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I 6 libri preferiti (e non) di marzo

Devo confessarlo, a marzo ho letto un po’ meno a causa di una influenza durata 20 giorni che mi ha completamente stesa. Ho avuto l’impressione di rivivere i primi tre mesi della mia prima gravidanza quando, dopo cena mi mettevo sul divano e mi addormentavo alle 8:35 (la buona notizia è che NON sono incinta). In più ho corso corso corso leggendo libri, siti e riviste a tema.

Ecco quindi i 6 libri che ho letto nel mese di marzo.

Il libro del mese è stato senza dubbio “Lacrime di sale” di Lidia Tilotta e Pietro Bartolo, il medico che, dal 1991, dirige il poliambulatorio di Lampedusa e soccorre tutti i migranti che sbarcano sull’isola. L’ho letto in un giorno e mezzo ed è stato un devastante pugno allo stomaco. Nella mia vita sono sempre stupidamente vantata di non essere una piagnucolona, non ho mai pianto per un film, non mi commuovo praticamente mai – alla nascita dei bambini ho pianto solo per il primo, sarà stata la novità :-D. Questo è l’unico libro per il quale ho versato delle lacrime, in metropolitana per giunta. Ha una crudezza necessaria a farci ritrovare la nostra umanità perduta, un racconto che dovrebbe essere la risposta a chi si vanta di aver chiuso i porti e a quanti si permettono di pronunciare o anche solo pensare frasi agghiaccianti come “prima gli italiani”. Peccato forse che, a questa gente, manchi totalmente l’apertura mentale derivante dal dono della lettura. Un libro da tenere sul comodino a monito presente e futuro.

Per compensare il macigno sul cuore che avevo dopo la lettura di Lacrime di sale mi sono dedicata a due libri ufficialmente più leggeri, entrambi dello stesso autore Matteo B. Bianchi, scrittore e importante autore televisivo (di programmi mica da ridere come Very Victoria, Quelli che il calcio e EPCC). Generations of love (abbastanza risalente, è del 1999) e Maria Accanto (del 2017). Il primo ha rappresentato il manifesto di una generazione e un importante passo per normalizzare l’amore gay (e, purtroppo, dopo 20 anni abbiamo ancora bisogno di usare questa fastidiosissima espressione “normalizzare”), il secondo racconta di una ragazza alla quale appare la Madonna senza una ragione specifica ma solo perché bisognosa di un’amica. Non si tratta magari di capolavori nel senso più tradizionale del termine ma, a volte, riuscire a farci ridere è più complicato del farci versare lacrime. C’è decisamente molta intelligenza dietro questi testi che scorrono via veloci e ci permettono di divertirci e rilassarci (oltre che di riflettere “naturalmente”). Prossimo step: ascoltare il suo podcast “Copertina” dedicato a consigli di lettura (anche sui podcast potrei aprire un capitolo infinito, ho una to listen list infinita).

“Non sono quel tipo di ragazza” di Lena Dunham: finalmente l’ho letto anche io, credo per ultima tra le trentenni mie coetanee. Lena non necessita di presentazioni: è la creatrice di Girls, serie cult per noi ragazze 35enni (avevo detto 30enni?) e, nel libro, racconta le sue storie, la sua crescita, il suo scoprire se stessa, esperienze che vi sembrerà di aver vissuto personalmente, uguali uguali. Un consiglio da tenere a mente? “La famiglia al primo posto, il lavoro al secondo, la vendetta al terzo”.

Il senso dell’elefante: dopo aver letto Atti osceni in luogo privato (qui la mia opinione), mi sono buttata a capofitto su Marco Missiroli. Il primo amore-libro non si scorda mai, il secondo è stato comunque interessante, mi ha fornito parecchi spunti di riflessione, forse un tantino surreale e distaccato in alcune sue parti. Mi tocca, a questo punto, leggere Fedeltà, candidato al Premio Strega 2019 (proposto da Sandro Veronesi) e che diventerà una serie tv per Netflix (notizia di appena tre giorni fa).

Ultimo libro una delle raccolte di poesie più importante del Novecento: A Coney Island of the Mind di Lawrence Ferlinghetti, una Coney Island mentale, un luna park dell’anima. Quarantanove poesie che nascono per rappresentare “senza censure le tragicomiche pagliacciate di quelle creature bipedi note col nome di esseri umani”. Ferlinghetti è il maestro della letteratura beat, “l’unico poeta a chiedersi perché la razza umana stia cercando di suicidarsi” (Francis Ford Coppola). Imperdibile.

 

The world is a beautiful place

to be born into

if you don’t mind some people dying

all the time

or maybe only starving

some of the time

which isn’t half bad

if it isn’t you

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