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Insieme a Teatro: Il brutto anatroccolo

Ciao, sono Niccolò e ieri sono andato al Teatro con la mia mamma.
“Mamma, come si chiama la PUNTATA di oggi?”
“Mmm veramente si dice spettacolo, mica guardi troppa tivvù tu?”

Lo SPETTACOLO si chiama “Il brutto anatroccolo”, è una storia che io conosco già perché ce l’ho nel grande libro blu di tutte le favole, quello che la mamma preferisce non leggere la sera a letto perché dice che è troppo lungo. Quello che, ogni tanto, misteriosamente, SCOMPARISCE.
Mamma anatroccolo mi fa davvero ridere, si è messa in testa la cuffietta della piscina per tuffarsi nello stagno. Ma gli animali pure loro vanno in piscina con il maestro Mattia?
A me, comunque, questa storia mi fa essere un po’ triste ed un po’ felice. Io sto qui in braccio alla mia mamma ma il povero anatroccolo non lo vuole nessuno perché tutti dicono che è brutto e goffo. Non lo vuole nemmeno l’oca padovana e l’anatra germana. Non lo vogliono nemmeno i tacchini che pure loro non sono così carini!
Ma il piccolo anatroccolo è davvero coraggioso e non ha paura del freddo e del buio (io no, io ho paura del vento), lascia la sua mamma ed i suoi fratelli e inizia a viaggiare da solo. Incontra anche un cane cattivissimo e una vecchietta (la mamma dice che è la nonna di Cappuccetto Rosso, che confusione!) e, alla fine, in primavera scopre una cosa bellissima: lui è un CIGNO grandissimo e SA VOLARE!
Oh, mamma guarda che disegni bellissimi sta facendo quella signora sui fogli!
Però vorrei proprio chiedere alla signora perché il cacciatore spara alle libellule. Non doveva mica colpire le anatre nello stagno?Mi sa che la signora si è confusa…
Subito dopo lo spettacolo tutti i bimbi hanno disegnato con i colori a dita su questi grandissimi fogli, io no però, preferisco usare i MIEI colori a dita, a casa MIA, con il MIO fratellino ed il MIO foglio.

Poi in macchina la mamma mi ha spiegato che tutti i bimbi sono belli perché ogni bimbo è diverso dall’altro ma la vera bellezza sta proprio nella diversità. Non ho ben capito. Ricapitolando: io ed il mio fratellino Edino siamo uguali, lo dicono tutti. Siamo brutti?
(ndr Arrivati a casa papà ha chiesto a Niccolò le sue impressioni sullo spettacolo e lui ha risposto: “Papi c’era una bambina bellissima, con i capelli gialli e gli occhi azzurri, un maglione colorato e senza denti davanti. Mica come il mio dentino che è un po’ rotto, proprio senza denti, aveva un buco, era bellisSSHima!”  Galeotto fu Il Teatro…)

           “Scusa bimba, come ti chiami?”

Se volete partecipare anche voi, andate sul sito del Teatro del Buratto al Pime di Milano, per scoprire tutti gli spettacoli in cartellone; noi l’8 febbraio ci saremo di nuovo per lo spettacolo CAPPUCCETTO BIANCO alle ore 16:00, vi aspettiamo!

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