di riposo appena fuori Parigi: un racconto attraverso la sua vita dalla miseria contadina al lavoro da operaia al riscatto come piccola commerciante fino al buio della malattia. Una scrittura lieve (a tratti qualcuno potrebbe considerarla fredda) di un dolore personale nel quale nessun lettore farà fatica a riconoscersi. Un distacco e un commiato dalla madre pieno di dolore sotterraneo e grande compostezza Considero Annie Ernaux un genio, di lei leggete tutto.

“Niente del suo corpo è sfuggito al mio sguardo. Credevo che crescendo sarei diventata lei”.

“Ognuno riconosce i suoi” il secondo romanzo di Elena Rausa (e a febbraio sono certa potrò parlarvi del primo che inizierò a leggere a breve). Siamo negli anni 90′ e poi negli anni 60′ e nei 70′, siamo nella storia di una famiglia che attraversa l’Italia geograficamente e antropologicamente. Ci sono gli anni di piombo, c’è la campagna delle estati del sud Italia che la mia infanzia conosce molto bene, c’è la periferia degli incontri e del passato che si apre al futuro, ci sono i 20 anni di Caterina che, durante le sue visite in ospedale al cugino Michele in coma farmacologico, tenta di ricostruire il lungo filo della memoria della famiglia cui sono appartenuti (o appartengono ancora?). Una storia che mi ha fatto pensare al senso dei ricordi, a come vengano da noi tutti plasmati per convenienza, necessità, autocompiacimento o autocommiserazione a volte. E allora i ricordi esistono davvero?

«Non sai mai dove finisce il ricordo e inizia la mitologia familiare, per questo ho bisogno anche di loro. Chiederò, scriverò, ne uscirà un ricordo che non appartiene per intero a nessuno, apocrifo, ti dico, come sono tutti i ricordi, ma forse, lo stesso, in questo gioco di specchi ci riconosceremo».

Finisco con un titolo decisamente leggero nel senso di “scorrevole” ma per nulla meno profondo: “Mia figlia è un’astronave” di Francesco Mandelli. Più che di figli (e di paternità certo) l’autore ci parla di rapporti e di come l’immaginazione, a volte, ci confonda fino a farci credere di essersi trasformata in realtà. Un libro che potrebbe essere la storia di tutti noi 30-40enni.

Se amate leggere in musica vi dico che io a gennaio ho ascoltato lui, Fil Bo Riva musicista romano giovanissimo che vive a Berlino: cosa ce ne facciamo dell’allegria quando possiamo avere la verità?

(Piccola anticipazione su febbraio: ho appena iniziato “Le mani della madre” di Massimo Recalcati – Desiderio, fantasmi ed eredità del materno: lo avete già letto?)

 

 

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