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Il matrimonio dell’anno

A me della questione principe-principessa non mi è mai importato molto. Mi stanno stretti gli impegni di famiglia, figuriamoci gli impegni di corte. Tutto quel salutare dai balconi e baciarsi in pubblico, sono certa mi verrebbe un attacco di ridarella incontenibile. Poi vabbè Marito di principesco c’ha giusto, vediamo, non so, forse le dita lunghe ed affusolate ed il piede greco. Io manco quello, diciamo il nome da zarina. Bombetti e Trombetti sarebbero banditi da corte con un editto reale, un esilio a vita dopo l’ennesima puzzetta in faccia alla regina.

Peccato davvero, perché mi sarebbe garbato partecipare al matrimonio dell’anno, quello di Beatrice e Pierre. Che poi, diciamocelo. Pierre 7 anni fa a Milano avrei potuto incontrarlo anch’io all’Università, ero pure single 7 anni fa, una potenziale fidanzata all’epoca e una potenziale moglie adesso. Marito pure lui era impegnato ai tempi, se ne sarebbe fatto una ragione.

Matrimonio

Anche se, volendo essere precisi, io ho sempre preferito il fratello Andrea, un po’ meno riccio; i ricci negli uomini li giudico con sospetto.

Lei, Bea, elegante e raffinata, dovrebbe diventare la paladina della lotta dura alle spose taffetà, quelle meringa pura senza paura. Okey che Valentino, Alberta Ferretti, Armani, in questo aiutano parecchio (cioè immagino che Giorgio un vestito pomposo non lo farebbe nemmeno sotto tortura, ha già dato il peggio di sé con le borse in plastica lucida Armani Jeans) ma molto dipende anche dal gusto della sposa. La sobrietà vince sempre, pure se hai come quasi cugino Lapo (ipotizzo sia stato quello a urlare durante la cena “Bacio, bacio, bacio!”) e come nonna Marta Marzotto. Non ho avvistato invitate fasciate in coprispalle di acrilico né vestite con abiti lunghi neri e tempestati di paillettes. Non ho visto impalcature acconciature degne di Miss America. Sobrietà che si può tradurre anche in risparmio: Charlotte si è presentata (al suo arrivo) con un abito Zara (e comunque per la cronaca se io fossi una principessa col piffero che mi vestirei Zara).

Matrimonio

Ah. Un’ultima cosa, futuri sposi. Qua in Sicilia, non so altrove, al termine della cerimonia, è consuetudine andare in corteo con le auto suonando il clacson a più non posso. Non fatelo mai più, è la tamarrata più tamarrata che esista.

Per non sbagliare nulla ma proprio nulla del vostro grande giorno vi consiglio di seguire le mie personalissime regole di bon ton da cerimonia su DonnaD; quanto a te, cara Bea, sono certa che il tuo fresco sposo abbia, in un impeto di gioia, lanciato un calice per aria macchiando il tuo fantastico vestito di Alberta. Ecco, usa Perlana Rinnova Bianco: funziona!

(NB Marito: noi in Chiesa non ci siamo ancora sposati…)

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One comment on “Il matrimonio dell’anno”

  1. Wow, che messaggio “velato e subliminale” per il Marito!!!
    Comunque ti ringrazio: continuavo a sentir accennare e leggere titoli sul matrimonio di Beatrice e Pierre e mi chiedevo chi fossero, senza avere il coraggio di domandarlo!!!

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