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I libri da leggere in gravidanza

Durante la gravidanza di Niccolò ho letto decine e decine di libri sul tema bambini e gravidanza. Mi ero da poco trasferita nella ridente cittadina dove vivo adesso e avevo subito fatto la tessera della biblioteca comunale per poter massimizzare le letture. Sono una secchiona dentro ma soprattutto mi sentivo assolutamente impreparata, volevo studiare, documentarmi, essere pronta per il grande evento. Credo che questo sia anche il bello della prima gravidanza, molto tempo a disposizione per dedicarsi a se stessi ed al nascituro, io conservo davvero un ottimo ricordo di quei 9 mesi. Quanto all’efficacia delle nozioni imparate sui libri, beh, NI. La maternità è uno di quei casi in cui pratica batte teoria 1 a 0. E così, durante la seconda e la terza gravidanza ho continuato a leggere in modo compulsivo, come d’abitudine, ma altro. Di bambini ne ho piene la scatole ne so già qualcosina.

Selezionare una rosa ristretta di libri da leggere assolutamente è molto difficile, mi sa che vi beccherete presto la seconda manche di libri da gravidanza.

Iniziamo con “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg. La Bibbia per mamme. Un libro che va letto in occasione della prima gravidanza per comprendere come funzionano, tecnicamente, i neonati. Io non mi ero mai trovata in prossimità di un bebè e non avevo idea, ad esempio, dei ritmi di poppata ogni 3 ore. Ma proprio lontanamente. Credevo facessero i canonici tre pasti quotidiani più 2 micro spuntini. Il metodo EASY vi renderà madri rilassate, prima del parto. Poi scoprirete che il vostro adorato fagottino appartiene al tipo “scontroso e/o aggressivo” descritto nel libro e avrete voglia di lanciarlo dal balcone (il libro, cosa avete capito!?) con l’ennesima tutina taglia 18 mesi ricevuta come regalo di nascita perché si sa i bambini crescono in fretta. Tracy mi ha aiutata nel caldo agosto 2011 quando la città era vuota e Niccolò faceva 7 poppate al giorno ciascuna della durata di 1 ora e mezza. Fate un po’ voi i conti.

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La Bibbia ha un seguito“Il linguaggio segreto dei bambini” senz’altro meno efficace. I sequel, si sa, sono sempre delle minestre riscaldate.

“Nove per due” di Anna Maria Mori. Sottotitolo “L’ansia di diventare madri oggi”. Un libro che ho comprato quando già aspettavo Niccolò ma non lo sapevo ancora. Racconta insicurezze, fragilità, riflessioni di una donna che scopre di aspettare un bambino e si trova a dover fare i conti con se stessa e con la propria situazione lavorativa e famigliare; credo che davvero ci rappresenti tutte.

“Fai la nanna senza lacrime” di Elizabeth Pantley: rispetto al più famoso “Fate la nanna” di Eduard Estivill e Sylvia de Béjar, detto anche metodo Stalin Estivill (letto anche questo ovviamente per poter fare un benchmark) l’aggiunta “senza lacrime” rendeva la me panzona 26enne più serena. “Ok ce la posso fare ma in questa casa, giuro, non si verserà una lacrima!”. Più o meno. facciamo un paio di lacrime, qualcuna, poche, moderatamente. Alcune regole base, però, risulteranno di facile applicazione.

“M’ammazza. Diario di una mamma politicamente scorretta” di Camila Raznovich. Divertente e leggero. Camila dice che con le sue figlie ha seguito tre regole: NO televisione NO merendine spazzatura NO parolacce. “Giusto, farò anch’io come lei!” disse la giovane Olga senza figli. Col cavolo, disse la ancor giovane Olga con un paio di figli.

“E se poi prende il vizio?Pregiudizi culturali e bisogni irrinunciabili dei nostri bambini” di Alessandra Bortolotti & “Besame Mucho” di Carlos Gonzàlez. Sarà un mio problema ma io questi libri li ho presi male. Sono andata in sbattimento. Li ho letti quando Niccolò era già nato da un po’ e mi hanno fatto venire parecchi sensi di colpa. Li ho letti molto ben disposta ma ci ho visto dentro una concezione della maternità e della genitorialità radicale. Le mamme ed i papà che non sanno perdonarsi mancanze e debolezze. I principi di amore e affetto sono assolutamente validi e condivisibili ma ogni tanto, credo, bisogna pensare anche al benessere della mamma. Un rimprovero in più per un capriccio notturno (non sempre eh?) e un sorriso rilassato e riposato il mattino dopo.

“365 idee intelligenti per divertirti con il tuo bebè” di Susan E. Davis. Intelligenti, beh, diciamo simpatiche. Considerate però che il cervello di una neomamma, durante i primi mesi di vita del neonato, va a farsi un giretto. I neuroni sono rincoglioniti dagli ormoni per cui avere qualcuno, un libro nello specifico, che ti ordini di “Fare una passeggiata”, “fare un giro in macchina”, “giocare a bubusettete” può essere utile. Per me, nelle lunghe giornate passate da sola con Niccolò bebè lo è stato.

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“Guarda che è normale!Siamo tutte supermamme!” di Silvia Gianatti. L’ho letto quando ero già bis mamma ma giusto perchè è uscito nel 2013. Spassoso. Anche in questo caso esiste il sequel, “Guarda che sono due!La supermamma fa il bis!” ma che, forse, è ancor più divertente del primo. Ne avevo parlato qui!

“Il bello del pancione” di Kaz Cookeregalo di due amiche in occasione del mio primo Natale da panzona. Un bellissimo ricordo: è suddiviso per mesi di gestazione e, si sa, le gravide primipare amano tanto dire, perlopiù rivolte al futuro papà “sai che proprio in questo momento al nostro bimbo stanno crescendo le sopracciglia?Ha il peso di un cucciolo di licaone e fa la pipì tre volte al giorno!”. Adesso, alla terza, faccio pure fatica a ricordare la settimana di gestazione in cui mi trovo.

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“Il nuovo Bambino” di Marcello Bernardi, un mitico pediatra milanese. Pare sia quello che inventò il detto, in risposta ad una madre che lamentava l’inappetenza del figlio (e su questo tema, vi dirò in seguito, ho letto tutto lo scibile su pappe e svezzamento), “Se non mangia adesso significa che mangiò o mangerà”. Un vero e proprio manuale scaccia insicurezze. Utile ad educare, prima di tutto, i genitori.

“La guida del giovane papà” di Pierre Antilogus e Jean-Louis Festjens. Lo regalai al giovane futuro papà. Indovina chi lo ha letto? Lui, Marito, ha preferito il fai da te.

 

2 comments on “I libri da leggere in gravidanza”

  1. Io non ho letto tutti questi libri!! Aiuto!! Io mi sentivo già figa per avere studiato un po’ di psicologia infantile all’università, e in quel periodo mi capitò di avere alla bella età di 22 anni…un fratellino :mrgreen: così ho osservato e sperimentato sul nano. Affascinante..leggevo per l’esame e avevo un nano vero da guardare.. poi però sono passati ben dieci anni e col primo figlio…ho dato una veloce ripassata, prima che nascesse, alla Francoise Dolto, mentre Winnicott me lo ricordavo bene perchè mi piaceva che ci mettesse subito sul rilassato…del tipo ‘non vi preoccupate mamme, qualunque cosa farete COMUNQUE sbaglierete…l’importante è avere la sufficienza’. E invece…quando si diventa mamme non ci si accontenta mai, prima pensi ma sì mi rilasserò e invece poi ti dai mille frustate perchè hai sbagliato questo e quello. Io che ero sempre stata molto sciolta, che volevo cesareo e guai allattare…alla fine mi sono autoflagellata per mille cavolate. Poi impari a passarci sopra e a essere più indulgente con te stessa…più o meno. Besame Mucho l’ho letto dopo che era nato nano 1 ormai, e un po’ è vero mi sono sentita in colpa, ma poi mi sono anche rafforzata in alcune convinzioni che avevo e ho cominciato a ingranare meglio….io la pensavo come quest’uomo (magari non proprio su tutto, ma abbastanza) e mi costringevo a non fare quello che non solo mi veniva da fare, ma era pure in un libro famoso! Allora ci sono andata giù serena…… Mi ha aiutato anche l’altro, quello sull’allattamento, col nano 2, che come il tuo ciucciava un casino. Avevo perso il conto delle poppate, sfinita, decisa a rinunciare anche se mi seccava, perchè la tetta è comoda, devi mica sterilizzarla, scaldarla misurarla…è subito pronta. Economica, anche se i biberon sono tanto carini e colorati e veloci..l’ideale per me era allattare fuori e qualche bibe a casa, di notte magari lo dava il papà. Ma i nani non seguono le tue regole…a volte il bibe non gli piace. A volte in quel momento volevano la tetta.. a volte in quel momento volevano il biberon. E poi…con la tetta si è sempre appiccicati. Ero sfinita peggio che col primo, ho detto ok… lo leggo e se non trovo niente che mi aiuti, lo butto dalla finestra (o lo riciclo alla prossima sfigata) e passo al bibe e basta. E invece mi ha aiutato…perchè mi ha insegnato a cercare di prendere il controllo io delle poppate e a non farmi le ‘pere’ :se volevo uscire, uscivo senza l’ansia del ‘quando cacchio vorrà ciucciare??’. Il nano piangeva coi nonni? Tranquilla, mica si lascia morire di fame, prima o poi il biberon lo prendeva in mano anche da Satana in persona. Quindi mi sono rilassata e tutto finalmente è andato meglio….che fatica però farlo dormire….si addormentava come un morto e tre secondi dopo…sveglio come un grillo. Vedessi ora invece che ronfate…. e allora il mio amico mi ha consigliato la Hogg. Convintissimo che riuscisse… poi in realtà con lui ha smesso di funzionare. Ma ero stanca, faticavo a leggere e a capire il metodo e mi dicevo che dovevo studiarla prima, e che pirla che sono stata e ormai lui è qui, ormai ha preso il suo ritmo e io sono troppo stanca pure per capire il metodo easy. Rinuncio e ciao. Il libro sta là…un po’ sporco di latte per essere riciclato, pazienza. Adesso siamo fuori dal tunnel e possiamo riderci su e…. pausa…al limite romanzi! ;-))) ps: ho scritto un post al tuo post ??

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