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La gravidanza. L’attesa

Ho bisogno di tempo, tempo per metabolizzare e per capire un po’ di essere praticamente a metà gravidanza, un po’ che qui dentro c’è proprio una bambina. E non si tratta di ormoni impazziti perchè io alla storia degli ormoni non ci ho mai creduto (come non ho mai creduto a quella delle voglie in gravidanza).

Credo che ogni volta, con il parto si resetti e si dimentichi tutto quello che c’è stato prima. Quando ho visto Edoardo per la prima volta ho pensato che fosse troppo piccolo per essere vero (ma con una testa ben più grande di quella del fratello purtroppo per me), come lo avrei maneggiato?Come gli avrei cambiato il pannolino?E pensare che Niccolò era nato appena 21 mesi prima.

Vorrei del tempo per iniziare a parlare con questa bambina, devo giusto convincermi che si chiamerà in quel certo modo che abbiamo “patteggiato” io e Marito invece di continuare a pensare a lei in modo “neutro”. Vorrei abbandonare per un istante i sensi di colpa verso Niccolò e Edoardo che dovranno dividere tempo ed attenzioni della loro mamma.

La gravidanza è un’attesa fatta da tante piccole attese: un test di gravidanza che si colora di rosa in 10 minuti, il primo trimestre da far finire il più velocemente possibile, 3 settimane di attesa per ricevere il risultato dell’amniocentesi, giorni in cui si aspetta di percepire il primo movimento e poi il primo calcetto della giornata e l’ultimo prima di andare a letto. Morfologica, ecografia di accrescimento, flussimetria, ogni piccolo traguardo ci sembra così lontano ed in fondo è così vicino.

L’attesa di Niccolò è stata lunghissima, quella di Edo meno anche se lui è nato di ben 41 settimane, nonostante fosse il secondo. Stavolta mi dico che devo aspettare Natale e poi con l’inizio del 2016 sarà tutto veloce e lei arriverà.

Più di tutto, però, dovrei imparare a godermi il momento, i momenti della mia vita. Sono troppo proiettata al domani e immagino che arrivi presto la fine del nono mese ma stavolta devo fermarmi ed assaporare ogni attimo di questi 4 mesi e mezzo che mi separano da lei.

Stiamo vivendo il nostro momento magico e io sto sempre sul chi va là pronta a schivare il prossimo colpo. In allerta, come quando metto in forno una torta: in casa si sprigiona il profumo che sa di buono, famiglia e serenità e io mi piazzo davanti al forno, trattenendo il respiro, con il guanto da cucina pronto temendo che la torta si bruci in un solo secondo di distrazione.

Ecco, io non so distrarmi, non ho saputo farlo mai.

Per quest’anno l’albero di Natale lo preparerò con grande anticipo perchè io e lei vogliamo goderci l’attesa.

 

6 comments on “La gravidanza. L’attesa”

  1. Come ti capisco 🙂 ho partorito da appena un mese il mio terzo bimbo, la gravidanza è trascorsa senza che me ne sia quasi resa conto. Tra il mio primogenito e l’ultimo patatino arrivato c’è una dolcissima bimba. Vedrai che sarà un’esperienza unica. Si instaurerà una sintonia e complicità diverse da quelle che si possono avere con i maschietti e sei fortunata ad avere la possibilità di viverle entrambe. Sarà la principessa di casa e non avrai nessun senso di colpa per i primi due bimbi, perché farete tutto insieme con immenso amore. Buon proseguimento di gravidanza e di dolcissime attese. Alessandra

  2. Guarda è fin troppo semplice, mi sembravo più in difficoltà con due. Ora invece i primi due giocano molto tra loro, anche perché capiscono che devo dedicare un pochino più di tempo al piccino. Ma c’è anche da dire che lui è davvero buono, mangia e dorme (per ora ?) e si fa dei sonnellini anche di tre ore, e per me è una fantastica novità, non ero abituata. Quindi riesco anche a dedicarmi alla cucina, a qualche bel piattino succulento ?
    La cosa più bella in assoluto è vedere quanto amano il fratellino piccolo. Vedrai sarà una gioia.

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