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Il nono mese

La gravidanza dura 8 mesi + 1. Lui, il temibile nono mese che fa per dieci.

Per voi, cari amici, un sunto di cosa succede in soli 30 giorni (che poi nel mio caso potrebbero trasformarsi agevolmente in 40 giorni come già accaduto con quell’infingardo ritardatario di Edoardo).

Voi (cioè noi, le gravide).

Trascorriamo le nostre giornate con un chiodo fisso: quale cibo ci porterà il futuro papà in ospedale subito dopo la nascita. Prosciutto crudo o salame?Sushi o tartare?Bistecca alla fiorentina o culatello?Insalata lavata male o impepata di cozze? E cambiamo idea ogni 23 minuti, tempo medio tra una pipì (urgente) e l’altra.

Viviamo una vita spericolata: ci alziamo rotolando, camminiamo rotolando, respiriamo rantolando e ciononostante ci ostiniamo a soffrire della sindrome del nido che, diciamocelo amiche, è una grande presa in giro. La verità è una: le porte ed i lampadari in casa non li abbiamo mai puliti. Ma mai mai. E adesso che stiamo per diventare madri, ogni notte ci appare in sogno la nostra di madre con l’indice puntato verso quella chiazza oleosa sul vetro della camera da letto (patatine fritte?Tacos?Crispelle di riso?) generandoci il tipico senso di colpa dell’adulto irresponsabile.

Immaginiamo il nascituro ponendoci una sola grande domanda, il mistero dei misteri, più del Santo Graal, più dei cerchi nel grano, più delle Piramidi e dei Maya, più dello sbarco sulla Luna. Il neonato soffrirà di coliche? Fratella si, ne sono certa, l’abbiamo scampata con il primo e con il secondo, nemmeno Kate Middleton ha avuto questo culo questa fortuna, noi ci prepariamo al peggio.

Googliamo: “modi per far partire il travaglio”, “metodi naturali per partorire in fretta”, “influenza luna sul parto”, “calendario cinese gravidanza”. Prendiamo fiduciose l’Apermus per poi scoprire che la posologia dello stesso non è per nulla compatibile con il proprio stile di vita: 3 volte al giorno, lontano dai pasti (due ore dopo dell’ultimo e un’ora prima del successivo). Impossibile. 10 minuti prima della tisana e 17 minuti dopo del Kinder Cereali è ok?

Abbiamo più personalità noi che mani e braccia la Dea Kali. Un mix tra Flavia Vento, Cristiano Malgioglio e Antonella Elia nei panni del Gabibbo. Io, per dire, allo scoccare del nono mese so piangere e ridere contemporaneamente perdendo subito questa strabiliante capacità alla nascita del bebè. Non un giorno prima non un giorno dopo, venghino signori venghino.

 

Lui (cioè il compagno/marito/fidanzato/il padre della creatura).

“Domenica 23 c’è il derby, mica MI partorisci proprio quel giorno?”

“Dai non preoccuparti che stavolta partoriamo in due ore”. Sai dove puoi ficcarti il tuo pluralis maiestatis?

“Si partorisce da milioni di anni, mi sembra una cosa ormai collaudata”.

“Ciao amore, ti ho portato un regalo, queste utilissime traverse salva materasso, così se si rompono le acque a letto (a me, per dire, già successo), non roviniamo il materasso in memory che lo sai che io senza questo materasso non riesco proprio a dormire”.

“Scusa tesoro, potresti spiegarmi di nuovo la storia dei nove mesi = 40 settimane che non mi è ben chiara?”

“Non capisco se stai piangendo o ridendo”

“Come hai detto che si chiama il TUO ginecologo?”

 

 

2 comments on “Il nono mese”

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