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Il viaggio dell’eroe-mamma

Complice una recente lezione alla quale ho assistito alla SQcuola di Blog oggi vi propongo la struttura del Viaggio dell’Eroe di Christopher Vogler (fonte Wikipedia). Rivisitata nell’ottica dell’eroe-mamma.

  1. Mondo ordinario di gastroenteriti, febbri e otiti. L’eroe-mamma lascia un mondo per cominciare un viaggio, ed entra in un altro mondo, quello delle malattie “esotiche”, dei virus da esportazione.
  2. Richiamo all’avventura “Il mare d’inverno”. Si stabilisce l’obiettivo, la sfida e il percorso da farsi. Volo più low cost che ci sia, orario strategico anti-coda, tempo lungo la rotta buono, obiettivo: mare, aria sana, iodio e menate varie. Interviene il messaggero: la nonna ha sentito a Uno Mattina che il soggiorno al mare a marzo è “vitale” per i bambini. “Lo ha detto pure Michele Mirabella!”
  3. Rifiuto del richiamo. “Tu e tua madre siete pazzi!C’ho da lavorare IO” (rivolta al marito). L’Eroe-mamma è riluttante, dice no, evita l’evento. “Piuttosto mi incateno al cancello del nido”.
  4. Incontro col Mentore. Il pediatra, fico & rassicurante. Quello di cui ha bisogno l’eroe-mamma per mettersi in viaggio. Il pediatra al quale la mamma chiede consigli di tutti i tipi, dalla vera ricetta del ragù all’esatta tecnica dei lavaggi nasali dei bambini. Il mio dottore, splendido 55enne, negli ultimi anni ha deciso il 90% della nostra vita familiare.
  5. Varco della prima soglia. L’eroe-mamma accetta la sfida. “Azzo costano questi biglietti, lo sapevo io!”
  6. Prove, nemici, alleati. La sera prima della partenza il figlio n. 2 ha il febbrone. L’eroe-mamma si accorge che sulla prenotazione Niccolò è scritto con una sola c. La carta d’identità è scaduta. la valigia non si chiude. Si allaga la casa per la rottura del tubo della lavatrice. Le spunta il settimo capello bianco della settimana.
  7. Avvicinamento alla caverna più recondita (seconda soglia). Siamo in ritardo, perdiamo l’aereoooo; ai controlli “Buongiorno signora, la prego di togliere giacca, cintura, stivali e pure il piercing all’ombelico e tiri fuori il piccì dalla borsa”. “Ma scusi – eroe-mamma in lacrime ormai- non vede che sono DA SOLA con due bambini piccoli?L’apertura della borsa potrebbe causare un’esplosione di pampers”.
  8. Prova centrale. In genere c’è un rovescio di fortuna, temporaneo, che mette suspense. L’aereo è in ritardo. L’aeroporto d’arrivo è chiuso, facciamo scalo a Pescara. L’eroe-mamma non ha abbastanza provviste, cambi e Xanax per reggere l’evento. I bambini soffrono di mal d’aereo. L’eroe-mamma pure.

    Turbolenza no problem
    Turbolenza no problem
  9. Ricompensa. 250 gr di fumante pasta ben condita nonna-made. E due-tre secondi, dopo un viaggio turbolento, con uno stomaco incerto. L’eroe-mamma, sopravvissuta, “festeggia” (anche per aver imparato qualcosa, tipo non partire mai più nella vita sola con due bambini).
  10. Via del ritorno. L’eroe-mamma, torna ma trasformata. 4 kg in più, almeno. Stanchezza atavica per avere trascorso 24 h su 24 con i figli. In genere l’eroe-mamma va al lavoro e si riposa.
  11. Resurrezione (terza soglia). Non è la prova più grande, ma la definitiva. Al mare c’è vento, freddo. A Milano l’eroe-mamma ha lasciato una primavera in anticipo. Il catarro marino è più potente. I virus si sono allenati e fatti furbi in anni di soggiorni marini di nani malati. Non mollano.
  12. Ritorno con l’elisir. L’eroe-mamma torna rinata, cambiata (con una nuova infiammazione al nervo sciatico, per dire), e porta con sé l’esperienza raggiunta. Ci sono due possibilità: il ritorno al punto di partenza e la forma aperta. Febbre padana come quella pre-partenza o otite meridionale che bisogna fare qualche accertamento?

 

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