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La certezza di una mamma

Non sono brava a parlare di me prima dei miei figli, della mia vita prima di loro. Non riesco a parlare di sentimenti. Non credo di aver mai parlato qui sul blog della mia famiglia di origine: mamma, papà e fratello maggiore che vivono ancora nel mio luogo di origine, a 1500 km di distanza da me.

E allora, per la festa della mamma, non parlerò di sentimenti ma di certezze. Anche se ho messo distanza e, a conti fatti, ho vissuto più di due terzi della mia vita lontano da casa.

Ho sempre desiderato andar via, fin da piccola. Ed è senza dubbio anche grazie a mia madre che l’ho realizzato: un po’ per affrancarmi da lei, madre estremamente presente ed in alcuni casi pressante (quanti momenti di imbarazzo da adolescente) ed un po’ perché sono stata educata alla libertà ed all’autodeterminazione.

La mia famiglia ha sostenuto le mie scelte, mi ha fornito mezzi e strumenti per realizzarle non solo materiali ma soprattutto affettivi. Ho sempre saputo che, in qualsiasi momento, sarei potuta tornare o avrei potuto fare una chiamata per averli qui (ed in effetti un paio di volte negli ultimi anni i miei genitori hanno preso il primo volo per raggiungermi).

Non ho mai pensato che mia madre fosse una cattiva mamma, di me lo penso regolarmente, mi piacerebbe sapere se anche lei abbia vissuto, almeno ogni tanto, la fase del pessimo genitore, sarebbe confortante a volte.

Ho trascorso una vita intera a sostenere di essere diversa da lei (lei è molto per gli abbracci io no, lei è molto estroversa io no, lei è molto, io cerco di essere il giusto), a lavorare su me stessa per essere diversa da lei, vorrei dire che, adesso che sono mamma, in molte cose sono diventata come lei (e sì, ovvio, succede anche a me) ma continuo a vivere questa diversità. E pensandoci bene, questo mi consola nel mio ruolo di madre: anche i miei figli un giorno saranno, per fortuna, diversi da me, ciò che loro rimarrà saranno l’amore e le certezze, sarà l’imprinting.

Festa della mamma

Durante le mie gravidanze e durante i primi mesi di maternità avrei voluto mia mamma qui con me (magari non fisicamente in casa mia ma ad una giusta distanza di sicurezza!), mi sono sentita molto sola in alcune circostanze, mi sono sentita incapace di darmi una risposta. Altre volte addirittura di pormi le giuste domande, quelle che solo una mamma sa elaborare e fare (c’è un po’ di Marzullo in ogni vera mamma, anche nella mia).

Ma, pensandoci bene, la distanza è stato un motivo di comprensione e crescita del nostro rapporto: scherzando dico sempre che lei va presa a piccole dosi (pochi abbracci, baci se posso evitarli meglio, tanti grugniti da parte mia e mille raccomandazioni da parte sua). La verità è che non potrei essere così felice oggi se 12 anni fa non fossi andata via, grazie a lei, grazie a loro.

Basi e radici, questo mi ha regalato mia mamma, quanto a tutto il resto sono convinta che vada costruito giorno per giorno, anche da soli, anche senza il costante aiuto di una mamma.

Questo post è stato scritto in collaborazione con Amplifon: in occasione della Festa della Mamma fate un regalo alle vostre mamme portandole in un centro Amplifon per un controllo dell’udito gratis personalizzato e su misura (mia mamma, ad esempio, soffre di acufene). Potrete prenotarvi direttamente sul sito compilando il form  o contattando il numero verde 800 046 385. Per trovare il centro Amplifon più vicino consultate il sito ufficiale.

 

 

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