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La mia giornata tipo

Le mie giornate iniziano molto presto, tra le 5 e le 6. Mi sveglio all’alba anche adesso che non vado più in ufficio e, lavorando al pc, mi godo la pace della casa ancora in silenzio. Nella maggior parte dei casi i post che leggete qua sul blog vengono ideati scritti e partoriti tra le 5 e le 7 del mattino sempre che Bianca Zoe non si svegli reclamando la mia presenza: ho creato una bambina-radar che riesce ad intercettare anche solo il mio respiro in allontanamento, credo mi abbia impiantato (con l’aiuto del padre) un sensore di movimento collegato ad un suo pianto immediato ed inconsolabile; nei momenti di vera disperazione lei esige la sua mamma, papà chi?

Alle 7 carico la prima lavatrice della giornata e mi infilo in doccia, a quel punto, con i primi rumori in casa, Nic – da sempre mattiniero (famosa quella vacanza in Sardegna in cui amava svegliarsi ogni mattina alle 5 in punto) – inizia a muoversi e lagnarsi per la scelta degli abiti da indossare. Edo rimane a letto e si alzerà solo dopo ripetuti solleciti della sottoscritta (Marito anche se sveglio si desta dal letto non prima delle 7:45 – sì lo so, una roba da far saltare i nervi). Colazione per i due fratelloni, preparo i loro vestiti, mi vesto, asciugo i capelli, mi trucco. Biberon per Bianca Zoe che cerco di svegliare nella maniera più dolce che conosca: se si sveglia di cattivo umore la giornata parte in salita. Spesso mi dite di quanto sembri una bimba sempre sorridente e allegra: è vero solo in parte, è anche estremamente lunatica e lamentosa, piange molto più dei fratelli alla sua età e per …zzate colossali. Caratteraccio numero 3 insomma.
Nel frattempo Marito è serenamente sotto la doccia mentre io sbraito con un figlio a caso per il lavaggio di faccia e denti. 8:15 gli uomini di casa escono, 8:30 circa anche io e Bianca Zoe siamo pronte per il nido.
Dopo il giro delle scuole (mi capita spesso di accompagnare anche Niccolò e incontrarmi con altre rappresentanti di classe per ragioni organizzative) faccio alcune delle commissioni della giornata: spesa, fruttivendolo, farmacia, lavanderia, biblioteca, cartoleria.
Anche la mia attività fisica è concentrata nelle prime ore del mattino: yoga, pilates e personal trainer (nel mezzo cappuccino e brioche alla ricotta con gocce di cioccolato, la fatica deve avere un prezzo!)
Ci sono giorni nei quali non ho appuntamenti di lavoro a Milano (o altrove) e quindi rimango in casa davanti al computer, altri nei quali passo la maggior parte del tempo in giro. Cerco comunque di concentrare tutte le attività “in esterna” al massimo entro il primo pomeriggio (tranne che io abbia un qualche evento pomeridiano).
In casa impiego parecchio tempo più che a pulire a riordinare; sempre al mattino programmo e imbastisco la cena cucinando in anticipo le verdure per noi e i bambini. Scarico la lavatrice, appendo i panni, piego quelli asciutti e aziono il robot aspirapolvere.
Pranzo davanti al computer (lo so, non è sano, non va bene per la mia salute, non è un esempio da dare, faccio ufficialmente harakiri e non ne parliamo più) con yogurt, frutta, gallette, avanzi della sera precedente, gelato. E caffè, tantissimi caffè per tenermi sveglia (ultimamente dormo molto poco). Il mio lavoro non consiste solo nello scrivere i post che vedete e leggete, ci sono le foto da scattare (che molto spesso non scatto io per fortuna), i progetti da ideare e gestire, le mail da inviare, i contatti da tenere e soprattutto le attività da creare da zero. Non si può certo aspettare che tutte le proposte ci arrivino come per magia, bisogna cercare, studiare, inventare e proporsi, dipende tutto (quasi) da me ed è questo che mi fa lavorare con il sorriso e il giusto spirito.
Le attività del pomeriggio dipendono molto dagli impegni e dagli accordi che ho con i nonni, ci sono giornate in cui riesco a non staccarmi dal pc fino alle 18, altri giorni in cui alle 15:45 sono già in pista per prendere Edo e a ruota Niccolò (che esce da scuola alle 16:30). Il venerdì è la giornata del corso di nuoto di Edo, il lunedì e il mercoledì della scuola calcio di Nicco, poi c’è lui, il parchetto, anzi i parchetti. Un giorno uno, un giorno l’altro, in città abbiamo un ampio catalogo e non manchiamo mai l’appuntamento con terra e sudore. Quando prendo Nic e Edo da scuola sono sempre carica di merende e presa dalla mia frenetica attività di rappresentante di classe: c’è la quota per la foto di classe, quella per il libro delle vacanze, un’altra per il regalo alle maestre, le adesioni per l’aperitivo di fine anno, le magliette con il logo della scuola da distribuire. Insomma se vedete una matta conteggiare monete e monetine, prendere nota di nomi e numeri con la penna in bilico sul naso e un figlio che si rotola intanto nel fango, quella sono io.
Cerco di impormi come regola quella di assentarmi da web, social e email dalle 18 circa fino alla fine della cena, la tentazione di dare una controllatina e rispondere al volo ad un messaggio c’è sempre ma i bimbi reclamano giustamente tutte le mie attenzioni. Ci sono tre docce da fare, la cena da preparare, vestiti e zaini da riordinare, borse del calcio o nuoto da disfare.
Il papà sta in ufficio tutto il giorno e torna a casa quando finalmente si può cenare in santa pace godendo della compagnia di un adulto. Ah. Ah. Ah. Non ditemi che ci avete creduto; io ceno in piedi da 7 anni, punto a polverizzare il record mondiale detenuto da una mamma di 4 figli del New Jersey  – mai sedutasi per 8 anni e 347 giorni.
Dopo cena pigiamini, denti, pipì e storia della buonanotte: il papà si concentra su lavastoviglie, piatti e sui grandoni, io sulla piccola che ha un importantissimo appuntamento serale al telefono con i nonni (l’avete già vista in azione su Instagram?).
Marito a questo punto vorrebbe il gran finale di giornata che tutti gli uomini desidererebbero, io vorrei svenire e svegliarmi il giorno dopo su una spiaggia isolatissima e senza mariti all’orizzonte. La verità è che tentiamo la maratona serale delle nostre serie preferite e finiamo per azzuffarci davanti alla tv. “Olga, dormi?” “ZZZ no!”, “Olga non dormire!” “Eh”, “Olga non si può mai vedere niente con te, ti addormenti sempre!”, “Non sciosto dommendo”, “Ti sento, stai biascicando”, “MA VUOI LASCIARMI IN PACE!?”.
Così. Ogni sera. 365 giorni all’anno.
E le vostre giornate sono più o meno simili alla mia? Raccontatemele!

2 comments on “La mia giornata tipo”

  1. Ciao Olga,
    nonostante la stanchezza cronica che accomuna tutte noi mamme mi complimento con la tua organizzazione! C’e Spazio x tutto e tutti… o quasi ? io sono una mamma che lavora “fuori casa” ed ho dovuto, ahimè, imparare a lasciar correre molte cose e a delegarne tante altre.. troppe! Vorrei mollare un po’ con il lavoro… ma come si fa ora?… bimbi piccoli , tante spese.. non rinuncio però a provarci a cercare di creare un equilibrio sano su cui reggere famiglia, lavoro, marito, me stessa! Dopotutto noi mamme non siamo wonderwomen ma quasi ?
    Se ti va di seguirmi sono Floverina su Instagram!
    Un abbraccio!
    Nadia

  2. Ahahahahah l’ultima parte è il top!!! 😀
    Anche noi uguale, io che crollo con bava alla bocca e lui che “avverto” scrutarmi di tanto in tanto per capire SE dormo e soprattutto QUANTO dormo. Infatti di solito parto mettendo su un programma, dopo 3 nanosecondi sono in un universo parallelo rapita da Morfeo e lui tenta di soffiarmi il telecomando e cambiare canale. Ha lo zapping nell’animo quell’uomo, non riesce a stare fermo su un canale per più di 5 minuti. Dicevo, cerca di capire quanto sto dormendo perché con gli anni (anni e anni di duro allenamento) ho imparato a rispondere pur sonnecchiando e tenendo gli occhi chiusi. Doti da ventriloqua. Quando vado a letto? quando qualche osso o nervo reclama pietà per la posizione scomoda. Il Socio ha imparato a lasciar perdere i vari “dai, vai a letto a dormire!” dopo aver provato più di qualche ringhiata, altro che Grizzly! 😀
    p.s. anche il mio Alessio ha il sensore di movimento, sarà l’annata?! Se si alza il papà lui continua a dormire, se muovo un muscolo io parte Mammmmmmaaaaaaaaaaaaa??????? Ohibò.

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