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Il privilegio di avere un maschio, la fortuna di avere una femmina

“Non è un paese per femmine”: titolo di una lettera inviata a Concita De Gregorio lo scorso 3 agosto.

Una mamma in attesa racconta di aver dovuto subire, durante la gravidanza, alcuni commenti del tenore: “Che bella pancia! Conosci il sesso?’. ‘Sì, è una femmina’ – ‘Ah, peccato! Ma dai non importa, l’essenziale è che stia bene’. 
E ancora da parte di un ginecologo: ‘Il liquido amniotico è perfetto, prendiamo la misura del femore… perfetta anche questa, la circonferenza del cranio anche, signora suo figlio sta crescendo benissimo. Anzi sua figlia: questa volta non è riuscita a fare il maschio!’.

Io ho avuto due figli maschi e una femmina. Quando ho annunciato di aspettare il secondo figlio maschio ho sentito tante parole di compassione e parecchi “dai che la terza sarà femmina!”.
“Un’altro maschio?Buona fortuna!”.
“Ohhh che bel bambino!Cos’è? Un maschio? Il secondo? Poverina, mi dispiace!”
E tutto questo mica per una riscoperta e valorizzazione delle donne, affatto. La spiegazione – da me sollecitata- era sempre la stessa: “una figlia femmina te la ritrovi da grande, ti aiuta, ti supporta, ti cura”.
Non che la cosa mi abbia mai turbato davvero, anzi. Una femmina io l’ho fortemente voluta forse per ragioni egoistiche: per mettermi alla prova con entrambe le esperienze di maternità.
Due reazioni apparentemente diverse, in realtà due facce della stessa medaglia.
E infatti mia madre mi racconta sempre, con un certo disappunto, che lei era stata considerata perfetta nel suo ruolo di progenitrice di un primogenito maschio e di una secondogenita femmina.
Ricapitolando: un figlio maschio per iniziare, per assicurare discendenza (nemmeno fossimo di famiglia reale) e una figlia femmina come badante per la vecchiaia o come assistente domestica fin da piccola o ancora per “vestirla” a nostro piacimento – come fosse una bambola – perchè per noi donne conta solo l’estetica giusto?
Viviamo in una società nella quale é ancora opinione comune che nascere maschio sia meglio. Che l’uomo sia più bravo a proteggere e la donna a curare. Brave le donne che daranno alla società un nuovo maschio, fortunate quelle che daranno a se stesse una femmina. Liberarci da questi stereotipi di genere senza negare le differenze ma accogliendole sarà una grande conquista non solo per noi (donne) ma anche per gli uomini spesso soffocati e tormentati dal ruolo loro imposto.
Oggi, però, questo non è ancora un paese per femmine. Non è un paese per mamme e per figlie.

3 comments on “Il privilegio di avere un maschio, la fortuna di avere una femmina”

  1. Io ho seguito le tue orme, ma mi fermo ai due maschi! Quindi ho dato discendenza al marito, e due uomini alla società. Per me dovrò accontentarmi di una badante! Scherzi a parte… i commenti sul sesso sono sempre quelli e ci vuole una gran pazienza e buona dose di umorismo…a volte ignoro, a volte rispondo con umorismo, a volte ho voglia di cominciare un’arringa femminista di quelle da film. A volte sono commenti buttati lì, cose che la gente ripete senza neanche pensare ma…a volte trovi chi ci crede veramente a questa cosa che è cosa buona avere discendenza ma è cosa buona anche avere la casalinga che ti aiuta e futura badante. Io ho contribuito alla discendenza, visto che mia cognata non poteva pur avendo dato il primissimo nipotino (maschio, ma con altro cognome chiaramente). Ma la suocera si aspettava da me la femmina, e quando ho doppiato col secondo maschio la delusione è stata evidente. E fortuna che glieli ho fatti biondi con gli occhi azzurri, come lei tanto desiderava! La figlia alla fine è riuscita a darle la nipotina ma ahimè, non chiara. Un po’ di fiato sul collo lo sento…la menopausa è lontana e fino ad allora temo che ci spererà. Considera che ho 37 anni e sua figlia ha fatto l’ultima a 39, quindi le aspettative ci sono ancora. E che lei di se stessa diceva di essere stata bravissima a fare la femmina e il maschio, quindi io sono una mamma incompleta ancora. Ma lo pensa solo lei, e in fondo non è neanche colpa sua, è donna di altri tempi e di poca istruzione. L’importante è che i miei uomini crescano con altre idee .

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